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Protesta al gattile di Cesena

gattile cesena 2

Sei mesi fa Mariangela Baiardi, già presidente del Consiglio direttivo dell’ENPA di Forlì-Cesena, è stata “licenziata” dall’incarico di volontaria del gattile di Cesena, secondo il commissario del locale ENPA, per irregolarità nella gestione della stessa struttura, dove aveva lavorato per 25 anni.

Per delineare compiutamente tale vicenda occorre fare un passo avanti e uno indietro: il primo per ricordare che il mese precedente la sezione ENPA di Forlì-Cesena era stata commissariata dall’ENPA nazionale per la mancanza di permessi necessari ad operare. Il passo avanti per ricordare il gesto di Mariangela Baiardi, che è arrivata ad incatenarsi davanti alla sede del gattile, per protestare contro la sua estromissione e l’allontanamento dalla struttura.

Le virgolette attorno alla parola “licenziata” sono d’obbligo, perché questi incarichi, anche gravosi, non solo per il lavoro da fare, ma anche per il reperimento dei soldi per potere andare avanti, sono del tutto volontari e non remunerati, e spesso si deve penare non poco per trovare sponsor e finanziatori per acquistare cibo e materiali per soddisfare i bisogni degli animali.

Federico Aldrovandi: Ferrara una città indignata

aldrovandiIl 27 marzo a Ferrara si è svolta l’ennesima manifestazione organizzata dal sindacato di Polizia Coisp a sostegno dei loro colleghi condannati per l'omicidio di Federico Aldrovandi, ma questa volta si è scatenato il putiferio.

I fatti: il 18enne Federico Aldrovandi fu ucciso il 25 settembre 2005 dalle forze dell’ordine nei pressi del galoppatoio di Ferrara, ma solo dopo quattro anni si è riusciti a fare chiarezza sulle circostanze della morte e a comminare una condanna ai colpevoli. La cosa non è piaciuta a una parte della Polizia.

Ricostruiamo gli avvenimenti: le forze dell’ordine avevano imputato la causa del decesso del giovane a un “malore fatale”, ma lo zio di Federico, Franco, l’infermiere che per primo tra i familiari vide il corpo del giovane all’obitorio, capì che la verità era ben diversa. Federico aveva il volto sfigurato, sangue alla bocca ed ecchimosi all’occhio destro. Analisi più approfondite inoltre rivelarono la presenza di due ferite lacero-contuse dietro la testa, dello schiacciamento dello scroto e di due lividi da compressione sul collo.

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