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Lettera a ognuno di noi

stefanoPenso che ogni giorno sia come una pesca miracolosa, diceva qualcuno qualche anno fa, non sapendo che stava esprimendo, a mio parere, quello che tutto il mondo della disabilità prova ogni volta che i sensi ci permettono di essere razionali.

Noi tutti viviamo una condizione di precarietà quotidiana che si trascina da quando qualcosa o qualcuno ha creato la terra e poi l'uomo.

Il disabile visto come diverso, come una stortura dell'immagine perfetta dell'uomo e che, se è possibile, va evitato se non è possibile per il momento storico, eticamente, sopprimerlo.

Questo pensiero dominante non solo ci angoscia ma spesso ci divide rendendoci restii all'incontro con i nostri simili, forse perché inconsciamente cerchiamo di sentirci diversi da chi è come noi.

Quando riusciamo a esprimerci tra noi, ci rendiamo conto che viviamo su un altro piano rispetto alla società civile che ci circonda, con ben altri valori e sicuramente con altre aspettative, prerogative ma soprattutto attitudini, che la maggior parte degli esseri umani non hanno perché per noi il mondo visto da qui ha un altro senso.

Consci di tutto ciò e sapendo che al mondo civile della nostra condizione quotidiana poco gli importa o comunque gli interessa solo qualora ne possano trarre un vantaggio economico, usiamo la loro stessa arma e facciamo pesare le nostre due armi migliori:

  1. quella del consumatore
  2. quella dell'elettore.

stefano2In Italia siamo 2.600.000 persone riconosciute ufficialmente come invalidi, cui vanno aggiunte almeno altre due persone che comunque hanno un contatto quotidiano con esse: 8.400.000 persone.

Un partito di spessore governativo.

Eppure siamo divisi!

Quanto e cosa consumano 8.400.000 di soggetti ogni giorno e cosa possono rappresentare, come acquirenti di un’azienda tra le tante, averli o non averli come clienti?!

E perché l'azienda da cui acquisto i miei bisogni quotidiani non può essere la nostra?!

Se il parametro per il quale la società civile tiene conto dei soggetti è soltanto quello economico, allora possiamo mostrare anche noi agli altri di possedere! Anzi non è detto che siano loro ad acquistare da noi.

Che ne pensate?

Vi sembra un’idea impraticabile?

Vi sembra un sogno?

Vivere senza sogni è come non vivere...

Ultima modifica ilGiovedì, 26 Maggio 2016 17:38

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