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Nuove scoperte sull'ipertensione

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Un gruppo ricercatori dell'Università di Gainesville ha raggiunto l'obiettivo di tenere sotto controllo la pressione arteriosa nei pazienti poco reattivi ai più diffusi principi attivi. Questo risultato lo si ottiene interferendo sul sistema renale attraverso un inibitore. I ricercatori, infatti, hanno messo a punto un innovativo trattamento biotech in grado di silenziare un Mccr (Mineral corticoid receptor), un recettore attivo nel complesso surrenale che, se non controllato, è in grado di favorire la progressione della pressione arteriosa.

“La nuova metodologia che abbiamo sperimentato - spiega Zhongjie Sun, coordinatore dello studio - punta a prevenire i gravi danni indotti dall'ipertensione dilatando le arterie, annullando la loro reattività agli effetti al sodio, che le restringe. Se i prossimi test in vivo confermeranno i risultati fin qui ottenuti - conclude - la possibilità  di sviluppo di nuove terapie non farmacologiche, mirate al contenimento dei grandi rischi connessi all'ipertensione, saranno a portata di mano". Zhongjie Sun è lo stesso ricercatore che ha dimostrato come, nella stagione invernale, aumenti la pressione sanguigna. Il meccanismo di sopravvivenza dei mammiferi (scoperto dal ricercatore isolando un gene che lo induce nei topi) fa comprimere i vasi sanguigni per consentire al corpo di mantenere alta la propria temperatura nonostante il freddo esterno. In tal modo, però, si alza la pressione sanguigna e questo può comportare un aumento del rischio di patologie cardiovascolari.Sono a rischio soprattutto le persone che lavorano all’aperto durante la stagione fredda. “Ognuno di noi dovrebbe sapere che il freddo è un fattore di rischio per attacchi di cuore e ictus”, afferma Sun. “Specialmente i pazienti con ipertensione dovrebbero essere molto prudenti nell’avventurarsi fuori casa al freddo, ma anche le persone normali dovrebbero prendere qualche precauzione”.  

Stefania Colasanti  (fonte: Italiasalute.it)



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