logorcbtmp.svg

Cara Instabilità…

Immagine

Con l’instabilità è impossibile risolvere in particolare la questione della mancanza di lavoro, e tenendo conto dapprima di un Paese da valutare al ritmo dei sempre più presunti dissesti idrogeologici.

Le pene finanziarie devono andare di pari passo con le fatiche imprenditoriali, per rassicurarci quantomeno sulla veridicità delle entrate di denaro futuribili, a fronte di due pendenze: i disastri naturali incentivati e smussati dando modo ai sopravvissuti di occupare nuove sottospecie di abitazioni solo per il 2% dei casi; e l’inefficienza attribuibile ai giovani che rinuncerebbero ad alternare lo studio con l’occupazione, stressati e nei panni delle brutte copie di chi si ribellò mezzo secolo fa.

Il lavoro serve per mutare di aspetto, a differenza di come lo s’interpreta oggi accettando una società in decadenza.

Favorire sul serio e realmente quelli che s’impegnano a rimettere in sesto una situazione critica è stimolante purché si resti ad ambire al meglio con umiltà, altrimenti l’emarginazione si allarga e in maniera impensabile se i buoni esempi anche se irrisori all’apparenza annullano le infinite domande di pronto soccorso a seguito dei cedimenti di troppe opere pubbliche; a dimostrazione dell’incoscienza generante nient’altro che esponenti asociali, e per giunta deprimenti se notiamo poi che dei materialisti benestanti succhiano la ragione ai poveri ricercatori di ottimismo, e specie in Italia, dove si pretendono buoni risultati subito e senza farsi scrupoli prima di finanziare un progetto, roba che viceversa ti considerano un alieno.

Ma da alieno evidenzi il fatto che al momento di sistemare le cose non si ha il coraggio di debellare le istituzioni che non servono, ridimensionando di netto organici sproporzionati, e attribuendo al settore privato gl’interessi dei privati, come se eternamente e volutamente incapaci di trovare una soluzione alla miseria civile, peggiorata dal persistere delle voci di spesa che diseguali è dire poco dopo aver salpato da Lampedusa magari per toccare le vette alpine…!

Ed  è così che si manifesta quel tributo fondato sul patrimonio identitario, che si ridicolizza in primis per… le diversità che sortisce.

Per cercare di agevolare chi è al di sotto della soglia minima di sopravvivenza andrebbero in fumo 90 miliardi di euro, dovendo per forza di cose integrare gli stranieri, che rappresentano il 40% di tutti i disperati; e mentre ci si destina alla morte al solo pensiero di regolamentarsi inizialmente da imprenditori.

I timori si spargono nel ceto basso come dei tumori, quando piuttosto bisogna crescere spinti dai piani di gestione delle dinamiche e dei riassetti in termini d’impresa, e più nello specifico al fine di formare dei manager per alleviare le spese di produzione e per il consolidamento affaristico.

D'altronde è complicato rimanere se stessi non prendendo sul serio questa realtà in cui il desiderio di esporsi primeggia smodatamente.

Svolgere un mestiere gratifica a patto che ci rispecchi in un’immagine espansa, da scattare al sistema produttivo, giudicandolo sinceramente, senza attenersi alla funzione o peggio ancora alla necessità di raccogliere più like di tutti seppur siano vuoti di contenuti; come a dover influenzare la gente prima di sviluppare un qualsiasi percorso.

Purtroppo non riusciamo a considerare il buonsenso dal punto di vista professionale, e di conseguenza le difficoltà di fare parte della società moderna, per la quale si è costretti a migrare, che lamentano le vecchie generazioni… fatto sta che la giusta correlazione tra il tempo dello svago e quello per tirare a campare risulta indispensabile al fine della remunerazione capendo addirittura che la precarietà ce la cerchiamo in fondo, essendo debolmente passivi.

Una professione si esercita in modo virtuoso disponendo di risorse peculiari, affinché la dignità umana non passi mai in secondo piano; un elemento che purtroppo riduciamo sprofondando in un contesto prettamente virtuale, andando alla ricerca assolutamente di ciò che vogliamo intendere, tanto da snaturare l’indole ricreativa, convinti di poter amabilmente occupare delle ristrettezze, travolti da strumenti che presuppongono, e nessuno escluso, degli obiettivi, pena l’indifferenza.

Quindi sarebbe più che opportuno rinunciare al futile, esigendo di meno e magari grazie al riciclo dei beni materiali, soggetti a delle leggi da criticare solo dopo averle messe in pratica, lungi per esempio dalla leggerezza attribuibile a taluni che si occupano della tv pubblica, di certi fannulloni che vengono retribuiti da più di un decennio…!

Effettivamente molti sono in grado di cadere così bene nel ridicolo fino ad arricchirsi, sfruttando cioè delle occasioni senza badare al domani, rendendosi miserevoli a riprova di una crescita della produzione a larga scala da riformare.

Ultima modifica ilVenerdì, 31 Agosto 2018 06:52

Aggiungi commento


Codice di sicurezza
Aggiorna

Partly cloudy

18°C

Roma

Partly cloudy
Humidity: 90%
Wind: NNE at 6.44 km/h
Monday
Scattered showers
20°C / 28°C
Tuesday
Partly cloudy
15°C / 23°C
Wednesday
Sunny
10°C / 23°C
Thursday
Mostly sunny
8°C / 25°C
Massimo Lo Monaco
Editore CEO IT
Manuela Rella
Direttore Responsabile
Emiliano Frattaroli
Direttore Editoriale
Alessandro Ranieri
Giornalista
Silvana Lazzarino
Giornalista
Lorenzo Sambucci
Collaboratore
Vincenzo Calò
Collaboratore