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Arte e Cultura

Arte e Cultura (239)

Apertura straordinaria delle carceri del palazzo vescovile di Acquapendente

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Il prossimo 30 giugno, presso il Museo Civico di Acquapendente potranno essere ammirate le opere di Lidia Bachis, pittrice romana contemporanea dallo stile particolare che ricorda Andy Warhol.

Nel contesto della mostra, saranno aperte al pubblico, in via straordinaria, le carceri vescovili, visitando le quali si prova una sensazione di oppressione e si avverte tutto il disagio sentito dalle persone che vi venivano imprigionate, alcune delle quali anche condannate a morte. A distanza di tanti secoli è ancora possibile vedere i graffiti e le croci incise sui muri del carcere sotto il palazzo vescovile, costruito nel 1649.

Durante la visita sarà possibile vedere i cunicoli e le piccole celle, tutta la struttura è rimasta allo stato originario.

Nelle sale del museo sarà possibile anche ammirare le raccolte d’arte sacra diocesana e i numerosi reperti ceramici, alcuni risalenti al Medioevo.

Le visite guidate sono previste secondo due turni, uno mattutino, dalle 10,00 alle 12,30 e uno pomeridiano, dalle 16,00 alle 18,30. Per le carceri e per la mostra la visita è guidata, al museo è libera, per tutto è previsto un biglietto di 7 euro.

Per prenotare le visite guidate occorre telefonare alla Coop L’Ape Regina al numero 0763-730065 oppure al Centro Visite del Comune di Acquapendente al numero verde gratuito 800-411.834 interno zero, o mandando un messaggio whatsapp al 388.8568841, entro il giorno prima dell’evento. Per ulteriori informazioni si può mandare un’email a .

Sabrina Santamaria…

Sabrina Santamaria è nata a Messina il 27 aprile 1994. 23172815 1974816822793464 8231244982479956641 n
Sin da adolescente si è appassionata alla Letteratura.
Nel 2016 ha pubblicato il suo romanzo di stampo diaristico-epistolare che si intitola “Germogli… scritti in emozioni”.
Ama moltissimo le scienze umanistiche, infatti ha conseguito la laurea in Scienze della Formazione e della Comunicazione a Messina.
Attualmente  frequenta la Magistrale in Scienze Pedagogiche.
Durante il tempo libero scrive recensioni letterarie per il blog Verso - Spazio letterario indipendente.
Ultimamente si cimenta anche con la poesia: il Cavaliere della Poesia, Silvano Bortolazzi, l’ha nominata guardiano dell’Unione Mondiale dei Poeti; e la casa editrice Kimerik  per il concorso “Unione mondiale dei poeti 2018” ha pubblicato una sua lirica dal titolo “La libertà del poeta”.

Antonella Polenta…

Antonella Polenta è nata a Roma dove vive e lavora. immagine di Antonella Polenta2

Dopo essersi occupata di studi epidemiologici e sociali, attualmente lavora in campo idrografico.

Ha diverse pubblicazioni scientifiche e divulgative all’attivo, ma la sua passione per la scrittura l’ha condotta a varcare mondi fantastici tanto da indurla a scrivere poesie, racconti e romanzi.

Al momento attuale i libri pubblicati sono sette.

Il penultimo, Talvolta un libro, pubblicato dalla Elmi’s World, è un romanzo storico ambientato nel medioevo.

Paola Mattioli – A piccoli passi (ed. Pendragon)

mattioli

La Mattioli con lo strumento della poesia sembra che ricostituisca il senso del tatto per le individuali vicissitudini, in un’epoca che vede i poeti in difficoltà, a causa delle egocentriche ripercussioni, smussabili usando la testa non da soli per provare a cambiare l’atmosfera.
Questa raccolta si evidenzia per della sana modestia nell’esprimere dei concetti, in situazioni da delineare impegnandosi, in virtù di una formazione ricavabile con tutta l’importanza del caso.

“In viaggio per la felicità”: il nuovo romanzo di Claudia Saba

image2Quante volte ricerchiamo la felicità, sperando magari di trovarla in qualche luogo imprecisato e non capendo che la stessa felicità è dentro di noi, in quel viaggio che decidiamo di compiere per trovarci e riconoscerci?


A questo interrogativo ha tentato di dare risposta la scrittrice pontina Claudia Saba, tornata sulla scena con il suo secondo lavoro letterario: “In viaggio per la felicità”, edito dalla Laura Capone Editore.

