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TENTATA RAPINA AL SUPERMERCATO EMMEPIU’ DI SAN PAOLO

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Oggi 21 aprile, a Roma, intorno alle 15.30, un uomo ha cercato di rapinare le casse del supermercato Emmepiù di via Chiabrera nel quartiere di San Paolo.

Fortunatamente, grazie alla prontezza del personale, uno dei dipendenti è riuscito a bloccare il malfattore ed evitare il peggio, tuttavia l’uomo è riuscito a fuggire prima dell’arrivo dei Carabinieri della Stazione Roma San Paolo, accorsi immediatamente sul posto dopo la segnalazione.

Arrivata prontamente anche un’ambulanza per soccorrere la cassiera in stato di shock minacciata con una lama per unghie dall’aggressore.

Secondo una prima ricostruzione, sembrerebbe che l’ assalitore avesse come arma solo la lama e, dopo lo scontro dove ha avuto la peggio, oltre a non essere riuscito a portare via nulla, ha anche lasciato lo zainetto che aveva con sé.

In via Gaspare Gozzi, hanno ritrovato anche la sua giacca.

Sulla vicenda ora saranno aperte le dovute indagini, ma, paura a parte, tutto è andato per il meglio.

Selva Candida e dintorni: buche e strade dissestate in attesa della funivia urbana

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La bretella di via Cremolino a “Chi l’ha visto”.

Nel mese di aprile dello scorso anno la Total Erg ha presentato la sua “macchina tappabuche” a Malagrotta, un dispositivo capace di pulire le buche delle strade cittadine, di spargervi e compattare bitume e altro materiale per chiudere in maniera definitiva le numerose buche delle nostre strade.

La macchina è stata pensata soprattutto per le strade della Capitale, che da sempre sono dissestate e piene di buche.

Allora c’era ancora il sindaco Marino, e si cominciava a parlare di questa prodigiosa macchina, che è stata provata per la prima volta ufficialmente a ottobre su via Appia Nuova, pochi mesi dopo l’insediamento della nuova Giunta.

Da allora sono passati altri 6 mesi e non si hanno notizie di un ulteriore utilizzo di questa macchina, le buche però sono rimaste, specie in strade di periferia, come Via di Selva Candida, una lunga striscia di buche, alcune delle quali solo male rattoppate.

La strada qui è molto pericolosa, non solo per i pedoni, dato che mancano i marciapiedi e pensiline protette per le fermate delle autobus, ma anche per motociclisti e automobilisti, a causa della presenza di buche e avvallamenti.

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Dalla zona, molto trafficata, è molto difficile raggiungere il centro cittadino, a portata di mano sarebbe il raccordo anulare, se non fosse che la famosa bretella di via Cremolino non viene mai realizzata.

Sembrerebbe ci siano notizie sul fronte della funivia urbana tra Battistini e Casal Selce, un originale progetto di Casalottilibera che potrebbe essere risolutivo, e che la precedente giunta non ha fatto in tempo a studiare e verificare, e che potrebbe essere fatto proprio dall’attuale Giunta, ma anche qui i tempi non sembrano brevi.

Con la prossima campagna elettorale, esauriti gli argomenti, ci proporranno direttamente il teletrasporto.

Il 4 aprile si riunisce il Comitato Valle Aurelia

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Il prossimo 4 aprile si terrà l’assemblea del Comitato Valle Aurelia alle ore 19,00 presso la Parrocchia Sant'Ambrogio in via G. Vitelli, 23.

Già nello scorso mese di marzo si era tenuta un’assemblea molto partecipata del Comitato, recentemente nato per tentare, per quanto possibile, di limitare i danni della ingente opera pubblica che sta per essere posta in essere in un luogo storico del quadrante di Roma Nord Ovest.

Dalla fine del 2015 sono partiti i lavori per la realizzazione di un mega centro commerciale e altre opere nell’area che fu della Fornace Veschi, di cui rimane una limitata vestigia, con la torre oramai quasi dimezzata a testimonianza di un quartiere operaio in cui gran parte della popolazione era dedita alla fabbricazione dei mattoni nelle varie fornaci che, fino alla prima metà del ‘900 erano in funzione.

A parte la cementificazione di un’ulteriore zona di Roma, i cittadini da tempo lamentano rumori dovuti al cantiere, anche nelle ore serali e nei giorni festivi, riduzione di spazi per i parcheggi, attraversamenti pedonali pericolosi, il cedimento di parte della strada della settimana scorsa è solo uno degli ultimi episodi negativi legati al cantiere le cui alte gru in mezzo alle case fanno venire i brividi.

