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A quel politico ch’è in ognuno di noi

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Si ha a che fare persino con degli Stati che nonostante siano subissati dalla perseveranza di una precarietà rappresentativa, carenti di un Governo autorevole, riescono a fregiarsi di uno sviluppo incontrastato, specie nella gestione della moneta.

D’altronde non per forza bisogna aspettare delle sentenze civili o addirittura penali per venire a capo di un oscuro scenario politico, e sembra proprio che non vi sia vicenda reale che tenga per dimostrare l’eleggibilità o meno di un individuo, legata invece a un’informazione appuntabile ma eccessivamente tendenziosa.

La ricerca di un metodo chiaro con la propensione alla sincerità per ribadire qualsiasi potere democratico langue disponendo di un’entità qual è il web oramai, mentre personaggi come Trump e Le Pen stanno avanzando decisamente.

I dubbi su questa situazione spuntano non per disinteresse, ma a seguito d’intendimenti fuorvianti il bene comune, che si ritrova soppesabile da un insieme di minuscole cricche parlamentari, nonché angosciato da una probabile deriva dittatoriale; e principalmente nei paesi di provincia, dove la diplomazia e la sovranità popolare devono essere ricostituite semplicemente, per non dire d’incanto.

Si può fare ?

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Nella notte tra il 22 e il 23, a seguito dell’ultimo attentato a Londra, reparti della polizia britannica hanno condotto un raid in un appartamento al piano soprastante un negozio poco a ovest del centro cittadino di Birmingham, attorno al quale le strade sono rimaste chiuse per diverse ore… lo ha riferito la versione virtuale del quotidiano The Guardian. La Bbc invece ha reso noto che il suv per l’attacco potrebbe essere stato noleggiato a Birmingham, sette persone (tre dei quali residenti a Birmingham) subito sono state arrestate con entrambe le città blindate e il divieto di avvicinarsi a Westminster. L’attentatore dell’attacco londinese è stato ispirato dal terrorismo internazionale. Noto all’Intelligence, era ritenuto periferico, non pericoloso, stando a quanto emerso dalle indagini tuttora condotte da Scotland Yard. Per il vicecapo della polizia di Londra, Mark Rowley, l’uomo avrebbe agito da solo, mentre gli arrestati sarebbero stati i fiancheggiatori, ma non i complici.

RITRATTI DI SANTI: MEDITAZIONI SULLE LORO VITE A ROMA CHIESA DI SANTA MARIA DELLA VITTORIA

immagine missionario Clemente Vismara

La santità in cui ritrovare la dimensione legata al mistero della Chiesa porta alla luce il volto di Cristo attraverso figure legate alla chiesa, martiri e civili, che nella loro vita hanno vissuto e operato secondo verità e valori evangelici in modo esemplare. Tutti possono diventare santi: la santità non è esclusiva di Papi, religiosi, ma anche di tutti quei cristiani che ogni giorno portano la propria testimonianza della parola di Dio nelle diverse occupazioni e attività dedicandosi agli altri con amore e sacrificio in ogni circostanza. Tra le diverse figure di uomini e donne, ordinarie, ma straordinarie che attraverso il proprio lavoro e impegno hanno mostrato altruismo incondizionato e la volontà di agire per il bene del prossimo anche a a volte a rischio della propria vita, vanno citate tre figure quali: Salvo D'Acquisto, Elisabetta Leseur e Beato Clemente, la cui vita e impegno per gli altri vengono ricordate nell’appuntamento RITRATTI DI SANTI Meditazioni su testi di padre Antonio Maria Sicari presso la Chiesa di Santa Maria della Vittoria a Roma nei giorni 27 marzo, 3 e 10 aprile 2017 a partire dalle ore 21.00.