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“SE E’ AMORE, LO SARA’ PER SEMPRE” di Mauro Cesaretti

COPERTINA

Tante novità vibrano, sollecitandoci ad andare avanti e raggiungerle così per fare chiarezza ed esprimerci con leggerezza, pur essendo sempre più intrattenibili, pur dovendo scorrere per rinfrescare la natura degli eventi.

Secondo il poeta, il battito cardiaco è influenzato da una lotta interiore, la più deplorevole, cosicché aleggiano amorevoli frammenti, da mirare con uno spirito infrangibile, piacevolmente passivi a tutta questa sublimazione.

“Mai riceviamo quel che vorremmo

perché s’ignora il desiderio altrui

e l’insoddisfazione c’assale adagio”

Walter Fabbri & Daniele Spizzico…

ImmagineAttore versatile, istrionico, con doti drammatiche, a volte crude, dotato di profonda ironia. Adatto per ruoli da caratterista. Daniele Spizzico nel 1988 decide di intraprendere la strada del teatro, frequentando dapprima un corso amatoriale, poi iscrivendosi ad uno di dizione e di respirazione. Nel 1992 si iscrive ad un corso di operatore turistico e in quella sede si definisce ed affina la sua predisposizione alle pubbliche relazioni nell'ambito delle organizzazioni di eventi e tempo libero. E' da lì che di fatto inizia il percorso di animatore, arrivando in breve tempo a ricoprire il ruolo di responsabile capo animatore. Nel 1995 si trasferisce in UK, vivendovi e lavorando stabilmente. Dal 2001, dopo la sua ultima stagione all'estero, si trasferisce a Roma iniziando a lavorare in televisione per Mediaset e Rai in qualità di attore per piccoli ruoli, opinionista e conduttore (fra i tanti, "Forum", "I Cesaroni", "Il peccato e la vergogna" e "Futura tv" - un interessantissimo programma sperimentale Rai). Contemporaneamente continua a studiare e frequenta, fra le altre, la scuola di teatro diretta da Pino Ferrara. Dal 2003 è impegnato in qualità di talent-scout per giovani interpreti, presso una nota agenzia per attori. Il suo obiettivo è di condurre un talk-show. Sta lavorando a un format-tv che parli di turismo a tutto tondo.

A 80 ANNI DALLA SCOMPARSA, D’ANNUNZIO RIVIVE NELLA QUOTIDIANITÀ: ECCO COME IL VATE HA CAMBIATO PER SEMPRE LA LINGUA ITALIANA

DAnnunzio Segreto al Teatro Manzoni 1Non tutti ne sono a conoscenza ma, oltre ad essere stato un grande scrittore, seduttore e linguista dall’innata creatività, Gabriele D’Annunzio fu inventore di neologismi, marchi e vocaboli entrati a far parte della vita quotidiana di milioni di italiani, che ancora oggi citano il Vate senza nemmeno rendersene conto. Il motto me ne frego, la Rinascente e il tramezzino: questi sono solo in parte i neologismi nati dalla penna creativa del poeta. Il Vate era un amante delle novità, curioso scopritore che sperimentava in prima persona i cambiamenti rivoluzionari dell’epoca. La sua eredità ha cambiato notevolmente la vita degli italiani ispirando numerosi artisti come l’attore e regista Edoardo Sylos Labini che ha deciso di raccontare gli ultimi anni di vita del poeta, tra amore, passione e grande letteratura, con lo spettacolo “D’Annunzio Segreto”, in scena al Teatro Manzoni di Milano fino al 7 febbraio. L’attore metterà in luce il lato più intimo e fragile di D’Annunzio fornendo un ritratto inedito del Vate: “La figura di Gabriele D’Annunzio è oggi più viva che mai, il suo spirito rivoluzionario e provocatorio, il suo porre la cultura al centro delle sue battaglie è un esempio sempre attuale – spiega l’attore e regista Edoardo Sylos Labini – Del resto soltanto l’arte e la poesia sono immortali e il Vate ci ha lasciato delle pagine indimenticabili di grande letteratura”.