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Per questo il 4 aprile il neonato Comitato di quartiere si riunisce in un’assemblea aperta a tutti, finalizzata a stendere un documento comune da presentare alle Istituzioni, e mettere i paletti su vari aspetti, tra cui anche quello della preservazione di quello che rimane dell’antica fornace.

E’ sicuramente gradita una ampia partecipazione per portare nuove idee e per chiedere alle Istituzioni preposte di vigilare affinchè l’opera non vada soltanto ad avvantaggiare gli operatori economici, ma tutta la cittadinanza.

(nella foto a fianco i lavori per la realizzazione del "Ponte del Papa")

Ripartono di nuovo i lavori della Via Boccea

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Roma, 7 marzo. Come anche segnalato da Casalottilibera, che ha più volte sollecitato le Istituzioni comunali, dopo uno stop durato oltre un anno e mezzo, interrotto da una falsa ripartenza alla fine della scorsa estate, ripartono i lavori sulla via Boccea.

Il 7 marzo è stato registrato il contratto firmato il 2 marzo dall’ing. Fabio Pacciani, Direttore della Direzione Urbanizzazioni Primarie del Dipartimento Sviluppo Infrastrutture e Manutenzione Urbana e la rappresentante legale della Prima Appalti s.r.l. per il completamento dei lavori di raddoppio della via Boccea, iniziati quasi 5 anni or sono.

La sospensione era stata causata dall’ennesimo atto dell’interminabile contenzioso giudiziario fra le due ditte che avevano partecipato alla gara di appalto, nonché dall’attività delle Soprintendenze archeologiche, a seguito del ritrovamento di reperti romani ed etruschi nell’area.

Il contratto appena firmato potrebbe rappresentare l’ultimo capitolo di una storia molto lunga che dovrebbe portare alla realizzazione di un’opera fondamentale per la viabilità della zona, afflitta da vari decenni dalle conseguenze di un intenso traffico veicolare, soprattutto nelle ore di punta e all’uscita dalle scuole.

Già nella mattinata odierna sono stati segnalati movimenti nell’area dove dovrebbe sorgere la rotatoria tra via di Casalotti e via Boccea, il Dipartimento assicura che i lavori termineranno entro 6 mesi, si spera in tempo per l’apertura delle scuole dopo la pausa estiva.

ETERNAL CITY BREWING: LA SFIDA DI 5 RAGAZZI DI CORVIALE

IMG 20170228 WA0023 2Eternal City Brewing è un birrificio artigianale romano arrivato a produrre 6000 bottiglie mensili e 700 ettolitri l’anno. Il nome richiama il mito della città eterna ed i giovani ragazzi, Maurizio, Giacomo, Enzo, Simone e Alessandro sono spronati ogni giorno ad essere all’altezza di questo nome. Il progetto Eternal City Brewing è nato nel 2013 come un birrificio senza un impianto proprio che si appoggia ad altri birrifici utilizzando le proprie ricette. Due anni dopo viene acquistato lo stabilimento di produzione attuale in via Ponte Pisano 84 ed ECB inizia a produrre con due fermentatori fino a diventare il più grande birrificio artigianale all’interno del GRA. « L’obiettivo è quello di essere riconosciuti come il birrificio di Roma - spiega Giacomo Mondini in una intervista su La Repubblica - riprendendo la tradizione americana un po’ campanilistica che vuole che gli americani si riconoscano nel birrificio della loro città». Una identità che è cercata attraverso nomi come Urbe, Lupa, Tiber e Bulla ma soprattutto grazie alle etichette che raccontano la storia della città. Gran parte delle birre seguono lo stile inglese e americano, ricche di luppolo che soddisfano la sete dei romani e non solo. Tra queste spicca appunto l’Urbe che ha ottenuto il riconoscimento Grande Birra da Birre d’Italia 2017 di Slow Food e si è classificata terza nella categoria American e India Pale Ale nel concorso indetto da Unionbirrai. Non manca il riferimento alla tradizione birraia belga, come la Tre Scrocchi in cui ai malti viene aggiunto miele proveniente dalla vicina Tenuta dei Massimi. All’interno del birrificio è presente una piccola tap room dall’ambiente informale dove sono presenti alcune spine e dove è possibile dialogare con il mastro birraio Maurizio. Il locale di mescita è aperto dal lunedì al venerdì dalle 10 a mezzanotte per non far concorrenza ai locali romani a cui il birrificio distribuisce i fusti. A breve aprirà anche la cucina che punterà ad utilizzare malti e luppoli anche nei piatti e a recuperare prodotti di risulta, come i malti esausti per fare il pane.

