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Arte e Cultura

Arte e Cultura (246)

Il Campo Barbarico e la Torre del Fiscale

okTra la Via Appia Antica e la Via Latina sono ancora visibili, a distanza di duemila anni, due acquedotti oggi in perfetto stato di conservazione; l'Aqua Marcia e l'Acquedotto Claudio. Tra il terzo e il quarto miglio della Via Latina, questi due acquedotti si incrociavano due volte in una distanza di trecento metri, formando uno spazio a forma di trapezio di circa due ettari. Questo spazio fu usato dai Goti di Totila durante la Guerra Gotica, combattuta contro l'Impero Bizantino nel 535 d.C. e terminata nel 553.
I Goti, volendo prendere per fame Roma, costruirono alcuni campi fortificati attorno alla città, e uno di questi sorgeva proprio in questo spazio a forma di trapezio, in modo da consentire ai barbari di effettuare scorrerie e scaramucce sotto le mura inviolabili che circondavano la capitale dell'impero. Questa minaccia fu presto debellata dall'esercito romano che difendeva le mura, anche perchè Belisario, comandante in capo bizantino, riuscì a chiudere gli spechi degli acquedotti, che avrebbero permesso ai goti di entrare in città.
Dopo la parentesi gotica, questo posto prese il nome di Campus Barbaricus, sovente ricordato da alcune fonti risalenti al tempo dei papi Sergio I e Gregorio II. Comunque assunse una importanza strategica notevole, dimostrata dal fatto che nei secoli a venire, molti eserciti stranieri ne approfittarono per conquistare la città: si pensi al Normanno Roberto il Guiscardo, durante la lotta per le Investiture si accampò nei pressi dell'acquedotto con il suo esercito, ma oggi è difficile immaginare che aspetto avesse questo luogo a forma trapezoidale usato come accampamento, in effetti, l'Aqua marcia è stata demolita da papa Felice Perretti per fare posto a quella grandiosa opera che è l'Acquedotto Felice, e il Claudio è stato quasi completamente smantellato per utilizzare il materiale ricavato per nuove costruzioni.
Vicino al Campo Barbarico, pressappoco all'angolo nord-est, svetta una torre superba, visibile anche da molto lontano: Tor Fiscale. Si eleva per trenta metri su uno degli accavallamenti della Claudia e della Marcia, è molto robusta, quadrata, costruita in maniera semplice, utilizzando mattoni di tufo, detti tufelli, inframmezzati con filari di mattoni pieni. Ha delle piccole finestre, feritoie e sulla sommità dei canali di scolo in marmo.
All'interno, vi sono tracce di tre solai, oggi distrutti, mentre si è conservato il soffitto a volta, in cui si apre un foro circolare a ovest. Si nota, nella parte inferiore un arco caratteristico a sesto ribassato costruito per far scaricare il peso di tutta la torre sulle fondazioni degli acquedotti su cui poggiava. 
All'esterno della torre possiamo notare i resti di una fortificazione e si pensa che, questa torre con fortino, come tutte le torri con casali che sorgono lungo la campagna romana, furono utilizzate come posto di osservazione per eventuali attacchi nemici, soprattutto dei Saraceni che nel Medioevo assaltarono più volte Roma. Inoltre è da notare che alcuni di questi fortilizi sorgono vicino a corsi d'acqua, in particolar modo Tor Fiscale sorge vicino alla Marana, il canale costruito nel 1122 da Papa Callisto II. Questo ci fa pensare ad un rapporto particolare tra i corsi d'acqua e le torri; il primo ha permesso l'approvigionamento idrico delle tenute garantendo acqua in abbondanza per il loro sostentamento, il secondo assicuravano ai canali protezione e controllo.
Oggi, questa mirabile torre è stata inserita in un parco che prende il suo nome, e il Comune Di Roma cura la sua sopravvivenza attraverso opere di riqualificazione, tutela e manutenzione. 

“Come il profumo” a Lavinio

Presentazione Anzio 2Emma Saponaro con il suo romanzo “Come il profumo” (Castelvecchi) sarà ospite della libreria Magna Charta di Lavinio-Anzio martedì 28 agosto, alle ore 21:00.
Dialogherà con la scrittrice, Antonella Rizzo, giornalista.
Giusy Prioli, profumiera, indagherà i rapporti fra scrittura e profumi.
«Tutto in queste pagine si annusa: anche la diffidenza o la serenità, e perfino i respiri, e ogni persona ha un profumo che le calza a pennello».
Filippo La Porta, Left
Thriller colorato d’ironia, “Come il profumo” è un intrigante racconto che si muove a metà strada fra affetti e criminalità internazionale.
Denso di colpi di scena e d’improvvisi cambiamenti di ritmo e di scenario, racconta la storia di una giovane donna e della sua bambina, protagoniste di una storia nella quale i profumi, gli odori, hanno un ruolo importante.
Il romanzo ha anche una pagina Facebook, molto curata, sulla quale trovare notizie ma anche riflessioni, una pagina molto seguita grazie anche a diverse iniziative, come concorsi e dibattiti su temi legati al libro.
Presentazione Anzio3EMMA SAPONARO  è approdata al romanzo dopo un lungo percorso che l'ha vista dapprima blogger di successo e poi autrice di saggi psicogiuridici sulle problematiche legate all’adozione, all’abbandono e sulle violenze sulle donne. Ha scritto numerosi racconti ed è stata curatrice di antologie letterarie, fra le quali ricordiamo “Parole di pane”.
ANTONELLA RIZZO è poeta, performer, recensionista e ideatrice con Dona Amati del Premio Letterario “Profumi di Poesia”. Fra le testate con le quali collabora, ricordiamo CulturaMente, Giroma, Mondo Reale, Diwali Rivista Contaminata. Ha pubblicato anche numerose sillogi, ricordiamo “Il sonno di Salomè” (Edizioni Tracce 2012), “Confessioni di una giovane eretica” (Edizioni Lepisma 2013), “Cleopatra. Divina Donna d'Inferno” (Fusibilia libri 2014).
GIUSY PRIOLI oltre a gestire l’omonima profumeria di Aprilia, indaga da tempo gli intriganti rapporti fra poesia, scrittura e profumi. Collabora con il Premio “Profumi di Poesia”.