CULTRISE PRESENTA IDENTITÀ COLLETTIVE Dal 27 Ottobre 2016 al 01 Novembre 2016

Foto CultRise.Identità Collettive CultRise presenta la rassegna Identità Collettive​, che si inaugura il 27 Ottobre presso la galleria itinerante The Popping Club, nei locali della ex sottostazione dell’Atac nel cuore del Rione Monti. La rassegna è realizzata con il supporto di Casale del Giglio ​e Laboratorio dall’Albero. Identità collettive​ vuole essere un’esplorazione dei luoghi fisici e immateriali, in cui l’individuo è quotidianamente immerso. Luoghi simbolici che ci circondano e ci influenzano. Natura, Città e Intelligenza Artificiale sono le tre tappe del percorso della mostra, che esplora il rapporto privilegiato dell’essere umano con queste realtà. Realtà scelte per il loro ruolo centrale che assumono nella vita contemporanea. Ognuno degli artisti invitati racconterà uno di questi temi, mostrandone l’essenza e rendendone tangibile e intuibile per il visitatore una delle infinite identità che questi possono assumere. L’essere umano pur facendo parte di queste realtà, partecipando alla creazione delle loro identità aggregate, allo stesso tempo ne subisce la forza e l’autonomia. La mostra si propone di fornire un cambiamento di prospettiva al visitatore, abituato a pensare questi luoghi come entità esterne da sè: da co-protagonista inconsapevole diventa partecipe e cosciente del proprio ruolo fondamentale nella definizione della loro identità collettiva. Il percorso si snoda partendo dalla Natura, attraversando le Città, portandoci verso l’Intelligenza Artificiale, in un passato, presente e futuro che si confondono e s'intrecciano.

La Natura dello Street Artist Jerico​ è un ambiente caotico, ingombrante, quasi soffocante. Una madre ostile alla quale siamo collegati in maniera ancestrale. È il nostro luogo di origine sia come umanità che come individui.

Le Città del progetto Polisonum​ sono presentate in tre installazioni. Il visitatore può ricreare e dare vita all’identità dei luoghi prescelti attraverso un’infinita possibilità di combinazioni. La continua mutazione è la loro identità, composta musicalmente attraverso i suoni campionati in loco.

L’Intelligenza Artificiale raccontata nel progetto Digital Unconscious di Marco Bassan​ è un salto nel futuro nel quale gli androidi immersi in un ambiente cupo e recondito indagano la propria identità artificiale, codificata ma imprevedibile. Ogni androide ha la sua propria identità legata all’inconscio collettivo digitale nato da una fusione tra l’umano e la tecnologia. Una mostra da non perdere assolutamente. Segnate in agenda: dal 27 Ottobre al 1 Novembre presso la galleria The Popping Club.

Ulteriori aggiornamenti sono disponibili sulla pagina Facebook CultRise.

EVOLUZIONE: LE INCISIONI DI ALESSANDRO MONTESI

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 Precisione e cura nella resa di rappresentazioni dove le figure vengono descritte con attenzione ai dettagli in virtù di un percorso di studi dedicati all’incisione presso la Zecca e Poligrafico dello Stato, ALESSANDRO MONTESI (Roma, 24 settembre 1951), figlio d’arte e nipote di Rossana Montesi vincitrice di una delle edizioni dei Cento pittori di Via Margutta, è protagonista di una suggestiva esposizione presso i nuovi spazi espositivi della Sala da Feltre- Open ART. La mostra personale, EVOLUZIONE, la prima dell’artista, che inaugura giovedì 23 marzo a partire dalle ore 19.00 presenta circa 20 opere tra dipinti, disegni e studi per incisioni.

I segreti e le tecniche dell’arte incisoria sono da lui appresi grazie all’incontro con Cionini primo incisore della Banca d’Italia conosciuto come il “Maestro delle Banconote”. Frequentando il suo studio per diverso tempo non appena preso il diploma, Alessandro Montesi dimostrava sempre più capacità nel creare disegni e elaborate composizioni con il bulino dando vita a delle vere e proprie opere d’arte che riprodotte in serie sono diventati dei multipli. Vanno citati gli splendidi clichés delle carte monete dei vari tagli della Lira. Montesi collaborò come incisore per la famosa ditta di medaglisti della famiglia Johnson con sede a Milano che realizzò numerosi modelli di medaglie di Alessandro. Realtà e fantasia si intrecciano nelle sue opere dove non mancano aspetti visionari. Alchimie caravaggesche e elementi surrealisti propri di Salvator Dalì emergono dalle sue rappresentazioni come anche raffinati elementi simbolici. Precisione e capacità nel cogliere le espressioni dei volti definiscono i ritratti con cui fa emergere l’essenza del personaggio che ha di fronte. Si avvicina in parte a Guttuso per la cura nei dettagli decorativi, i contorni ben definiti e un cromatismo vivace.

