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Arte e Cultura

Arte e Cultura (240)

L’area Ansaldo di Milano, da acciaieria a centro culturale

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L’Ansaldo nasce a Sampierdarena, un quartiere di Genova, nel lontano 1853, e diviene subito azienda di riferimento per la produzione di un mezzo di trasporto destinato a rivoluzionare la storia dell’umanità: il treno. La società, la cui nascita è voluta dall’allora governo sabaudo, conosce varie fasi di espansione e arriva a contare 80.000 dipendenti e un capitale di 500.000.000 nel 1918.

Uno degli stabilimenti storici dell’Ansaldo era quello di Milano, situato all’interno del quadrilatero costituito dalle vie Savona, Tortona, Bergognone e Stendhal. In realtà l’area, allora periferica, ora situata all’interno della città, fin dal 1904 era occupata da impianti industriali per la produzione di apparecchiature elettromeccaniche, e attraverso successivi accorpamenti ed espansioni è divenuta di proprietà dell’Ansaldo solo nel 1966.

La storica industria, protagonista dell’industrializzazione italiana, nel corso dei decenni ha prodotto anche navi, tra cui ammiraglie della flotta mercantile italiana come Leonardo da Vinci e Andrea Doria, e anche aerei.

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Sogno di una magica notte di mezz’estate: tra sacro e profano, magia e tradizione

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Carica di magia e presagi, quella di San Giovanni (23 giugno) è la notte che decide i destini dell’intero anno solare: pratiche divinatorie, lavacri di purificazione, falò rituali, raccolta notturna di rugiada ed erbe benefiche (iperico, agnocasto, lavanda, artemisia, verbena, ruta, ribes,rosmarino).

L’ipotesi più probabile è che il Cristianesimo integrò all’interno della propria liturgia le due feste pagane (del 24 giugno e del 25 dicembre) rievocative del solstizio estivo e invernale e che, in epoca romana, con i nomi di Fors fortuna e Sol invictus, erano state parte integrante della religione del Sole. 

Le credenze legate a questa ricorrenza sono numerose. La più antica narra che in questa magica notte, una trave di fuoco attraversi il cielo e su di essa ci siano Erodiade e la figlia Salomè, che aveva ottenuto da Erode, su un piatto d’argento, la testa di San Giovanni Battista. Disperate vagherebbero nel cielo gridando: “Mamma perché me lo chiedesti! Figlia perché l’hai fatto”. A tale leggenda è riconducibile il divieto di fare in questa data il bagno a mare.

All’alba, anche nel sole ci sarebbe qualcosa d’oscuro: i più anziani raccontano che il 24 giugno la sfera sia più luminosa del solito e sembra quasi che a delimitarne il contorno ci sia un cerchio di fuoco che gira instancabilmente per qualche ora. Chi, tra le ragazze da marito, riuscirà a vedervi la testa di San Giovanni decapitato, si sposerà entro l’anno.

Il Precursore è anche conosciuto come il protettore delle innamorate. Diffusa in tutta Italia, la divinazione delle nubili attraverso il sistema delle tre fave. Le giovani, devono mettere tre fave sotto il cuscino, avendo cura di mischiarle prima di addormentarsi. Il mattino seguente ne scelgono una a caso, sperando di pescare quella con la buccia, che annuncia ricchezza.  Nel caso di una fava sbucciata a metà, dovranno accontentarsi di una posizione sociale intermedia. Meglio cambiare marito, se la preferenza ricade su quella senza buccia.

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IL VIAGGIO CON LEI

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Lo scorso 11 giugno, la Galleria Morsi D’Arte, con la collaborazione de l'Associazione "Il Sorriso di Gianluca", ha presentato "Il Viaggio con Lei", seconda tappa di un ciclo di mostre collettive itineranti a cura di Ylenia Fraioli.

“Il Viaggio con Lei” è il racconto di un percorso, quello di Veronica De Carolis, alla quale all’età di ventisei anni viene diagnosticato il linfoma di Hodgkin.Un tempo denominato malattia di Hodgkin o morbo di Hodgkin, questo è un particolare tipo di linfoma (neoplasia della linea linfoide caratterizzato da una massa tumorale distinta) descritto per la prima volta da Thomas Hodgkin nel 1832.

