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SPORT FRA LE RIGHE...

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Non avevo mai provato a praticare seriamente lo sci di fondo, d’accordo non ero proprio lo sprovveduto di turno, ma neppure un esperto, però quella Dobbiaco – Cortina una delle gare più conosciuta al mondo proprio mi attirava.

Sapevo che riuscire a terminare la competizione per me sarebbe stata già una vittoria, ma che cavolo almeno potevo dire “ ho tentato “

Quella mattina alla partenza ero teso ed emozionato, la confusione, il vociare, l’assegnazione della categoria adatta alle mie capacità, naturalmente principianti, con un numero di pettorale altissimo già mi elettrizzavano.

Poi la partenza, uno spettacolo pittoresco, impressionante.

Gli atleti professionisti scattarono con una potenza inaudita, dietro il vero e proprio caos, con una marea di atleti “ fai da te “ multicolorati che si spingevano, sgomitavano per riuscire ad entrare nella prima grande curva in vantaggio sul gruppo di scatenati, di cui facevo parte, che si ammassava sempre più verso l’ingresso di quell’ imbuto naturale collassando la viabilità.

Non capivo più quali fossero i miei sci, non riuscivo a muovere le braccia compresso fra la massa di scalmanati e quando tentai una minima mossa, mi accorsi che il braccio in questione apparteneva ad un'altra persona con lo stesso modello di giacca a vento.

All’improvviso, senza che mi rendessi conto del come, mi ritrovai da solo in mezzo alla neve, unica presenza un concorrente sconvolto come me che trafficava su un attacco degli sci.

Mi avvicinai o meglio lo abbordai.

-          Salve! –

-          Salve ! – rispose allegro.

-          Problemi? –

-          No solo una regolata all’attacco –

-          Bella partenza la nostra –

-          Già davvero potente –

Mi guardò con complicità sorridendo.

-          Che ne dici se ci facciamo un panino e magari un goccio di vino? –

Mi voltai verso la struttura imbandierata della partenza con a fianco il banco ristoro.

-          Direi che è un’ottima idea -

Divorammo il panino fra battute e risate e il bicchiere di vino ci illuminò la strada.

-          Attilio – mi disse porgendomi la mano.

-          Walter – risposi accettando quella stretta che dava inizio a una meravigliosa amicizia.

-          Bene Walter, si va? –

-          Si va! –

Attilio non aveva confessato tutta la verità, in realtà era un ottimo atleta con un passato da professionista carico di vittorie e riconoscimenti.

Si accorse subito della mia precarietà, adattandosi alla mia velocità con molta discrezione, anche se la nostra prestazione non era poi così disastrosa.

Ad ogni tappa ristoro ci fermavamo per mettere benzina d’uva nel nostro serbatoio, aumentando il nostro distacco negativo con la gara, ma aumentando la nostra amicizia.

Quando, arrivati a Cortina tagliammo il traquardo in parallelo, le poche persone rimaste, quasi tutti dell’organizzazione, ci applaudirono sorridenti e divertiti, consegnandoci la medaglia come premio per aver frantumato il tempo massimo di ritardo.

Certo, forse non era stata una delle prestazioni sportive migliori, ma comunque superata dalla grande amicizia fra due atleti nella vita.

Walter Fabbri

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