EVOLUZIONE

Mostra personale di Alessandro Montesi

c/o Sala da Feltre- Open ART

Via Benedetto Musolino, 7 Roma (Orti di Trastevere)

Orario: dal lunedì al venerdì 9-13/14-17

Inaugurazione giovedì 23 marzo 2017 ore 19.00

23 marzo – 23 aprile 2017

Ingresso libero

RISCOPERTA DI LUOGHI SPECIALI, TRA PRIMAVERA E LAVORO

Foto RISCOPERTA DI LUOGHI SPECIALI TRA PRIMAVERA E LAVORO Cristina Simiele 2Anche quest’anno molti luoghi del patrimonio culturale italiano saranno aperti al pubblico, il 25 e 26 Marzo in occasione delle Giornate FAI di Primavera, evento che giunge alla venticinquesima edizione. Le Giornate FAI di Primavera, la grande festa di piazza organizzata ogni anno dal FAI – Fondo Ambiente Italiano, giungono quest’anno alla 25° edizione. In questi 24 anni questo evento unico in Italia ha contribuito a ricostruire un ponte tra i 9 milioni di persone che hanno partecipato e il territorio in cui vivono attraverso la riscoperta luoghi speciali, dove è scritta la nostra storia e la nostra identità. Spenti i riflettori sulle Giornate FAI di Primavera il lavoro dei volontari del FAI non si ferma. Tutto l’anno vi è un impegno costante e concreto affinché il paesaggio italiano, i suoi luoghi e i suoi monumenti, i capolavori d’arte che custodisce e che raccontano la storia, la memoria e l’identità del nostro Paese non vengano dimenticati, ma siano protetti, rispettati e valorizzati, per sempre e per tutti. Sono oltre mille i luoghi aperti con visite a contributo libero in tutte le Regioni grazie all’impegno e all’entusiasmo delle Delegazioni e dei volontari del FAI. Il 25 e 26 marzo dunque in 400 località di tutta Italia le Giornate FAI di Primavera, una grande festa di piazza dedicata ai beni culturali da non farsi sfuggire. A Roma, in particolare, si avrà la possibilità di entrare in luoghi storici solitamente chiusi, che saranno aperti esclusivamente per questa occasione. Si tratta perlopiù di dimore storiche, ville, chiese, giardini, borghi, aree archeologiche, castelli e monumenti. Ci sarà modo di entrare nell’Auditorium di Mecenate, alla Domus Aurea, al Centro Studi Americani, Palazzo Baldassini e il Complesso Trinità de Monti e ancora il Parco di Villa Gregoriana a Tivoli. Ricordiamo, inoltre, che gli iscritti al Fai avranno degli accessi esclusivi, corsie preferenziali e aperture esclusive. Potrete visionare il programma completo e le informazioni utili direttamente a questo link GIORNATE FAI PRIMAVERA _ ROMA. Ma bisogna tener conto anche del sabato nero che si prospetta nella città eterna. Cinque cortei, due sit-in e una città bloccata. Il rischio disordini e contestazioni contro l’Unione europea, legati alla presenza di frange antagoniste provenienti anche da altri Paesi come anticipato da ‘Il Tempo’ il 1 marzo scorso, è altissimo. Prefettura e Questura hanno messo in campo un imponente dispositivo di sicurezza per la gestione dell’ordine pubblico, con zone rosse, no-fly zone, aree cuscinetto e cortei distribuiti nell’arco della giornata per evitare che attivisti di diversi schieramenti vengano a contatto. La manifestazione più a rischio, però, è quella che partirà alle 14 da piazza di Porta San Paolo e arriverà a Bocca della Verità, all’interno della quale esiste la possibilità di infiltrazioni da parte di Black Block e non solo. La giornata di celebrazioni per il 60esimo anniversario dei Trattati di Roma, dunque, inizierà abbastanza presto. Dalle 10 alle 15 a Largo Angelicum è previsto il presidio organizzato da FdI. Alle 11, contemporaneamente, partiranno altri due cortei: quello organizzato da "Nostra Europa" che si muoverà da piazza Vittorio e l’altro del «Movimento federalista europeo», che partirà da Bocca della Verità. Entrambi confluiranno nella zona dell’Arco di Costantino. Alle 15, poi, da piazzale dell’Esquilino fino a via dei Fori Imperiali, sfilerà il corteo di Azione Nazionale. Mentre a piazzale Tiburtino si svolgerà la manifestazione statica del Partito comunista. La parte più preoccupante è quella del corteo della piattaforma "Euro Stop" che marcerà per le vie di Testaccio, su Lungotevere Aventino e fino a piazza Bocca della verità. Armatevi di cultura e pazienza.

Foto di Stefano Sbrulli.

