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XIII Municipio

XIII Municipio (75)

Ripartono di nuovo i lavori della Via Boccea

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Roma, 7 marzo. Come anche segnalato da Casalottilibera, che ha più volte sollecitato le Istituzioni comunali, dopo uno stop durato oltre un anno e mezzo, interrotto da una falsa ripartenza alla fine della scorsa estate, ripartono i lavori sulla via Boccea.

Il 7 marzo è stato registrato il contratto firmato il 2 marzo dall’ing. Fabio Pacciani, Direttore della Direzione Urbanizzazioni Primarie del Dipartimento Sviluppo Infrastrutture e Manutenzione Urbana e la rappresentante legale della Prima Appalti s.r.l. per il completamento dei lavori di raddoppio della via Boccea, iniziati quasi 5 anni or sono.

La sospensione era stata causata dall’ennesimo atto dell’interminabile contenzioso giudiziario fra le due ditte che avevano partecipato alla gara di appalto, nonché dall’attività delle Soprintendenze archeologiche, a seguito del ritrovamento di reperti romani ed etruschi nell’area.

Il contratto appena firmato potrebbe rappresentare l’ultimo capitolo di una storia molto lunga che dovrebbe portare alla realizzazione di un’opera fondamentale per la viabilità della zona, afflitta da vari decenni dalle conseguenze di un intenso traffico veicolare, soprattutto nelle ore di punta e all’uscita dalle scuole.

Già nella mattinata odierna sono stati segnalati movimenti nell’area dove dovrebbe sorgere la rotatoria tra via di Casalotti e via Boccea, il Dipartimento assicura che i lavori termineranno entro 6 mesi, si spera in tempo per l’apertura delle scuole dopo la pausa estiva.

La sezione ANPI Aurelio Cavalleggeri colloca una pietra d’inciampo dedicata a Luigi Grassi

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Roma, 11 gennaio 2016. La sezione ANPI Aurelio Cavalleggeri “Giuliano Tabarini” ha collocato una pietra d’inciampo in Via delle Fornaci, 51, in memoria di Luigi Grassi, militare antifascista e deportato politico delle Fornaci.

C’è stata una nutrita partecipazione dei cittadini del Quartiere e dei ragazzi della Scuola Media “2 Ottobre” e dell’Istituto “Luigi Einaudi”, di Via delle Fornaci, che da anni seguono la sezione nel suo lavoro sulla Memoria. Erano presenti anche la Presidente del Municipio XIII, Giuseppina Castagnetta e l’artista tedesco Gunter Demning.

Quella posta stamattina è la terza pietra d’inciampo che la Sezione colloca dal 2012 ed è una delle 24 nuove pietre che oggi e domani saranno collocate in diversi Municipi della città. Con queste 24 ultime le pietre d’inciampo collocate a Roma sono, ad oggi, 250.  

Ugo Fanti, il segretario della sezione afferma: “Con questa pietra d’inciampo continuiamo il nostro percorso, seminando “schegge di memoria” per il Quartiere affinché – soprattutto nelle giovani generazioni – resti e si consolidi il ricordo di ciò che è stato e a loro passi il testimone di questo importante lavoro di “scavo” nella storia recente delle Fornaci. Nell’anno del 70° Anniversario della promulgazione della Carta Costituzionale ci sembra importante continuare ad essere i promotori di questa forma di arte e di Memoria”.

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Fiamme all’Auditorium Aurelio

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I Vigili del Fuoco da ore tentano di domare un terribile incendio nel caratteristico edificio di Circonvallazione Cornelia

Uno scenario da guerra quello che si presentava oggi all’uscita della metro Cornelia, un fumo tanto denso che non si riusciva a vedere oltre pochi metri, odore di bruciato e gran dispiegamento di mezzi dei Vigili del Fuoco: nella tarda mattinata è andato a fuoco l’Auditorium Aurelio e nel tardo pomeriggio i pompieri ancora faticavano a spegnere le fiamme.

La struttura, la cui costruzione era iniziata nel 2003 era costata milioni di euro e non era stata ancora inaugurata, in attesa di un soggetto cui affidarne la gestione a seguito di apposito bando di gara.

Da alcuni giorni gli operai stavano lavorando al rifacimento della copertura del tetto, per la stesura e la sigillatura di una guaina impermeabile, e nell’area in cui stavano lavorando è divampato l’incendio.

Fortunatamente nessuno è rimasto ferito, e anzi, gli operai hanno tentato di spegnere l’incendio, ma questo ha avuto modo di propagarsi a causa dell’assenza di estintori all’interno del complesso, che sono stati reperiti presso il vicino benzinaio, perdendo, però tempo prezioso, che ha causato una ulteriore propagazione delle fiamme.

Quando sono arrivati i Vigili del Fuoco tutta la copertura era già irrimediabilmente compromessa, e ci sono volute ore per avere ragione delle fiamme.