Il Vate trovava ispirazione in ogni aspetto della vita letteraria e traeva spunto anche dall’arte e dal cibo. Infatti, in un momento storico in cui il processo di italianizzazione prendeva forma e quindi anglicismi e francesismi erano aboliti, il termine sandwich doveva essere tradotto. Mentre il Vate soggiornava in un bar di Torino esclamò: “Ci vorrebbe un altro di quei golosi tramezzini” ispirandosi al termine architettonico tramezzo. D’Annunzio era un grande conoscitore della lingua italiana in costante competizione con Dante Alighieri, tanto da vantarsi di aver usato 40mila parole nelle sue opere, mentre il Sommo Poeta solo 12mila. A corredo, fu anche lui a inventare motti come “me ne frego!” e il famoso “Io ho quel che ho donato” che svetta all’ingresso del Vittoriale oppure l’espressione “tener-a-mente”. È un gioco di parole presente su moltissimi bigliettini e fotografie che il Vate dedicava alle sue donne, tra cui Luisa Baccara e Olga Levi Brunner, a significare il dolce ricordo delle amanti.

Ma anche il mondo dello sport deve a D’Annunzio un tributo. “A lui per esempio dobbiamo l’invenzione dello scudetto” racconta Edoardo Sylos Labini. L’idea dello scudetto, nacque da una partita di calcio disputata dal Vate durante l’occupazione di Fiume nel 1920. Sulle maglie dei giocatori, invece dello scudo sabaudo come era in vigore, decise di applicare uno scudetto di rimando araldico con i colori della bandiera italiana. La sua idea si rivelò geniale e a tal proposito, in un editoriale, il Presidente del Vittoriale degli Italiani, Giordano Bruno Guerri ha raccontato: “Il vero trionfo calcistico del Vate avvenne quasi dieci anni dopo la sua morte, nel 27 ottobre 1947, quando la nazionale Italiana di calcio giocò a Firenze contro la Svizzera, stravincendo nella sua prima partita postbellica: gli azzurri avevano sul petto lo scudetto tricolore di D’Annunzio, quello sannitico”.

D’Annunzio era un vero e proprio creativo e ideò anche due marchi molto famosi al giorno d’oggi, Rinascente e Saiwa. Il primo gli venne in mente quando nel 1917 un grande magazzino di Milano fu distrutto dalle fiamme e lui per l’occasione ribattezzò quello nuovo con il termine Rinascente. Il marchio dei rinomati biscotti invece nacque nel 1922, quando la piccola pasticceria genovese denominata Società Accomandita Industria Wafer e Affini si trasformò in una delle prime imprese europee per la produzione di dolci, di cui il Vate era un goloso consumatore. D’Annunzio semplificò il nome utilizzando solo le iniziali della società, tramutandolo nell’acronimo Saiwa.

Il Vate mise in pratica per primo anche il concetto di marketing, accostando per esempio il cioccolato all’automobile. Famoso per questa sua passione, fu convocato dal senatore Agnelli che gli chiese di aiutarlo a formulare una réclame per l’uscita della nuova autovettura di lusso, la Fiat Tipo 4. Era il secondo decennio del 1900 e D’Annunzio rispose che la migliore pubblicità sarebbe stata quella di associare un cioccolatino all’auto, scegliendo il cremino a base di mandorle e nocciole tostate prodotto da Majani. Aveva quattro strati come il numero 4 della macchina e durante la presentazione il Vate lanciò cioccolatini suscitando clamore e consacrando il successo della Fiat, oltre che del marchio Majani. 

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Riapre un “Luogo del cuore”: la Tomba degli scudi della Necropoli di Tarquinia

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La collaborazione fra Intesa San Paolo, della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per l’area di Roma metropolitana, la provincia di Viterbo e l’Etruria meridionale e il Fondo Ambiente Italiano ha reso stato possibile restaurare molti “luoghi del cuore”, cioè siti archeologici e luoghi di interesse storico, tra cui la Tomba degli Scudi a Tarquinia, una delle più importanti presenti nel sito, risalente al IV Secolo a.C.

Le origini della Festività della Befana

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La magica dodicesima notte: l’Epifania

L’ Epifania è la giornata che come recita il noto detto popolare: “Tutte le feste porta via”, segnando la fine delle vacanze natalizie. La tradizione vuole che la prima Befana della storia fu la ninfa Egeria, consigliera di Numa Pompilio (secondo dei sette re di Roma). Alle calende di gennaio, verso la fine di dicembre, il re aveva l’abitudine di appendere una calza nella grotta dove viveva la dea (vicino terme di Caracalla) e la mattina la trovava piena non di doni, ma di buoni consigli.

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