MUSEO MAXXI: ZAHA HADID E L’ITALIA

Foto Zaha Hadid Cristina Simiele 2

Il Museo MAXXI di Roma ha recentemente annunciato le mostre che organizzerà nel 2017, a partire dai prossimi mesi. Tra queste spicca il doveroso tributo del museo a Zaha Hadid, la sua progettista. Ad un anno dalla scomparsa dell’architetto, secondo le prime anticipazioni, il MAXXI allestirà infatti una mostra che si concentrerà soprattutto sul rapporto di Zaha Hadid con l’Italia, con riferimento ad alcuni progetti, tra cui il Terminal Marittimo di Salerno recentemente inaugurato, il Messner Mountain Museum a Plan de Corones, il progetto City Life quasi completato a Milano e il MAXXI. Dai bozzetti pittorici ai modelli tridimensionali, dalle rappresentazioni virtuali agli studi interdisciplinari per l’utilizzo di nuove tecnologie, in uno sforzo costante di ricerca pionieristica e di indagine nella progettazione, la mostra metterà in evidenza l’intenso e duraturo rapporto di Zaha Hadid con il nostro paese. L’apertura è prevista per il mese di giugno.

Retake Roma: Speak up, clean up! La storia di un movimento che coinvolge Roma, i romani e non solo

Foto Ratake Roma Cristina Simiele 2

Retake Roma, la storia di un movimento che promuove il decoro urbano, l'orgoglio civico, il volontariato, l'educazione, l’arte legittima nella città eterna. La città de ″La dolce vita″, ″Vacanze Romane″, ″Roma città aperta″, ″I soliti ignoti″ per ricordarne alcuni. La città che viene premiata la notte degli Oscar e presa sotto assedio dagli hooligans. Alla fine del 2009, un'americana, cittadina romana da molti anni, stufa di vivere nel degrado, scese a ripulire le colonne del suo palazzo. Grazie al passaparola e alla tenacia di questa donna, il movimento prese piede. Cinque anni dopo, Retake Roma, ora costituito onlus, conta migliaia di volontari. Retake Roma è un movimento cittadino e associazione no-profit impegnato nella lotta contro il degrado, per la valorizzazione dei beni comuni e per la diffusione del senso civico sul territorio di Roma Capitale e di tutta Italia. Composto da semplici cittadini che, attivamente, si dedicano al recupero degli spazi e dei beni pubblici che versano in uno stato di degrado ed abbandono. Un Retaker non è un cittadino attivo contro il degrado solo durante gli eventi, ma tutti i giorni. Retake Roma è uno stile di vita. Le iniziative non sono sostenute monetariamente dal Comune ma dai Retakers che si auto-finanziano, dai condomini che comprano i materiali, o dai generosi partners come Federalberghi o Confcommercio. Il comune sostiene l’iniziativa attraverso l’assessorato di Roma Produttiva e Città Metropolitana mettendo a disposizione, per gli interventi più grandi, l’AMA e PICS, il Pronto Intervento Centro Storico (P.I.C.S.). Il movimento è aperto a qualsiasi cittadino che voglia impegnarsi a preservare e riprendersi la bellezza di Roma. Per entrare a far parte di Retake Roma, basta presentarsi ad uno degli eventi postati sulla pagina Facebook Retake Roma e per sapere cosa portare ai clean up bisogna fare riferimento al sito: www.retakeroma.com/come-fare/. Ovviamente non bisogna portare tutto. Per i primi retake, si possono portare anche solo dei guanti usa e getta e qualche busta nera della spazzatura. Per partecipare attivamente e costantemente, si può aderire ad uno dei 70 gruppi di zona di Roma attraverso il sito http://www.retakeroma.com/gruppi-di-zona/.

