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Ripartono di nuovo i lavori della Via Boccea

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Roma, 7 marzo. Come anche segnalato da Casalottilibera, che ha più volte sollecitato le Istituzioni comunali, dopo uno stop durato oltre un anno e mezzo, interrotto da una falsa ripartenza alla fine della scorsa estate, ripartono i lavori sulla via Boccea.

Il 7 marzo è stato registrato il contratto firmato il 2 marzo dall’ing. Fabio Pacciani, Direttore della Direzione Urbanizzazioni Primarie del Dipartimento Sviluppo Infrastrutture e Manutenzione Urbana e la rappresentante legale della Prima Appalti s.r.l. per il completamento dei lavori di raddoppio della via Boccea, iniziati quasi 5 anni or sono.

La sospensione era stata causata dall’ennesimo atto dell’interminabile contenzioso giudiziario fra le due ditte che avevano partecipato alla gara di appalto, nonché dall’attività delle Soprintendenze archeologiche, a seguito del ritrovamento di reperti romani ed etruschi nell’area.

Il contratto appena firmato potrebbe rappresentare l’ultimo capitolo di una storia molto lunga che dovrebbe portare alla realizzazione di un’opera fondamentale per la viabilità della zona, afflitta da vari decenni dalle conseguenze di un intenso traffico veicolare, soprattutto nelle ore di punta e all’uscita dalle scuole.

Già nella mattinata odierna sono stati segnalati movimenti nell’area dove dovrebbe sorgere la rotatoria tra via di Casalotti e via Boccea, il Dipartimento assicura che i lavori termineranno entro 6 mesi, si spera in tempo per l’apertura delle scuole dopo la pausa estiva.

ETERNAL CITY BREWING: LA SFIDA DI 5 RAGAZZI DI CORVIALE

IMG 20170228 WA0023 2Eternal City Brewing è un birrificio artigianale romano arrivato a produrre 6000 bottiglie mensili e 700 ettolitri l’anno. Il nome richiama il mito della città eterna ed i giovani ragazzi, Maurizio, Giacomo, Enzo, Simone e Alessandro sono spronati ogni giorno ad essere all’altezza di questo nome. Il progetto Eternal City Brewing è nato nel 2013 come un birrificio senza un impianto proprio che si appoggia ad altri birrifici utilizzando le proprie ricette. Due anni dopo viene acquistato lo stabilimento di produzione attuale in via Ponte Pisano 84 ed ECB inizia a produrre con due fermentatori fino a diventare il più grande birrificio artigianale all’interno del GRA. « L’obiettivo è quello di essere riconosciuti come il birrificio di Roma - spiega Giacomo Mondini in una intervista su La Repubblica - riprendendo la tradizione americana un po’ campanilistica che vuole che gli americani si riconoscano nel birrificio della loro città». Una identità che è cercata attraverso nomi come Urbe, Lupa, Tiber e Bulla ma soprattutto grazie alle etichette che raccontano la storia della città. Gran parte delle birre seguono lo stile inglese e americano, ricche di luppolo che soddisfano la sete dei romani e non solo. Tra queste spicca appunto l’Urbe che ha ottenuto il riconoscimento Grande Birra da Birre d’Italia 2017 di Slow Food e si è classificata terza nella categoria American e India Pale Ale nel concorso indetto da Unionbirrai. Non manca il riferimento alla tradizione birraia belga, come la Tre Scrocchi in cui ai malti viene aggiunto miele proveniente dalla vicina Tenuta dei Massimi. All’interno del birrificio è presente una piccola tap room dall’ambiente informale dove sono presenti alcune spine e dove è possibile dialogare con il mastro birraio Maurizio. Il locale di mescita è aperto dal lunedì al venerdì dalle 10 a mezzanotte per non far concorrenza ai locali romani a cui il birrificio distribuisce i fusti. A breve aprirà anche la cucina che punterà ad utilizzare malti e luppoli anche nei piatti e a recuperare prodotti di risulta, come i malti esausti per fare il pane.

Degrado al Parco di Monte Ciocci

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Dopo quasi 4 anni dall’apertura al Parco di Monte Ciocci molti problemi rimangono irrisolti.

La fontana panoramica con i getti di acqua nebulizzata che formavano un suggestivo arcobaleno con San Pietro sullo sfondo è stata utilizzata una sola volta e subito vandalizzata: rimangono solo delle buche pericolose malamente coperte con delle tavole, mentre le solite scritte con le bombolette decorano l’ambiente qua e là.