Degrado al Parco di Monte Ciocci

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Dopo quasi 4 anni dall’apertura al Parco di Monte Ciocci molti problemi rimangono irrisolti.

La fontana panoramica con i getti di acqua nebulizzata che formavano un suggestivo arcobaleno con San Pietro sullo sfondo è stata utilizzata una sola volta e subito vandalizzata: rimangono solo delle buche pericolose malamente coperte con delle tavole, mentre le solite scritte con le bombolette decorano l’ambiente qua e là.

Il chiosco che doveva essere dato in gestione per un bar o un punto di ristoro è ancora abbandonato e ridotto a una latrina, con le immondizie tutte intorno.

L’ingresso alle vecchie trincee della seconda guerra mondiale, ripulite e sistemate qualche tempo fa, è sempre aperto, e chissà cosa c’è ora là sotto.

Gli accessi non sono minimamente sorvegliati e i motorini entrano indisturbati, la scorsa settimana, come anche denuncia il Comitato Monte Ciocci, ha fatto apparizione anche un’auto verde dei Carabinieri, in realtà il vecchio Corpo Forestale, ora accorpato all’Arma, che ha fatto il suo breve giro sul belvedere ed è andata via.

Intanto gli accampamenti abusivi degradano i versanti del parco, con baracche e vere e proprie discariche di materiali, ogni tanto qualche incendio ad ammorbare l’aria.

E così uno dei posti più belli di Roma, una terrazza su San Pietro con un affaccio su un panorama sognato in tutto il mondo, è mortificato dal degrado, nella noncuranza delle Istituzioni.

Il distaccamento dei Vigili del fuoco ‘’Nomentano 6A’’: tra passato e presente, la storia della sede di Via Ettore Romagnoli 39

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Il primo nucleo abitativo della zona di Montesacro viene costruito nel 1919 per iniziativa degli impiegati delle Ferrovie dello Stato. Qui l'architetto Gustavo Giovannoni progetta e realizza, ponendosi per quegli anni indubbiamente all'avanguardia e fuori del Piano Regolatore di Roma, una "Città Giardino", orientata alla tipizzazione della "garden city" d'oltremanica, composta da costruzioni con struttura "a villini" inseriti nel verde, e con servizi indipendenti: scuola, chiesa, ufficio postale, parco pubblico.

Negli anni '30 e '40 sorgono le borgate di Valmelaina, Cecchina e Tufello, mentre tra gli anni '40 e '50 viene realizzato il Grande Raccordo Anulare. Nel periodo tra gli anni '50 e '60 il fenomeno dell'edilizia intensiva coinvolge la stessa "garden city", il menzionato quartiere del Tufello, ma anche la Bufalotta, Vigne Nuove.

Alla fine del secondo conflitto mondiale per arginare il fenomeno della disoccupazione dilagante lo Stato interviene con piani di sviluppo dell'edilizia mediante una politica di sgravi fiscali per i costruttori e di abolizione delle tasse sulle aree fabbricabili. L'obiettivo è quello di edificare dei nuovi quartieri popolari nelle zone periferiche demolendo le numerose baracche presenti sulle principali arterie di Roma.

Nella prima metà degli anni ’60 nasce il distaccamento Nomentano dei vigili del fuoco e per circa venti anni la sede è quella di un locale cantinato in via Renato Fucini. Successivamente viene approvato il progetto per la realizzazione della sede definitiva che ricade su un terreno precedentemente appartenuto all’ex Inpdap. Nel 1993 viene inaugurato il Distaccamento Nomentano 6° di via Ettore Romagnoli 39.

Questo, costituito da circa 90 operatori suddivisi per turni, si è rivelata una delle sedi più operative e i dati parlano chiaro: 6000 interventi l’anno, circa 16 interventi al giorno; dispone di un settore logistico, di caricamento e di una sezione prevenzione incendi e offre corsi di formazione sulla salute e sicurezza sul lavoro secondo D. lgs. 9 aprile 2008, n. 81 insieme a “open day” dedicati ai più piccoli.