Il progetto fotografico nasce, nello specifico, dall’esigenza di raccontare una reazione, quella di una ragazza, una donna, di fronte alla scoperta di un qualcosa di inaspettato, ma non solo. Estato chiesto agli artisti di raccontare le fasi di questo “viaggio” che Veronica ha affrontato con Lei, la malattia, dal momento della scoperta ad oggi.

I lavori presentati in mostra, realizzati da fotografi professionisti e non, sono caratterizzati da differenze stilistiche, percettive ed empatiche nel rappresentare il temaproposto. Ogni artista ha trascorso del tempo con Veronica in modo individuale, per poter al meglio raccontare emozioni, sensazioni e stati d’animo, indagando la propria sensibilità e traducendola in opera attraverso il medium della macchina fotografica.

Il comandante Bulow

Comandante Bulow Boldrini

L’Associazione Nazionale Partigiani Aurelio Cavalleggeri, lo scorso 9 giugno, ha curato, presso i locali della CGIL Roma Nord, la presentazione del libro: “Il comandante Bulow”, alla presenza dell’autore, Edmondo Montali, ricercatore della Fondazione Giuseppe Di Vittorio.

Il testo, edito da Ediesse e in vendita a 12 euro, ripercorre la storia di Arrigo Boldrini, comandante partigiano il cui nome di battaglia era Bulow, la prefazione è del presidente ANPI Carlo Smuraglia.

Quali erano i meriti particolari di Boldrini? Innanzitutto quello di aver portato la lotta partigiana dalle montagne alla pianura e alle città. Boldrini operò a Ravenna e poi in Veneto, dando un contributo fondamentale all’ampliamento del teatro della guerra di Resistenza.

La Resistenza è stata fondamentale non soltanto per la liberazione del nostro Paese dal nazifascismo, ma anche per il riscatto di un intero Popolo, compromesso dal ventennio. La prova di questo la troviamo nel fatto che, dopo l’armistizio, l’Italia non è stata trattata come le altre potenze dell’Asse, ma ha avuto una sostanziale libertà nel ricostruire le proprie regole, con la creazione dell’Assemblea Costituente, libertà non concessa al Giappone e alla Germania, che non erano passati per il riscatto della Resistenza.

L’autore prosegue narrando il resto della vita di Boldrini, che è stato anche componente della Costituente e parlamentare, nonché presidente dell’ANPI per ben 60 anni. La vita di questo personaggio si intreccia con quella della Repubblica e del Partito Comunista, da cui l’ANPI andrà via via rendendosi autonomo.

Si consiglia la lettura di questo libro a chi voglia approfondire la conoscenza delle origini della nostra Repubblica e comprendere l’importanza della lotta partigiana e della Resistenza per il riscatto del nostro Paese dagli orrori delle leggi razziali, della Guerra e dell’esperienza fascista.

Piero Didio…

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Piero Didio è nato a Montescaglioso, in provincia di Matera, nel 1958.

Laureato in Economia e Commercio presso l’Università di Bari, sposato con tre figli, vive e lavora nella sua città natale dove svolge la professione di consulente aziendale e tributario.

Ha pubblicato: “I tuoni di Monte Cupo” con la casa editrice Albatros di Roma nel 2010, opera poi riproposta grazie alla Youcanprint di Tricase (Lecce) tre anni dopo; e, sempre con la Youcanprint, “Magnificat” , “L’ultimo priore” nel 2014.

Lo scorso mese di Aprile ha pubblicato, sempre con Youcanprint, il suo ultimo libro “Pensieri e… Parole”, una raccolta di racconti, inoltre ha in serbo una commedia, “Paradise Rock”, e un saggio di storia economica, “Le banche popolari e l’economia del Materano nel XIX secolo”.