I danni sono ingentissimi, quasi tutta la struttura risulta scoperta e ciò renderà necessaria un’ulteriore spesa per un opera che, dopo tanti anni, ancora non ha prodotto alcuna utilità per i contribuenti.

Curva pericolosa a Via del Forno Saraceno

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La piazza del Castello di Porcareccia, con la Chiesa e il Borgo di Santa Gemma, ha origini che si perdono nella notte dei tempi: qui, come in altre località del nostro Paese, si sono stratificate testimonianze storiche e archeologiche che partono dall’epoca preromana per arrivare a secoli vicini all’attuale. In questo caso si parte addirittura da insediamenti dei Veienti, provenienti da Veio, importante città etrusca nata nel IX secolo a.C.

Questo luogo fa parte del nostro patrimonio archeologico ed è tuttora utilizzato, specie per quanto riguarda la chiesa, dove vengono praticate le normali attività religiose, ed è praticata anche da minori, che frequentano l’oratorio e le lezioni di catechismo.

Via del Forno Saraceno, che immette alla piazza, come tante vie delle periferie romane è priva di marciapiedi, tanto che i pedoni rischiano di essere investiti, in particolare lungo la curva della via, che le automobili percorrono a velocità sostenuta.

I cittadini che la frequentano, a tal proposito, hanno promosso una petizione per chiedere che siano istituite strisce pedonali e vengano costruiti dei marciapiedi a salvaguardia dell’incolumità dei pedoni.

La petizione è reperibile a questo indirizzo: https://www.change.org/p/comune-di-roma-sicurezza-a-santa-gemma-miglioriamo-la-viabilita?recruiter=85550759&utm_source=share_petition&utm_medium=facebook&utm_campaign=share_for_starters_page&utm_term=des-lg-google-no_msg

La richiesta è anche rivolta alla Presidente del XIII Municipio Giuseppina Castagnetta, a quello del XIV Alfredo Campagna, e alle loro Giunte, in particolare agli Assessori alla Mobilità, affinchè si facciano carico del problema.

Protesta contro Il centro di accoglienza dell’Hotel Gelsomino a Via Aurelia

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Dopo le proteste di Fabrizio Santori, consigliere regionale e di Marco Giovagnorio, consigliere del XIII Municipio per i Fratelli d’Italia, anche il consigliere Daniele Giannini scende in campo contro l’istituzione del centro di accoglienza per i migranti presso l’Hotel Gelsomino, ai confini tra il XII e il XIII Municipio.

Nell’Hotel, situato su via Aurelia vicino via Gregorio XI, sarebbe già evidente la presenza dei profughi, con vestiti e coperte stese sui davanzali, secondo quanto lamentato da alcuni residenti.

A questo proposito, sabato scorso, il consigliere Giannini ha organizzato una manifestazione con il gruppo di “Alternativa civica” a via Aurelia, angolo via Faggella, insieme ai cittadini, per protestare contro il centro di accoglienza da poco istituito.

Giannini aveva più volte protestato contro la presenza delle prostitute nella zona, e ha invitato tutti i cittadini a far sentire la propria voce contro il degrado di questa parte della città.

Le lamentele dei cittadini sono state rivolte contro i presidenti del XII e XIII Municipio, Crescimanno e Castagnetta, del Movimento 5 stelle, e contro la sindaca Raggi che, secondo le persone intervenute, non hanno informato i cittadini della nuova destinazione dell’hotel.

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I cittadini hanno avviato la protesta con lo slogan “il centro di accoglienza non lo voglio”: per il prossimo futuro si prevedono altri sit-in, perché i cittadini si dicono preoccupati per l’ordine pubblico e per il decoro del quartiere.

Ladri in azione alle scuole di via Boccea 590

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Roma, 14 ottobre. Sicuramente il paragone con la scuola di Amatrice non regge perché in quel caso l’oltraggio è stato fatto a popolazioni già duramente ferite dal terremoto, ma l’atto perpetrato la scorsa notte alla scuola di via Boccea 590 a Casalotti rimane comunque grave.

Rubare gli zaini agli studenti delle elementari, rubare i computer e le stampanti della scuola e l’unica lavagna elettronica comprata con i soldi dei genitori è sicuramente un’azione vigliacca e inqualificabile.

Eppure anche questo succede a Roma oramai, e dire che già nel passato ladri lestissimi avevano colpito le auto degli ignari genitori nei pochi minuti necessari per salire le scale e riprendere i propri figli: vetri rotti e portiere scassinate e rubato il rubabile. Proprio negli ultimi giorni erano ripresi questi furti, ad opera di ladri velocissimi e noncuranti perfino della presenza dei carabinieri.

Questi episodi gravi, perché diretti a persone indifese come i bambini, hanno spinto i genitori a chiedere maggiore sicurezza nella scuola, da garantire anche mediante la chiusura delle rampe in orario non scolastico, dato che prima della loro costruzione l’unico cancello rimaneva chiuso. I genitori e il personale scolastico chiedono anche di valutare la possibilità di incaricare una ditta di sorveglianza, almeno per le ore notturne.

