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updated 3:54 PM CEST, Jul 22, 2019

Caos edilizia agevolata, Comune e Ordine degli Avvocati chiedono una norma nazionale

TotaleLa confusione nata, a seguito della Sentenza n.18135 del 16 settembre 2015 sulla compravendita di case di edilizia economica e popolare, è stata oggetto del convegno svoltosi nel pomeriggio del 27 marzo 2018 presso l’Aula Avvocati del Palazzo di Giustizia di Piazza Cavour a Roma.

Alla riunione, organizzata da UNAEP (Unione Nazionale Avvocati Enti Pubblici) in collaborazione con l’Ordine degli avvocati di Roma, sono intervenuti diversi esponenti di peso del mondo giurisprudenziale capitolino, a partire dal Presidente del Consiglio dell’Ordine, Mauro Vaglio secondo il quale il caos sulla questione dei piani di zona e dell’edilizia agevolata destinata alle classi sociali meno abbienti rischia di diventare a Roma una pericolosa bomba sociale pronta a esplodere, se non già esplosa.

Soltanto nella capitale, vivono in alloggi di questo tipo ben 400mila persone, ossia un residente su sette.

In questa speculazione commerciale sono coinvolti circa 125 piani di zona e più di 200mila immobili.

La maggior parte di queste case sono state acquistate a prezzi imposti dal piano di edilizia economica popolare e rivendute a prezzo di mercato.

L’innesco definitivo dell’ordigno è arrivato con la suddetta sentenza che, come chiarisce a Roma Capitale Magazine l’avvocato Carla Canale, Consigliere dell’Ordine degli Avvocati di Roma: “Ha stabilito la perpetuità della clausola del prezzo massimo di cessione, all’interno dei contratti di compravendita che hanno per oggetto immobili nati in edilizia residenziale popolare. A seguito di questa normativa è cresciuto a dismisura il contenzioso presso il tribunale di Roma. Questo problema ha riguardato soprattutto Roma Capitale, che non si è adeguata alle norme vigenti nel corso degli anni, e ha creato questo contenzioso tra venditori e acquirenti. Ovviamente, l’acquirente richiede la differenza di prezzo fra quello di mercato versato e quello massimo di cessione aggiornato in base all’indice ISTAT, che si aggira sui 200-300 mila euro”.

Carla Canale

Sentenza che non convince gli addetti ai lavori, come confessatoci a margine dell’evento da un altro dei relatori del convegno, l’Avvocato Stefano Giove: “Dovrebbe essere messo sul piatto della bilancia da una parte il costo dell’affrancazione e dall’altra il differenziale di prezzo di cui si chiede la restituzione. C’è una trattazione uniforme di fattispecie che dovrebbero essere più differenziate, di caso in caso e di convenzione in convenzione, distinguendo meglio tra proprietà piena e diritto di superficie. Il diritto di superficie scade e i beni tornano al Comune, la proprietà piena no e i beni restano all’acquirente. Quindi c’è qualcosa che non torna”.

Stefano Giove

Una problematica quanto mai spinosa che si potrebbe risolvere solo attraverso una legge a livello nazionale, come affermato durante il dibattito dal vice segretario nazionale dell’UNAEP e dirigente dell’Avvocatura di Roma Capitale, Andrea Magnanelli.

L’avvocato ha spiegato come sia giunto il momento che il legislatore presti finalmente attenzione all'approvazione di un testo unico che raccolga il sistema normativo e semplifichi la materia, risolvendo, nello stesso tempo, anche i conflitti tra i cittadini. Questo specialmente dopo numerose norme intervenute in materia, spesso contraddittorie tra loro e poco comprensibili, che hanno dato luogo a numerose incertezze anche in giurisprudenza.

A fine convegno, poi, l’avvocato Andrea Magnanelli ha anche annunciato che: “In vista della prossima seduta del 9 aprile manderemo agli uffici competenti il conteggio del prezzo dell’affrancazione”.

Fa eco a quanto detto da Andrea Magnanelli la posizione del Comune di Roma, espressa dall’Assessore all’urbanistica, Luca Montuori.

Quest’ultimo ha ricordato quanto sia aberrante che un patrimonio immobiliare nato a tutela delle fasce più deboli sia diventato oggetto di una guerra tra poveri e auspica la nascita di una norma nazionale che chiarisca, al più presto, una questione sulla quale i Comuni non possono legiferare ma solo amministrare. 

A margine dell'evento, poi, Luca Montuori ci ha spiegato come intende agire l’amministrazione d’ora in poi: “Le questioni che sono uscite sono tutte di rilievo nazionale e fanno capo a sentenze e leggi. Ovviamente l’amministrazione non può che fare un appello a livello nazionale affinché si intervenga su queste leggi. Quello di cui si è parlato oggi, di emergenza sociale e guerra tra poveri, non può non smuovere la legislazione nazionale e questa è una delle strade che si deve percorrere. Oggi sembrerebbe che la tutela del diritto del privato vada a discapito dell’interesse pubblico. Noi stiamo lavorando per rimettere a posto le cose. Questo è un momento di svolta un po’ epocale”.

Luca Montuori

Si aggiunge a ciò l’impegno preso dall’amministrazione 5 Stelle, annunciato da Donatella Iorio.

Il Presidente della Commissione Urbanistica, infatti, ha assicurato l’aumento delle risorse agli uffici preposti per lo sveltimento della burocrazia inerente al tema.

Ha anche lanciato un appello ai cittadini, pregandoli di non chiedere il calcolo della somma necessaria all’affrancazione del proprio immobile se poi non si ha intenzione di venderlo, in modo tale da non congestionare i sistemi del Comune.

Se a livello giurisdizionale s'invoca una svolta nazionale, la soluzione a breve termine per i cittadini coinvolti ci viene proposta dall’Avvocato Canale: “Invitiamo le parti in causa, insieme all’aiuto dei notai e di Roma Capitale, che abbiamo coinvolto per fargli dare le tabelle delle affrancazioni il prima possibile, a trovare un punto d’incontro nel versamento dell’affrancazione e di un piccolo indennizzo, dovuto al fatto che l’immobile è comunque bloccato per un paio d’anni a causa delle lentezze burocratiche dell’affrancazione, che non consentono subito di vendere l’immobile a prezzo di mercato, ma devono attivare una procedura che in media dura due anni”.

Le buone intenzioni non mancano, ma la strada da percorrere, in vista di una soluzione solida e univoca a un problema tutt’altro che di facile comprensione, è ancora lunga.

Ultima modifica ilMercoledì, 28 Marzo 2018 02:12

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