Per maggiori informazioni, e contatti, chiamate o mandate un sms al 338 4097761, oppure scrivetegli a . Sito web www.pierodidio.it

Benvenuto Piero. Quali sono la migliore e la peggiore mania di protagonismo che non devono mancare nei tuoi elaborati?

I personaggi dei miei romanzi non hanno manie di protagonismo, anzi, la loro caratteristica principale è la riservatezza e, nel caso del romanzo “L’ultimo Priore”, addirittura la segretezza. Io descrivo personaggi del popolo, schivi ma non privi di una dignità che ne fa comunque degli eroi del quotidiano.

Precisando i ruoli dei personaggi può succedere che venga meno l’interesse su una storia?

Storia di un alito di puzzola - La raccolta di poesie di Vincenzo Calò

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Come se non bastasse, dopo “C’è da giurare che siamo veri…” e “In un bene impacchettato male” [le quali copie rimaste seppur si contino sulle dita di una mano (eccetto il medio!) sono ancora richiedibili al sottoscritto], è uscita la mia terza raccolta di prose in versi: “Storia di un alito di puzzola”!


Per vantarsi un giorno d’avere quest’oggetto alternativo – che si chiama libro, ma stavolta prodotto non “per rendere tanto economicamente, studiando poco, semmai per l’esatto opposto, affinché si possa stare in pace con se stessi, cioè con il piacere di vivere - si deve rigorosamente ordinarlo mandando una mail al seguente indirizzo: [attenzione! Gli organizzatori di eventi a esso dedicati se aspirano a riceverlo in omaggio devono rassicurare l’editore sulla vendita oltre a stabilire presumibilmente una percentuale d’introito a suo favore… purtroppo la stragrande maggioranza delle librerie stesse (incluse quelle che si dichiarano indipendenti!!!) non concede l’opportunità di esporsi poeticamente, neanche rievocando Alda Merini, a svantaggio così della pubblicazione free, col buon proposito di mantenersi economicamente facendo leggere di tutto!]

UN ARTISTA PER UNA ROSA - IV edizione

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Dal profumo delicato e intenso, dai colori accesi o pastello spesso sfumati in variazioni cromatiche, fino al bianco, la rosa se nell’immaginario collettivo simboleggia l’amore, secondo alcune leggende popolari sembrerebbe essere cresciuta solo in Paradiso. Definita da poeti e artisti “regina dei fiori”, “figlia del cielo”, “gloria della primavera” la rosa rappresenta passione e purezza, carnalità e misticismo. Essa è legata a Santa Rita di Cascia (1381-1457) che proprio come la rosa ha saputo fiorire, malgrado le spine che la vita le ha riservato. In memoria del miracolo del germogliare delle rose della Santa, per un giorno a Roma la Sala Santa Rita ha visto il pavimento ricoprirsi proprio con questo fiore. A rafforzare il significato mistico del miracolo della Santa e il simbolo che racchiude la rosa è stata la quarta edizione de UN ARTISTA PER UNA ROSA, tenutasi a Roma nella Sala Santa Rita  con protagoniste la musica, la fotografia e una conferenza a carattere storico artistico.

ANGHELOPOULOS ALLA PRO BIENNALE

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Vittorio Sgarbi ha inaugurato lo scorso 8 maggio 2016 l’apertura della PRO BIENNALE a Venezia presso la Milano Art GalleryPavilion, negli spazi dell’antico Palazzo Giustinian Faccanon, prima sede storica ufficiale del noto Gazzettino.

Ospite d'onore al vernissage della mostra organizzata dal manager della cultura Salvo Nugnes, Vittorio Sgarbi ha festeggiato il suo 64° compleanno attorniato da vip, amici, artisti e fans estimatori. Tra le personalità e i nomi noti vanno citati Katia Ricciarelli, Francesco Alberoni, Alessandro Meluzzi, José Dalì, e Alviero Martini. L’esposizione collettiva, aperta fino al 30 maggio 2016 ad ingresso libero, ha ospitato, come ogni anno artisti di spicco a livello internazionale tra cui A. T. ANGHELOPOULOS la cui opera dai segni e dalle forme avvolgenti racconta dell’uomo nel suo essere costantemente sospeso tra la dimensione terrena e quella spirituale nascosta nei luoghi sottili e imprevedibili di un’esistenza che alterna incertezza e speranza. Le immagini della sua pittura racchiudono le energie dell’universo ad abbracciare terra e cielo, materia e spirito, di cui l’uomo è protagonista fragile e impotente di fronte a questa esistenza spesso eticamente precaria, dove i legami umani e sociali sembrano sfumare per cedere il passo a chiusure e egoismi.