Il chiosco che doveva essere dato in gestione per un bar o un punto di ristoro è ancora abbandonato e ridotto a una latrina, con le immondizie tutte intorno.

L’ingresso alle vecchie trincee della seconda guerra mondiale, ripulite e sistemate qualche tempo fa, è sempre aperto, e chissà cosa c’è ora là sotto.

Gli accessi non sono minimamente sorvegliati e i motorini entrano indisturbati, la scorsa settimana, come anche denuncia il Comitato Monte Ciocci, ha fatto apparizione anche un’auto verde dei Carabinieri, in realtà il vecchio Corpo Forestale, ora accorpato all’Arma, che ha fatto il suo breve giro sul belvedere ed è andata via.

Intanto gli accampamenti abusivi degradano i versanti del parco, con baracche e vere e proprie discariche di materiali, ogni tanto qualche incendio ad ammorbare l’aria.

E così uno dei posti più belli di Roma, una terrazza su San Pietro con un affaccio su un panorama sognato in tutto il mondo, è mortificato dal degrado, nella noncuranza delle Istituzioni.

Il distaccamento dei Vigili del fuoco ‘’Nomentano 6A’’: tra passato e presente, la storia della sede di Via Ettore Romagnoli 39

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Il primo nucleo abitativo della zona di Montesacro viene costruito nel 1919 per iniziativa degli impiegati delle Ferrovie dello Stato. Qui l'architetto Gustavo Giovannoni progetta e realizza, ponendosi per quegli anni indubbiamente all'avanguardia e fuori del Piano Regolatore di Roma, una "Città Giardino", orientata alla tipizzazione della "garden city" d'oltremanica, composta da costruzioni con struttura "a villini" inseriti nel verde, e con servizi indipendenti: scuola, chiesa, ufficio postale, parco pubblico.

Negli anni '30 e '40 sorgono le borgate di Valmelaina, Cecchina e Tufello, mentre tra gli anni '40 e '50 viene realizzato il Grande Raccordo Anulare. Nel periodo tra gli anni '50 e '60 il fenomeno dell'edilizia intensiva coinvolge la stessa "garden city", il menzionato quartiere del Tufello, ma anche la Bufalotta, Vigne Nuove.

Alla fine del secondo conflitto mondiale per arginare il fenomeno della disoccupazione dilagante lo Stato interviene con piani di sviluppo dell'edilizia mediante una politica di sgravi fiscali per i costruttori e di abolizione delle tasse sulle aree fabbricabili. L'obiettivo è quello di edificare dei nuovi quartieri popolari nelle zone periferiche demolendo le numerose baracche presenti sulle principali arterie di Roma.

Nella prima metà degli anni ’60 nasce il distaccamento Nomentano dei vigili del fuoco e per circa venti anni la sede è quella di un locale cantinato in via Renato Fucini. Successivamente viene approvato il progetto per la realizzazione della sede definitiva che ricade su un terreno precedentemente appartenuto all’ex Inpdap. Nel 1993 viene inaugurato il Distaccamento Nomentano 6° di via Ettore Romagnoli 39.

Questo, costituito da circa 90 operatori suddivisi per turni, si è rivelata una delle sedi più operative e i dati parlano chiaro: 6000 interventi l’anno, circa 16 interventi al giorno; dispone di un settore logistico, di caricamento e di una sezione prevenzione incendi e offre corsi di formazione sulla salute e sicurezza sul lavoro secondo D. lgs. 9 aprile 2008, n. 81 insieme a “open day” dedicati ai più piccoli.

Tra i meriti va sicuramente menzionato il tempestivo intervento nella notte del 6 aprile 2009 dove un devastante sisma ha colpito la città de L’Aquila, e quello del 27 novembre del 2001 in via Ventotene, durante il quale hanno perso la vita quattro civili e quattro vigili del fuoco in una esplosione.

Un ringraziamento particolare va al capo-sede Piero Gonini e all’ing. Luigi Liolli per la loro disponibilità e per le preziose informazioni.

Degrado e mancanza di sicurezza su via della Pineta Sacchetti

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Il degrado continua a imperversare sulle strade della Capitale e il quartiere Aurelio - Pineta Sacchetti non fa eccezione: dopo l’incendio dell’Auditorium Aurelio, rattoppato alla meno peggio con lamiere e lasciato a morire lì, ora su via della Pineta Sacchetti staziona un camion bruciato e abbandonato.

