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Silvana Lazzarino

Silvana Lazzarino

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DOVE SONO FINITI I CAPOLAVORI DELL’ARTE ITALIANA? IL LIBRO DI FABIO ISMAN RACCONTA DI CAPOLAVORI FUORI DALL’ITALIA E COLLEZIONI DISPERSE

FabioIsman LItaliaDellArteVenduta CopertinaLibro

Scrigno di bellezze artistiche e paesaggistiche l’Italia, luogo di riferimento privilegiato e fonte di ispirazione per grandi nomi della letteratura e dell’arte, racchiude un patrimonio artistico senza tempo. Grazie a opere, considerate capolavori di grandi Maestri che hanno reso uniche città quali Roma, Firenze, Venezia, Milano, Napoli, Torino, Bologna e ancora Ferrara, Mantova e Pisa, l’arte italiana ha lascito un segno indelebile.

Molte opere tra dipinti, sculture, icone, codici miniati, porcellane, manufatti pregiati, appartengono a collezioni private e solo di rado in occasioni di grandi mostre diventano visibili al grande pubblico. Il collezionismo inoltre è un privilegio di pochi, come sempre meno sono i mecenati che  investono su un determinato artista. Molti capolavori inoltre non sono sul nostro territorio nazionale per questioni legate ai bottini di guerra o perché trafugate e ancora molte sono andate distrutte in seguito a conflitti, catastrofi naturali. Resta il fatto che sebbene molto ancora sia presente in musei, palazzi e chiese d’Italia, oltre che presso collezionisti, gran parte di questo patrimonio è andato perduto.

A raccontare come l’interesse per l’arte sia mutato nel corso dei secoli domandandosi il perché vi  sia sempre meno attenzione alla conservazione di tale patrimonio, e come mai a quanti abbaino commissionato per decenni non resti solo che il blasone, è il giornalista e scrittore Fabio Isman con la sua opera L ’ITALIA DELL’ARTE VENDUTA. Collezioni disperse, capolavori fuggiti (edizioni Il Mulino).

Nell’ambito della Rassegna Libri/Barberini Corsini, a cura di Silvia Pedone, dopo il successo della presentazione tenutasi lo scorso 5 aprile del libro di Luca Calenne Le “tenebre oneste” di Mattia Preti presso la sede delle Gallerie Nazionali di Arte Antica – Palazzo Barbierini, è in programma il prossimo 26 aprile alle ore 17.30 quella del citato volume di Fabio Isman alla quale sarà presente Dario Franceschini, Ministro per i beni e le attività culturali e il turismo. 

Ad introdurre l’opera e a discuterne con l’autore saranno Marco Fabio Apolloni, Augusto Gentili e Claudio Strinati.

A di là delle catastrofi causate dai conflitti, sempre irrispettosi dell’arte, o dei criminali scavi archeologici che alimentano i lucrosi mercati internazionali, molte opere di valore si trovano fuori dall’Italia e questo forse è una perdita che fa riflettere sebbene siano presenti moltissimi capolavori apprezzati in tutto il mondo. Il collezionismo d’arte è un primato italiano, ma tantissimi fra i gioielli più pregiati delle raccolte create nella penisola durante i secoli si possono ammirare ormai soltanto fuori dai nostri confini, o quando vengono prestati per qualche mostra.

NOTIZIE SULL’AUTORE Fabio Isman, giornalista e scrittore, è stato per molti anni inviato del “Messaggero”. Fra i suoi numerosi libri: “I predatori dell’arte perduta. Il saccheggio dell’archeologia in Italia” (2009) e “Il ghetto di Venezia” (2010), entrambi editi da Skira, e per il Mulino “Andare per le città ideali” (2016).

Rassegna LIBRI BARBERINI / CORSINI

a cura di Silvia Pedone

PRESENTAZIONE LIBRO

L’ITALIA DELL’ARTE VENDUTA. Collezioni disperse, capolavori fuggiti

 di Fabio Isman, edizioni Il Mulino

Gallerie Nazionali di Arte Antica – Palazzo Barberini

Via delle Quattro Fontane 13, Roma

mercoledì 26 aprile 2017, ore 17.30

Ingresso gratuito fino ad esaurimento posti

Informazioni: tel. 06-4824184

email: ;   

UFFICIO STAMPA

Maria Bonmassar: +39 06 4825370 | +39 335 490311 |

LE CHIAMAVANO” COLONNE SONORE” Golden 70’s FRANCO MICALIZZI E I SUOI TEMI PER IL CINEMA

locandina CONCERTO 28 aprile a Roma

Tra gli autori di colonne sonore che hanno saputo dare vita ad atmosfere musicali intense e d’ampio respiro per film indimenticabili, contribuendo a decretarne il successo, FRANCO MICALIZZI è tra quelli che hanno saputo esaltare attraverso la combinazione di ritmi e melodie le emozioni dei personaggi tra rabbia e gelosie, entusiasmo e passione, giustizia e vendetta.

