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Vincenzo Calò

Vincenzo Calò

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Scandali tipicamente italiani

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Verso la metà di gennaio, gli abitanti di Accumoli e Rieti sfidando neve e ghiaccio hanno protestato a Grisciano contro la gestione dell’emergenza dopo il sisma del 22/8/’16. “Noi dei piccoli centri siamo stati abbandonati, qui si è visto nessuno”, hanno affermato alcuni manifestanti. Molte persone erano giunte anche dalle Marche, da Capodacqua in particolare, ossia una frazione di Arquata del Tronto… in tutto erano circa 400. “Basta giri, i politici facciano cose concrete. Non ci dimenticate”. Preoccupati i residenti anche per la rimozione delle macerie. “Nessuna polemica, il nostro è un grido d’allarme”, ha detto invece il presidente del comitato “Ricostruiamo Grisciano”.

Produttività

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Sembra che il 49% degl’imprenditori dichiari un reddito inferiore ai 15mila euro, mentre per lo 0,6% o giù di lì è superiore ai 150mila euro. E’ quanto emerso dai dati Mef sulle dichiarazioni fiscali negli anni scorsi. Gli oltre venti milioni di lavoratori dipendenti (il 50% del totale dei contribuenti) hanno dichiarato un reddito medio di 20.520 euro, mentre la metà dei lavoratori autonomi ha ammesso compensi inferiori ai 25.820euro, e solo il 4,1% supera i 185.290euro. In calo gli studi di settore (dello 0,8% rispetto a quattro anni fa); in crescita i redditi dichiarati, pari a 101miliardi di euro (+ 3,1% rispetto al 2013).

A novembre del 2016 Alleva, il presidente dell’Istat, aveva sostenuto che il quadro congiunturale del terzo trimestre dell’anno scorso era caratterizzato dalla prevalenza di segnali d’espansione, dopo le difficoltà registrate ancor prima. A proposito di una manovra, la ripresa della situazione industriale appariva consistente e tale da sostenere una crescita economica in linea con l’area Euro, ma per l’ultimo trimestre del 2016 l’indice anticipatore non ha segnalato prospettive d’ulteriore accelerazione, a causa dell’incidenza elevata dell’evasione fiscale e contributiva, e cioè di una situazione di grave distorsione e profonda, estesa diffusione del fenomeno.

Barbarah Guglielmana & Anna Venturini…

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Barbarah Guglielmana nasce a Chiavenna agli inizi degli anni ’70.

Medico di pronto soccorso, volontario sanitario di Emergency, impegnata nel tema della violenza di genere, fa riferimento al movimento culturale del Sottovento in quel di Pavia.

Scrive e pubblica poesie.

Anna Venturini nasce a Pavia alla fine degli anni ’70.

Educatrice di nido, promotrice di laboratori di fotografia per bambini e di letture illustrate, ha frequentato il Bauer di Milano, ideatrice del progetto fotografico The New York Benches.

Benvenute! Ma… quale tipo di umiliazione stiamo facendo passare come se nulla fosse?

L’ingiustizia. (Barbarah)

Abbiamo l’assoluto bisogno di staccare da cosa?

Da nulla. Al contrario, possiamo interrogarci sulle motivazioni che ci spingono a staccarci da qualcosa che esiste nel proprio “mondo”. Che cos’è questo “bisogno” di staccarsi? Che cosa ci sta dietro? Ecco, questo ci interessa di più. (Anna)

Risolvendoci da soli viene meno la capacità di puntare in alto come in basso?

No, assolutamente. Non sempre occorre uno strizzacervelli o una sostanza sintetica. (Barbarah)

Molte cose si dimenticano perché sono intrasmissibili?

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Vecchie glorie

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 “Era una cospirazione istituzionale”, l’ammissione è di una dirigente dell’antidoping russo, la direttrice della Rusada, Anna Antseliovich, ed è stata resa pubblica alla fine dell’anno scorso tramite il New York Times. Dunque c’era un programma per coprire i campioni positivi ai test, talmente sistematico che non si riferiva alle sole olimpiadi invernali di Sochi 2014. La Antseliovich rifiuta comunque la tesi che i massimi dirigenti politici russi fossero coinvolti nella vicenda. Il Nyt ha rivelato come i campioni d’urina venissero manomessi per aggirare il controllo, e come venissero assunti i cocktail per migliorare le prestazioni… sportive.

In Italia, i carabinieri di Casal di Principe (Caserta), hanno eseguito poco più di un mese fa 46 arresti nei confronti di appartenenti al clan dei Casalesi. I provvedimenti sono stati eseguiti nelle province di Caserta, Benevento, Napoli, Viterbo, Parma, Cosenza e Catanzaro. Tra i destinatari anche l’ex boss Francesco Schiavone, detto “Sandokan”, e il figlio Walter. Scoperto un gruppo riconducibile alla fazione venosa del clan che si occupava anche di racket con una piattaforma per il gioco online, che imponeva agli esercenti. Il gruppo criminale è stato accusato di essere dedito peraltro alle estorsioni e alla gestione del gioco online.

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