Il pugile nero messo ko dal razzismo Una storia nascosta per oltre 80 anni

Foto Il pugile nero messo ko dal razzismo Cristina Simiele 2

In occasione della Giornata mondiale contro il razzismo, il 21 Marzo è uscito nelle sale, il docu-film di Tony Saccucci: ‘Il pugile del Duce, prodotto e distribuito dall’Istituto Luce. Una storia misconosciuta e straordinaria, in cui convivono epica dello sport, fascino della caccia negli archivi, ingiustizia, e una rivincita postuma. Un racconto per tutti, avvincente e, come l'arte che mostra, nobile. Il docu-film racconta la storia incredibile, sepolta e riscoperta dalla polvere degli archivi, di Leone Jacovacci: un pugile tecnicamente perfetto, agile, intelligente e potente. Leone parlava perfettamente quattro lingue, cinque col romanesco. Era italiano e forse anche fascista. Ma sicuramente non antifascista. La sera del 24 giugno 1928, allo stadio Nazionale di Roma, davanti a quasi 40.000 spettatori e in collegamento radio con le città d'Italia, Leone Jacovacci si laureava campione europeo dei pesi medi. Prediletto del pubblico internazionale in un periodo in cui il pugilato era lo sport per eccellenza, aveva un solo problema: era un italiano nero. Metà italiano e metà congolese. Prima dell'incontro per il titolo europeo, aveva impiegato quattro lunghi anni per poter accedere al titolo di 'italiano' (in un match continuo tra giornali, uffici, politica, burocrazia). Dopo l'incontro, il Duce lo fece cancellare dalla storia d'Italia (il filmato originale dell'incontro - su cui ruota parte del documentario - venne addirittura manomesso) e inventò il 'bianco' Carnera. Oggi la vittoria di Leone grazie al suo biografo Mauro Valeri, uno dei massimi esperti di razzismo in Italia, che in questo caso si è trovato a indossare i propri panni privati, quelli di un padre bianco che ha sconfitto l'oblio della censura fascista per amore del proprio figlio meticcio. Attraverso la vicenda appassionante e rocambolesca di Leone, dal Congo a Roma, tra lavori, identità e paesi diversi, e i suoi incontri su navi, strade, locali e poi i ring ufficiali, e la sua mite impossibilità a non essere riconosciuto come il più forte del suo tempo, il film intreccia due vicende lontane nel tempo, ma legate da un filo resistente. Un filo che conduce a una lunga, faticosa, dura vittoria. La vittoria contro il razzismo. Liberamente tratto dal saggio di Mauro Valeri ‘Nero di Roma’, edito da Palombi Editori, il documentaro di Tony Saccucci si avvale del significativo Patrocinio di: CONI, Federazione Pugilistica Italiana, ARDI - European Parliament Anti-Racism and Diversity Intergroup, del progetto MigrArti e del MiBACT.

Vivian Maier in mostra al Museo di Roma in Trastevere Dal 17 marzo al 18 giugno 2017

Foto Vivian Maier una fotografa ritrovata Cristina Simiele 2

Dal 17 Marzo al 18 Giugno, dal martedì alla domenica, dalle 10 alle 20, la mostra su Vivian Maier, un’occasione per conoscere la vita e l’opera. Esposte 120 fotografie in bianco e nero realizzate da Vivian Maier tra gli anni Cinquanta e Sessanta insieme a una selezione di immagini a colori scattate negli anni Settanta, oltre ad alcuni filmati in super 8. La vita e l’opera di Vivian Maier sono circondate da un alone di mistero che ha contribuito ad accrescerne il fascino. Tata di mestiere, fotografa per vocazione, non abbandonava mai la macchina fotografica, scattando compulsivamente con la sua Rolleiflex. È il 2007 quando John Maloof, all’epoca agente immobiliare, acquista durante un’asta parte dell’archivio della Maier confiscato per un mancato pagamento. Capisce subito di aver trovato un tesoro prezioso e da quel momento non smetterà di cercare materiale riguardante questa misteriosa fotografa, arrivando ad archiviare oltre 150.000 negativi e 3.000 stampe. Figura imponente ma discreta, decisa e intransigente nei modi, Vivian Maier ritraeva le città dove aveva vissuto - New York e Chicago - con uno sguardo curioso, attratto da piccoli dettagli, dai particolari, dalle imperfezioni ma anche dai bambini, dagli anziani, dalla vita che le scorreva davanti agli occhi per strada, dalla città e i suoi abitanti in un momento di fervido cambiamento sociale e culturale. Immagini potenti, di una folgorante bellezza che rivelano una grande fotografa. Le sue fotografie non sono mai state esposte né pubblicate mentre lei era in vita, la maggior parte dei suoi rullini non sono stati sviluppati, Vivian Maier sembrava fotografare per se stessa. Osservando il suo corpus fotografico spicca la presenza di numerosi autoritratti, quasi un possibile lascito nei confronti di un pubblico con cui non ha mai voluto o potuto avere a che fare. Il suo sguardo austero, riflesso nelle vetrine, nelle pozzanghere, la sua lunga ombra che incombe sul soggetto della fotografia diventano un tramite per avvicinarsi a questa misteriosa fotografa.Vivian Maier. Una fotografa ritrovata presenta al pubblico l’enigma di un’artista che in vita realizzò un enorme numero di immagini senza mai mostrarle a nessuno e che ha tentato di conservare come il bene più prezioso.

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