“In viaggio per la felicità”: il nuovo romanzo di Claudia Saba

image2Quante volte ricerchiamo la felicità, sperando magari di trovarla in qualche luogo imprecisato e non capendo che la stessa felicità è dentro di noi, in quel viaggio che decidiamo di compiere per trovarci e riconoscerci?


A questo interrogativo ha tentato di dare risposta la scrittrice pontina Claudia Saba, tornata sulla scena con il suo secondo lavoro letterario: “In viaggio per la felicità”, edito dalla Laura Capone Editore.

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GRANDE SUCCESSO ALLA PRESENTAZIONE DI MARIA RIZZI DEL ROMANZO DI MARIA LOMBARDI FINIRA’ QUESTO SILENZIO

locandina evento Maria Rizzi

Maria Rizzi, sociologa, scrittrice di spicco nel genere noir, poetessa dall’animo profondo e sensibile organizzatrice di eventi culturali, giurata in importanti premi letterari a livello internazionale come Abano Terme,  ieri pomeriggio 14 maggio insieme ad Odette Orlando e Loredana D’Alfonso ha condotto nell’ambito della programmazione di eventi dell’IPLAC la serata dedicata alla presentazione del romanzo di Maria Lombardi “Finirà questo silenzio” edito d Cartacanta.

La serata si è tenuta presso l’Enoteca Letteraria Quattro Fontane 130 a Roma dove un nutrito pubblico di lettori, addetti alla cultura e non solo, hanno seguito con attenzione l’interessante presentazione di questo esordio letterario della giornalista del Messaggero Maria Lombardi che con disinvoltura e precisione non ha esitato a rispondere alle domande dei presenti affascinati dall’argomento trattato legato all’universo famigliare e ai possibili problemi derivanti da verità non dette che in esso si nascondono. A creare un’atmosfera intensa e anche commovente le letture di Loredana D’Alfonzo che ha interpretato alcuni passi del romanzo dando risalto alle emozioni dei personaggi.

Il cippo funerario del guerriero etrusco Larth e il suo corredo funebre visibili in un’unica mostra a Orvieto

1418895105074Cippo Etrusco

Fino al 17 settembre sarà possibile vedere il cippo funerario del guerriero etrusco Larth Cupures, insieme al suo corredo funerario, rinvenuto nella necropoli etrusca di Crocifisso del Tufo, vicino Orvieto.

I reperti sono custoditi nel Museo Faina e nel Museo archeologico nazionale di Orvieto, per la prima volta sarà possibile vederli insieme, in un unico percorso museale curato dai rispettivi direttori, la dr.ssa Luana Cenciaroli e il dr. Giuseppe della Fina.

Nel 1880 Riccardo Mancini, mentre eseguiva degli scavi in un terreno di sua proprietà, rinvenne la tomba di Larth, un guerriero etrusco, e una testa in pietra che lo raffigurava, nonché numerosi corredi funerari dell’epoca, il VI Secolo a.C.

La scultura, costituita da una testa con elmetto riportante un’iscrizione con il nome del personaggio, è visibile presso il Museo archeologico nazionale, diversamente dai vasi ittici, conservati presso il Museo Faina.

Assieme ai reperti è possibile vedere due riproduzioni tridimensionali realizzate dagli studenti del Liceo Artistico, una stele frammentaria e un cippo a testa di guerriero.

Tutti i reperti sono visibili dalle ore 9,30 alle 18,00. L’indirizzo del Museo Faina è Piazza del Duomo, 29 ad Orvieto.

Il pugile nero messo ko dal razzismo Una storia nascosta per oltre 80 anni

Foto Il pugile nero messo ko dal razzismo Cristina Simiele 2

In occasione della Giornata mondiale contro il razzismo, il 21 Marzo è uscito nelle sale, il docu-film di Tony Saccucci: ‘Il pugile del Duce, prodotto e distribuito dall’Istituto Luce. Una storia misconosciuta e straordinaria, in cui convivono epica dello sport, fascino della caccia negli archivi, ingiustizia, e una rivincita postuma. Un racconto per tutti, avvincente e, come l'arte che mostra, nobile. Il docu-film racconta la storia incredibile, sepolta e riscoperta dalla polvere degli archivi, di Leone Jacovacci: un pugile tecnicamente perfetto, agile, intelligente e potente

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