Proprio all’altezza della Galleria Giovanni XIII, nei pressi del civico 327, da mesi è fermo il rottame di un camion bruciato, che nonostante le numerose segnalazioni dei cittadini, non è stato ancora rimosso.

Nella stessa zona viene segnalata la presenza assidua di un furgone con targa romena, che viene condotto avanti e indietro per le vie limitrofe dagli occupanti per capire quali appartamenti visitare e svaligiare: questi sono i timori dei residenti che, più volte, l’hanno visto passare vicino alle loro case.

Scene che non vorremmo vedere: forse è ora di iniziare a occuparsi in maniera seria della sicurezza e il decoro della Città più importante d’Italia. 

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INSEDIAMENTO DELL’ EX DEPOSITO ATAC A SAN PAOLO

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Dopo un primo polverone sulle sorti dell’ex deposito Atac di San Paolo a Roma, oggi 21 dicembre intorno alle ore 19:30, un gruppo di ragazzi ha occupato il piazzale tra via della Collina Volpi e via Alessandro Severo.

Il centro sociale Alexis si trasferirà proprio in questo stabile, che da anni è ormai in disuso.

I residenti sicuramente non sono entusiasti all’idea, infatti, già da questo primo insediamento “poco rumoroso” si ne possono immaginare le ragioni.

La questione più sconcertante è che a pochi passi vive proprio l’assessore all’urbanistica Paolo Berdini, colui tra i primi sostenitori di questo insediamento.

La sua posizione, ancora poco chiara in merito, sarà dovuta alle distanze prese dalla prima cittadina romana Virginia Raggi, o c’è dell’altro?

Certo, vantare trasparenza e chiarezza è ammirevole, ma poi quando si parla dei fatti qualcosa viene meno.

Cosa ne sarà dell’ex deposito?

Chi si assumerà le responsabilità di quanto sta accadendo?

I nodi, in fin dei conti, vengono sempre al pettine quindi, non ci resta che aspettare la prossima mossa.

La sezione ANPI Aurelio Cavalleggeri colloca una pietra d’inciampo dedicata a Luigi Grassi

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Roma, 11 gennaio 2016. La sezione ANPI Aurelio Cavalleggeri “Giuliano Tabarini” ha collocato una pietra d’inciampo in Via delle Fornaci, 51, in memoria di Luigi Grassi, militare antifascista e deportato politico delle Fornaci.

C’è stata una nutrita partecipazione dei cittadini del Quartiere e dei ragazzi della Scuola Media “2 Ottobre” e dell’Istituto “Luigi Einaudi”, di Via delle Fornaci, che da anni seguono la sezione nel suo lavoro sulla Memoria. Erano presenti anche la Presidente del Municipio XIII, Giuseppina Castagnetta e l’artista tedesco Gunter Demning.

Quella posta stamattina è la terza pietra d’inciampo che la Sezione colloca dal 2012 ed è una delle 24 nuove pietre che oggi e domani saranno collocate in diversi Municipi della città. Con queste 24 ultime le pietre d’inciampo collocate a Roma sono, ad oggi, 250.  

Ugo Fanti, il segretario della sezione afferma: “Con questa pietra d’inciampo continuiamo il nostro percorso, seminando “schegge di memoria” per il Quartiere affinché – soprattutto nelle giovani generazioni – resti e si consolidi il ricordo di ciò che è stato e a loro passi il testimone di questo importante lavoro di “scavo” nella storia recente delle Fornaci. Nell’anno del 70° Anniversario della promulgazione della Carta Costituzionale ci sembra importante continuare ad essere i promotori di questa forma di arte e di Memoria”.

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Fiamme all’Auditorium Aurelio

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I Vigili del Fuoco da ore tentano di domare un terribile incendio nel caratteristico edificio di Circonvallazione Cornelia

Uno scenario da guerra quello che si presentava oggi all’uscita della metro Cornelia, un fumo tanto denso che non si riusciva a vedere oltre pochi metri, odore di bruciato e gran dispiegamento di mezzi dei Vigili del Fuoco: nella tarda mattinata è andato a fuoco l’Auditorium Aurelio e nel tardo pomeriggio i pompieri ancora faticavano a spegnere le fiamme.

La struttura, la cui costruzione era iniziata nel 2003 era costata milioni di euro e non era stata ancora inaugurata, in attesa di un soggetto cui affidarne la gestione a seguito di apposito bando di gara.

Da alcuni giorni gli operai stavano lavorando al rifacimento della copertura del tetto, per la stesura e la sigillatura di una guaina impermeabile, e nell’area in cui stavano lavorando è divampato l’incendio.

