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La musica salverà il mondo

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Ci avvolge, ci coinvolge, ci emoziona, sconvolgendoci: è la Musica, che, fuggita dai suoi carcerieri, coloro i quali si ostinavano ad imprigionarla dentro alla polvere di teatri secolari,  ha ormai raggiunto ogni popolo, permeando  larga  parte della letteratura del Novecento finalmente nelle vesti  di vero e proprio linguaggio, costruttore e /o codificatore di senso e significato.

L’abbiamo vista trasformarsi, cioè, in nome della sua applicabilità ai moderni mezzi di comunicazione di massa: da umile tappeto sonoro, è riuscita ad assurgere al ruolo di mediatrice culturale, di cui non di rado si sono sfruttati gli slittamenti semantici.

Ciò vuol dire che la musica può veicolare una metafora socio-politica.

Nel 1939, il tema di Tara in Gone in the wind , (V. Flamming) nel clima di generale collasso emotivo oltre che economico, viene appunto incaricato di interpretare l’imprescindibile esigenza di attaccamento alla fattoria georgiana da cui le vicende partono e dove si concludono.

Di rappresentare la propria relazione affettiva con il mondo, amplificata nel mito della terra, perennemente fertile, che ci ha dato la vita e continua a nutrirci, pur se violato, perché "Dopotutto, domani è un altro giorno" e la terra, lì, a portata di mano, ci aiuterà a rincominciare.

O come dimenticare le metafore del celebre Fellini: da La strada a La dolce Vita è riuscito ad incarnare vizi e virtù del popolo italiano.

Più di recente, la necessità di concretizzare il vagheggiato villaggio globale, coinvolge  soprattutto il medium pubblicitario, in cui mondi paralleli finiscono per l’intersecarsi in una maniera che non avremmo mai potuto ritenere possibile.

A dispetto di ogni legge fisica o della matematica, algebrica o geometrica.

Eppure è  accaduto.

Il linguaggio musicale dà voce alle necessità di fronteggiare le insidie di una omologazione  latente, trasmette valori che sembravano smarriti: dalla ninna nanna che il M° Einaudi compone per Eni 30%, e ci parla di sviluppo eco-sostenibile, alla sarabanda baracca del cosmopolita Haendel introdotta sotto l’apparente forma di innocuo  livello esterno alla narrazione dello spot Levi’s Odissey, evolutosi invece in una metafora di pari opportunità per tutti coloro che la sapranno cogliere.

Strano destino quello della Musica, “serva-padrona”,  non smetterà più di raccontare,  e forse salvare ciò che, di primo acchito, non le competerebbe: il Mondo.


Federica Ferretti

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