A decretare il successo dei grande Maestro Micalizzi fu l’indimenticabile film con Terence Hill e Bud Spencer “Lo Chiamavano Trinità” del 1970 che riscosse un successo strepitoso sia in Italia, sia all’estero, inaugurando l’inizio di una nuova serie di Western all’italiana. Seguono i successi con la colonna sonora per “L’ultima neve di primavera “, del 1974 il cui tema conduttore balza ai primi posti delle hit parade internazionali, e per la serie di film polizieschi, i cui temi verranno ripresi dallo stesso Maestro con la Big Bubbling band formata nel 2005.

LE CHIAMAVANO ”COLONNE SONORE” Golden 70’s FRANCO MICALIZZI E I SUOI TEMI PER IL CINEMA

locandina CONCERTO 28 aprile a Roma

Tra gli autori di colonne sonore che hanno saputo dare vita ad atmosfere musicali intense e d’ampio respiro per film indimenticabili, contribuendo a decretarne il successo, FRANCO MICALIZZI è tra quelli che hanno saputo esaltare attraverso la combinazione di ritmi e melodie le emozioni dei personaggi tra rabbia e gelosie, entusiasmo e passione, giustizia e vendetta.

A decretare il successo dei grande Maestro Micalizzi fu l’indimenticabile film con Terence Hill e Bud Spencer “Lo Chiamavano Trinità” del 1970 che riscosse un successo strepitoso sia in Italia, sia all’estero, inaugurando l’inizio di una nuova serie di Western all’italiana. Seguono i successi con la colonna sonora per “L’ultima neve di primavera “, del 1974 il cui tema conduttore balza ai primi posti delle hit parade internazionali, e per la serie di film polizieschi, i cui temi verranno ripresi dallo stesso Maestro con la Big Bubbling band formata nel 2005.

IL TRIONFO DELLA VITA TRA ELEGANZA E ARMONIA NELLE FIGURE FEMMINILI DI MILENA PETRARCA IN MOSTRA A NETTUNO PRESSO LA CANTINA BACCO

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Artista di fama internazionale che con disinvoltura si muove tra tematiche legate all’universo femminile e ai diversi aspetti della realtà tra paesaggi e scenari naturali, sospesi tra mito e sogno, verità e speranzaMilena Petrarca non è soltanto una pittrice di fama internazionale, ma anche poetessa di grande sensibilità, scultrice, stilista e ritrattista che con la sua creatività dona ogni volta emozioni che durano nel tempo, legate all’uomo e alla sua vita sospesa tra gioie e malinconie, passioni e speranze.  Figlia d’arte, essendo la madre Maria Panetty Petrarca drammaturga, autrice di opere teatrali, canzoni napoletane, Milena Petrarca, nata a Pozzuoli, ma attiva tra Latina, Napoli, Roma e New York ha esposto con grande successo in Italia e all’estero ottenendo prestigiosi riconoscimenti. Tra le più note promotrici della cultura del Mezzogiorno in tutto il mondo, è organizzatrice di eventi a carattere storico-culturale come il Premio internazionale Magna Grecia Latina-New York istituito nel 1995 con l’approvazione di Rocco Caporale e di Mario Fratti direttore della Magna Grecia a New York e quello dedicato al Cinquecentenario di Cristoforo Colombo che le è valso il riconoscimento “Artistic Achivement Award Gallery”. La sua ricerca che si sofferma sulla forza del colore e della luce che ad esso da origine mira a cogliere l’infinito che appartiene alla natura cui si rivolge lo sguardo dell’uomo con le sue gioie e speranze, le sue angosce e nostalgie. Energia visiva ed emotiva si coniugano entro le rappresentazioni di Milena Petrarca dove protagoniste accanto alle figure femminili raffinate ed seducenti calate in un contesto quasi onirico, sono le nature morte e i paesaggi e il lungo mare dai colori luminosi e intensi, tra cui spiccano le vedute di Napoli, e le coste laziali del Circeo, Anzio e Nettuno.

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