Fortunatamente nessuno è rimasto ferito, e anzi, gli operai hanno tentato di spegnere l’incendio, ma questo ha avuto modo di propagarsi a causa dell’assenza di estintori all’interno del complesso, che sono stati reperiti presso il vicino benzinaio, perdendo, però tempo prezioso, che ha causato una ulteriore propagazione delle fiamme.

Quando sono arrivati i Vigili del Fuoco tutta la copertura era già irrimediabilmente compromessa, e ci sono volute ore per avere ragione delle fiamme.

I danni sono ingentissimi, quasi tutta la struttura risulta scoperta e ciò renderà necessaria un’ulteriore spesa per un opera che, dopo tanti anni, ancora non ha prodotto alcuna utilità per i contribuenti.

Curva pericolosa a Via del Forno Saraceno

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La piazza del Castello di Porcareccia, con la Chiesa e il Borgo di Santa Gemma, ha origini che si perdono nella notte dei tempi: qui, come in altre località del nostro Paese, si sono stratificate testimonianze storiche e archeologiche che partono dall’epoca preromana per arrivare a secoli vicini all’attuale. In questo caso si parte addirittura da insediamenti dei Veienti, provenienti da Veio, importante città etrusca nata nel IX secolo a.C.

Questo luogo fa parte del nostro patrimonio archeologico ed è tuttora utilizzato, specie per quanto riguarda la chiesa, dove vengono praticate le normali attività religiose, ed è praticata anche da minori, che frequentano l’oratorio e le lezioni di catechismo.

Via del Forno Saraceno, che immette alla piazza, come tante vie delle periferie romane è priva di marciapiedi, tanto che i pedoni rischiano di essere investiti, in particolare lungo la curva della via, che le automobili percorrono a velocità sostenuta.

I cittadini che la frequentano, a tal proposito, hanno promosso una petizione per chiedere che siano istituite strisce pedonali e vengano costruiti dei marciapiedi a salvaguardia dell’incolumità dei pedoni.

La petizione è reperibile a questo indirizzo: https://www.change.org/p/comune-di-roma-sicurezza-a-santa-gemma-miglioriamo-la-viabilita?recruiter=85550759&utm_source=share_petition&utm_medium=facebook&utm_campaign=share_for_starters_page&utm_term=des-lg-google-no_msg

La richiesta è anche rivolta alla Presidente del XIII Municipio Giuseppina Castagnetta, a quello del XIV Alfredo Campagna, e alle loro Giunte, in particolare agli Assessori alla Mobilità, affinchè si facciano carico del problema.

I residenti di Massimina chiedono al Comune e al XII Municipio di ripristinare la viabilità della zona

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Sono quasi 2 anni che via Gioele Solari, nel quartiere Massimina a Roma, è chiusa per una frana, a seguito delle piogge abbondanti dell’inverno 2015.

A gennaio 2015, infatti, all’angolo con via Schiavone, una parte della sovrastante collina è franata, trascinandosi alcuni blocchi di cemento che erano stati posti proprio per contenerla, e di fatto la strada è bloccata da allora.

Nessun intervento è stato posto ancora in essere, e una interrogazione presentata dai consiglieri Giovanni Picone e Marco Giudici al Presidente del XII Municipio e all’assessore competente, a fine settembre 2016, ha ricevuto la seguente risposta: è stato fatto uno studio geologico e di monitoraggio dal Dipartimento SIMU (Sviluppo Infrastrutture e manutenzione urbana) del Comune di Roma, ma bisogna aspettare l’approvazione del bilancio di previsione e il relativo stanziamento delle somme necessarie.

Intanto anche la parallela via Tomasino D’Amico, nella parte più lontana a via del Casale Lumbroso, per un contenzioso fra un residente e il locale Consorzio stradale, risulta chiusa, non permettendo di utilizzare la via per uscire dalla Massimina, e costringendo i residenti a un complicato giro, reso ancora più difficoltoso dalla chiusura di via Gioele Solari.

E’ facile comprendere che, data la viabilità della zona, fatta di vie che si perdono nel nulla, se si verificasse una ulteriore frana nella parallela via Pericoli, centinaia di persone sarebbero impossibilitate ad uscire di casa.

Tale situazione appare inaccettabile e i residenti della zona chiedono al Municipio e al Comune di fare presto e di ripristinare un loro diritto fondamentale: quello alla mobilità.

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