Tra i meriti va sicuramente menzionato il tempestivo intervento nella notte del 6 aprile 2009 dove un devastante sisma ha colpito la città de L’Aquila, e quello del 27 novembre del 2001 in via Ventotene, durante il quale hanno perso la vita quattro civili e quattro vigili del fuoco in una esplosione.

Un ringraziamento particolare va al capo-sede Piero Gonini e all’ing. Luigi Liolli per la loro disponibilità e per le preziose informazioni.

Degrado e mancanza di sicurezza su via della Pineta Sacchetti

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Il degrado continua a imperversare sulle strade della Capitale e il quartiere Aurelio - Pineta Sacchetti non fa eccezione: dopo l’incendio dell’Auditorium Aurelio, rattoppato alla meno peggio con lamiere e lasciato a morire lì, ora su via della Pineta Sacchetti staziona un camion bruciato e abbandonato.

Proprio all’altezza della Galleria Giovanni XIII, nei pressi del civico 327, da mesi è fermo il rottame di un camion bruciato, che nonostante le numerose segnalazioni dei cittadini, non è stato ancora rimosso.

Nella stessa zona viene segnalata la presenza assidua di un furgone con targa romena, che viene condotto avanti e indietro per le vie limitrofe dagli occupanti per capire quali appartamenti visitare e svaligiare: questi sono i timori dei residenti che, più volte, l’hanno visto passare vicino alle loro case.

Scene che non vorremmo vedere: forse è ora di iniziare a occuparsi in maniera seria della sicurezza e il decoro della Città più importante d’Italia. 

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INSEDIAMENTO DELL’ EX DEPOSITO ATAC A SAN PAOLO

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Dopo un primo polverone sulle sorti dell’ex deposito Atac di San Paolo a Roma, oggi 21 dicembre intorno alle ore 19:30, un gruppo di ragazzi ha occupato il piazzale tra via della Collina Volpi e via Alessandro Severo.

Il centro sociale Alexis si trasferirà proprio in questo stabile, che da anni è ormai in disuso.

I residenti sicuramente non sono entusiasti all’idea, infatti, già da questo primo insediamento “poco rumoroso” si ne possono immaginare le ragioni.

La questione più sconcertante è che a pochi passi vive proprio l’assessore all’urbanistica Paolo Berdini, colui tra i primi sostenitori di questo insediamento.

La sua posizione, ancora poco chiara in merito, sarà dovuta alle distanze prese dalla prima cittadina romana Virginia Raggi, o c’è dell’altro?

Certo, vantare trasparenza e chiarezza è ammirevole, ma poi quando si parla dei fatti qualcosa viene meno.

Cosa ne sarà dell’ex deposito?

Chi si assumerà le responsabilità di quanto sta accadendo?

I nodi, in fin dei conti, vengono sempre al pettine quindi, non ci resta che aspettare la prossima mossa.

La sezione ANPI Aurelio Cavalleggeri colloca una pietra d’inciampo dedicata a Luigi Grassi

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Roma, 11 gennaio 2016. La sezione ANPI Aurelio Cavalleggeri “Giuliano Tabarini” ha collocato una pietra d’inciampo in Via delle Fornaci, 51, in memoria di Luigi Grassi, militare antifascista e deportato politico delle Fornaci.

C’è stata una nutrita partecipazione dei cittadini del Quartiere e dei ragazzi della Scuola Media “2 Ottobre” e dell’Istituto “Luigi Einaudi”, di Via delle Fornaci, che da anni seguono la sezione nel suo lavoro sulla Memoria. Erano presenti anche la Presidente del Municipio XIII, Giuseppina Castagnetta e l’artista tedesco Gunter Demning.

Quella posta stamattina è la terza pietra d’inciampo che la Sezione colloca dal 2012 ed è una delle 24 nuove pietre che oggi e domani saranno collocate in diversi Municipi della città. Con queste 24 ultime le pietre d’inciampo collocate a Roma sono, ad oggi, 250.  

Ugo Fanti, il segretario della sezione afferma: “Con questa pietra d’inciampo continuiamo il nostro percorso, seminando “schegge di memoria” per il Quartiere affinché – soprattutto nelle giovani generazioni – resti e si consolidi il ricordo di ciò che è stato e a loro passi il testimone di questo importante lavoro di “scavo” nella storia recente delle Fornaci. Nell’anno del 70° Anniversario della promulgazione della Carta Costituzionale ci sembra importante continuare ad essere i promotori di questa forma di arte e di Memoria”.

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