DUE UOMINI CHE HANNO AMATO ROMA: PAPA SISTO V E L’ARCHITETTO DOMENICO FONTANA

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Roma sotto il pontificato di Sisto V (Felice Peretti) durato solo cinque anni dal 1585 al1590, vide un periodo di trasformazioni e cambiamenti non solo sul piano urbanistico e architettonico, ma anche in ambito amministrativo e finanziario.

Dal restauro e ricollocazione degli antichi obelischi egizi di Roma alla realizzazione di nuove fontane, dalla risistemazione di ponti fino alla progettazione di strade lunghe e diritte, Sisto V dal temperamento forte e deciso, è stato affiancato dal talento di Domenico Fontana, ticinese, architetto e ingegnere di fiducia che tra gli altri  interventi mise mano alla cupola di San Pietro cui aggiunse la lanterna con l’aiuto di Giacomo della Porta.

Accanto al progetto per la Villa Peretti andata distrutta nel 1870 e a quello per la Cappella Sistina in Santa Maria Maggiore, Domenico Fontana realizzò la loggia “delle benedizioni” a San Giovanni in Laterano e l’acquedotto “Acqua Felice” che risolse il problema della carenza di acqua in mezza città. Questo acquedotto fu il primo ad essere realizzato dopo la fine dell’Impero romano, a completamento del quale il pontefice volle far collocare un arco monumentale denominato Arco Sisto V.

Gli interventi voluti da Sisto V si estendono anche alla lotta al malaffare e al brigantaggio, e poi le opere di utilità sociale come biblioteche, università e ospizi: in particolare va ricordato un complesso laniero ricavato nel Colosseo che prevedeva alloggi per accogliere operai e famiglie.

Alla scoperta di queste trasformazioni legate al tessuto urbanistico e architettonico della Roma di fine Cinquecento ci conduce l’interessante volume IL PAPA & L’ARCHITETTO di Roberto Dragosei (Gangemi Editore 2015). Architetto, esperto in particolare nella tutela dei beni ambientali e monumentali,  appassionato di Roma e della sua storia, ma anche pittore, Roberto Dragosei con linguaggio dinamico e avvincente incuriosisce il lettore introducendolo passo dopo passo dentro quei luoghi di una Roma lontana fatta di giardini, palazzi, strade lineari, dove il genio di Sisto V e lo straordinario talento di Domenico Fontana si sono incontrati per lasciare un segno indelebile. Sengo impresso in quei monumenti, edifici e vie che hanno ridato nuova luce e solennità alla Roma di fine Cinquecento.

Caravaggio Experience: Stefano Fake e l'arte immersiva

CARAVAGGIO EXPERIENCE THE FAKE FACTORY 2 00000 1Imponente video installazione originale e inedita, Caravaggio Experience, al Palazzo delle esposizioni di Roma fino al 3 luglio, ripercorre l’opera di Michelangelo Merisi da Caravaggio utilizzando un approccio contemporaneo all’opera d’arte. L’uso di un sofisticato sistema di multi-proiezione a grandissime dimensioni, combinato con musiche originali e fragranze olfattive, porta il visitatore a vivere un’esperienza unica sul piano sensoriale, attraverso una vera e propria “immersione” nell’arte del maestro del Seicento.

 L’obiettivo consiste nel dare la possibilità di osservare e conoscere in profondità l’opera di Caravaggio,  attraverso un flusso di emozioni frutto di un puro godimento sensoriale, contribuendo in tal senso ad avvicinare il pubblico, più e meno esperto, ai suoi lavori in modo assolutamente nuovo.

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