Sottopasso Aurelia: dopo 3 giunte è ancora un fantasma

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Da molti anni gli abitanti del quartiere Aurelio, in particolare quelli di via Gregorio XI, chiedevano la realizzazione di un  collegamento fra la via Aurelia e via Gregorio XI, onde risparmiare tempo e denaro per raggiungere la via Aurelia.

I lavori dovevano partire nel gennaio 2013, ma ancora nel 2015 non si aveva notizia del loro inizio, dato che mancava ancora l’autorizzazione all’utilizzo del suolo pubblico da parte del limitrofo Municipio XII e il progetto di modifica della viabilità da parte della ditta aggiudicataria.

Una volta acquisiti questi documenti, è stato nuovamente annunciato l’avvio dei lavori alla fine di agosto 2015 e c’è stato anche un sopralluogo del Presidente del Municipio Mancinelli alla fine di ottobre, onde verificare lo stato di avanzamento dell’opera.

A tutt’oggi, però, da un sopralluogo effettuato nell’area dello scavo del sottopasso, risulta che i lavori siano ancora fermi, tanto che il cantiere è stato di nuovo ricoperto dalla vegetazione, dalla terra e da scarichi abusivi di materiali, e non si hanno notizie sulla data di ripresa dei lavori.

I cittadini, dopo che alla guida del Comune e del Municipio si sono succedute ben tre giunte di diversi colori, ancora attendono la realizzazione di questa importante opera: ora la palla passa al Movimento 5 stelle e alla sindaca Raggi e alla Presidente del XIII Municipio Castagnetta. 

Le associazioni del XIII e XIV Municipio scrivono al futuro Sindaco e ai futuri Presidenti dei Municipi

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In vista dei ballottaggi previsti per domenica prossima, le Associazioni Casalottilibera, Comitato Futuro Ponderano, Comitato per il Parco della Cellulosa e Comitato Selva Candida, operanti nelle zone di Casalotti e Selva Candida, hanno preso carta e penna e scritto al futuro sindaco e ai futuri Presidenti dei competenti municipi XIII  e XIV, chiunque essi siano, per chiedere la soluzione di alcuni problemi dei quartieri.

Da sempre attenti alle esigenze del territorio, in realtà, non è la prima volta che questi organismi scrivono appelli agli amministratori, sia in carica, sia in procinto di insediarsi.

Le richieste sono quelle di avere quartieri più vivibili, e quindi basta cemento, ma piuttosto un censimento degli edifici pubblici esistenti in zona, per verificarne la possibilità di riuso, e qui il pensiero va soprattutto all’ex ISPRA, grande complesso sito all’interno del Parco della Cellulosa.

Open City: per due giorni il Forte Boccea apre le porte ai cittadini

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Il 7 e 8 maggio il Forte Boccea apre le sue porte alla cittadinanza: le visite sono organizzate da Open City con la collaborazione di Progetto Forti e del Comitato Forte Boccea. Circa 250 persone, divise in gruppi da 30 possono visitare il compendio e il Forte. Il Forte Boccea fa parte dell’antico sistema di fortificazione, composto di 15 avamposti militari, eretto dopo l’Unità d’Italia a protezione della Capitale da eventuali tentativi di incursione nemica, che in realtà non ci sono mai stati.

Pochi anni dopo la loro costruzione, nei primi anni del ‘900, ci si è resi conto che tali enormi complessi, costati parecchi milioni dell’epoca, erano già obsoleti: la minaccia militare dell’epoca veniva dall’alto, con l’aviazione, e non più con cannoni a terra. E così già dopo la prima guerra mondiale queste costruzioni sono diventate inutili, così come lo erano diventare le Torri di avvistamento medievali con l’avvento della polvere da sparo, ma in maniera molto più repentina e prematura.

Dopo un primo periodo in cui fu utilizzato come magazzino, il Forte Boccea divenne carcere militare, fino alla definitiva chiusura una decina di anni fa, quando l’unico detenuto era Erik Priebke, di cui si è potuta visitare la cella, un bilocale di una trentina di metri quadri, con bagno, doccia e televisione.

Appena varcato il portone di ingresso si rimane colpiti dalla rigogliosità della vegetazione, che è cresciuta indisturbata per oltre un decennio, che andrebbe riordinata, ma anche dalla maestosità di decine di alberi di alto fusto che sono un patrimonio della Città e che vanno assolutamente preservati, qualunque sia il futuro utilizzo di questa area.

Rispetto al complesso la cui costruzione è terminata prima del 1890, numerosi sono i cambiamenti, alcuni meno evidenti, come l’apertura di una porta ulteriore al posto della finestra nel lato sinistro della porta principale, ad altri più evidenti, come la sparizione del fossato e del ponte levatoio, o del terrapieno nella parte retrostante, fino ad arrivare a superfetazioni più recenti, come le addizioni interne alle piazze d’armi, che risalgono agli anni ’60.

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