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Misteri in caduta libera

Paradise Lost 12

Pochi giorni fa due migranti sono morti nell’incendio divampato nel cosiddetto “Gran Ghetto” a San Severo (Foggia). I vigili del fuoco intervenuti hanno trovato i due corpi carbonizzati. Le vittime sono due africani, probabilmente originari del Mali. In pochi minuti l’incendio ha avvolto le baracche. La baraccopoli, abitata prevalentemente da migranti, si trova tra San Severo, Foggia e Rignano Garganico. Era stata parzialmente sgomberata l’1 marzo, dopo un’indagine della direzione distrettuale Antimafia, ma probabilmente molti ex ospiti erano riusciti a rientrare.

In Valpolcevera (Genova), invece, sono stati trovati stracci e liquido infiammabile per appiccare il fuoco alla porta d’ingresso di un appartamento in cui vivrebbe una famiglia di origini marocchine. Al momento dell’incendio c’erano una mamma e una bimba di tre anni, rimaste intossicate. La bimba è stata subito portata all’ospedale pediatrico Gaslini di Genova. Gl’inquirenti indagano sugli autori del gesto senza escludere che si possa trattare di un atto d’intolleranza o legato al fatto che l’appartamento fosse occupato abusivamente.

E non dimentichiamoci di Giulio Regeni. Una tv egiziana ha trasmesso a gennaio un video in cui lo si vede parlare col presidente del sindacato dei venditori ambulanti egiziani, Mohamed Abdallah. Il video è stato girato il 6 del suddetto mese con una microcamera usata dalla polizia, nascosta in un bottone della camicia di Abdallah. Nel dialogo, l’uomo chiede del denaro per curare la propria moglie malata di cancro, ma Regeni rifiuta spiegando di non avere alcuna autorità, essendo un accademico e potendo semmai così prospettare l’ottenimento dei finanziamenti per la raccolta di “informazioni” sul sindacato e sui “bisogni”.

E i politici italioti stanno a guardare, e figurarsi se non destano anche loro più di un sospetto. Di Maio per esempio avrebbe mentito su Raffaele Marra, ex capo del personale del Campidoglio, detenuto perché accusato di corruzione. Secondo la ricostruzione del quotidiano Repubblica, non è vero che lo incontrò il 6 luglio dell’anno scorso nei suoi uffici alla Camera per “cacciarlo” come ha sostenuto intervistato a “In mezz’ora”, e non è vero che fu l’ostinazione della sindaca Raggi a impedirne l’allontanamento, anzi… il 10 agosto, oltre un mese dopo il loro incontro in pieno scontro interno al minidirettorio che ne chiedeva la testa, Di Maio sollecitava Marra a resistere perché “servitore dello Stato”,  e perché era “uno dei miei”…! Su Repubblica Online poi, un articolo ha rilevato il contenuto della chat di Virginia Raggi, “Quattro amici al bar”, dove, in un lungo messaggio intitolato “Ho inviato oggi a Davide Casaleggio”, ha difeso le persone nominate nel suo staff e nella giunta. E’ la vigilia di ferragosto, i destinatari del messaggio sono Frongia, Romeo e Marra, e le notizie circa il fatto che l’assessore Roberta Muraro fosse indagata, dimissionaria dopo l’avviso di garanzia, per la Raggi erano “ipotesi al momento irreali”… una dichiarazione fatta spendendo parole di plauso per Salvatore Romeo, suo ex capo della segreteria (“Lo conoscono tutti i consiglieri, e lui li ha sempre aiutati”), così come per Marra (“Anche lui lavorava con tutti noi del M5S, che siamo tutti onesti”).

Ma anche in Francia la trasparenza dei politici è quella ch’è… “Solo il suffragio universale, e non un procedimento a mio carico, può decidere chi sarà il prossimo presidente francese. Non cederò, non mi arrenderò, non mi ritirerò”, lo ha detto ai cronisti il candidato di Destra alle presidenziali francesi, Fillon, confermando di essere stato convocato in procura il 15 marzo. Fillon ha ribadito di non aver usato impropriamente fondi pubblici, e ha accusato: “In molti parlano di assassinio politico. Qui non si uccide solo me, ma le presidenziali”. Intanto il caso ha provocato un’importante reazione da parte dei centristi dell’Udi, che hanno deciso di sospendere il loro appoggio alla campagna propagandistica di Fillon. 

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