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updated 10:34 PM CET, Feb 21, 2020

Cementificazione Parco del Sile: un nuovo capitolo

sileL’amministrazione comunale, guidata dal sindaco del Comune di Morgano (Treviso), Elena Basso, ha presentato ricorso al Consiglio di Stato contro la sentenza del TAR del Veneto che, nel Luglio scorso, respinse la richiesta del Comune di Trevigiano di annullare la delibera del Consiglio regionale che, nel 2012, bocciò la variante del piano ambientale del Parco del Sile.

Il progetto originale del 2005, prevedeva quattro zone per quattrocento nuovi residenti con la costruzione di una serie di palazzine su un’area di 80 mila metri quadrati all’interno del Parco del Sile.

 «L’atteggiamento del Comune di Morgano è scellerato: si vuole edificare nel Parco, che è ricco d’acqua e di animali selvatici, quando a pochi passi esiste già una zona residenziale vuota con le strade e i lampioni pronti. – spiega l’eurodeputato Andrea Zanoni, membro della Commissione ENVI Ambiente, Salute Pubblica e Sicurezza Alimentare al Parlamento europeo nonché Presidente di Paeseambiente - La colata di cemento che il Sindaco Basso vorrebbe realizzare farebbe scomparire un’area in gran parte coltivata a radicchio rosso di Treviso, con un boschetto di piante secolari e confinante con un corso d’acqua naturale, il Rio, abitato da Gallinelle d’acqua dolce, Ballerine bianche e Martin pescatori. Questo progetto dissennato è previsto a due passi da un paradiso naturale classificato Zona a Protezione Speciale (ZPS) e Sito d’Importanza Comunitaria (SIC) e, quindi, tutelato dalle Direttive Habitat 92/43/CEE e Uccelli 2009/147/CE».

Ripercorriamo insieme le tappe della vicenda.

Dopo il primo “stop” della Regione, risalente al 2008, il progetto fu riproposto nel 2010 sotto forma di variante al Piano ambientale del Parco naturale regionale del fiume Sile, con tanto di approvazione dell’Ente Parco, e il 26 Ottobre dello stesso anno fu approvato dalla Seconda Commissione del Consiglio Regionale.

Il 26 gennaio 2011, il Consiglio regionale del Veneto esaminò la variante rimandandola per un riesame alla seconda Commissione Urbanistica.

Il 7 novembre 2012 arrivò la bocciatura della Commissione stessa, grazie al parere negativo d’Italia dei Valori, Pd e Pdl.

A metà novembre del 2012, il Consiglio regionale Veneto bocciò definitivamente a maggioranza, con 44 voti contrari e 4 astenuti, la suddetta variante urbanistica.

Infine, All’inizio di luglio 2013, il Tribunale Amministrativo Regionale del Veneto respinse il ricorso presentato dal Comune di Morgano, capeggiato dal Sindaco Elena Basso, che chiedeva l’annullamento della delibera del Consiglio regionale che aveva bocciato la variante del Piano Ambientale del Parco del Sile e condannò il Comune al pagamento delle spese legali pari a 2.500 euro.

«A difesa del Parco si sono schierati in tantissimi, da Italia Nostra alla Cia, da Coldiretti a Confagricoltura, fino alla famiglia Favaro, agricoltori e vivaisti da generazioni i cui terreni verrebbero cancellati dal piano del Comune. –conclude Andrea Zanoni- La Regione ha bocciato il progetto del Sindaco Elena Basso, evidenziando tra l’altro che il Comune non ha bisogno di ulteriori aree edificabili. L’Amministrazione trevigiana invece vuole andare contro tutto e contro tutti: Ente Parco, Provincia di Treviso, Regione Veneto, associazioni e comitati di cittadini. Dopo aver buttato via 7.860 euro, ovvero 5.360 euro per il ricorso e 2.500 euro per le spese legali, mi chiedo perché il Comune in un periodo di difficoltà economica come quello attuale vuole spendere ancora una decina di migliaia di euro pubblici in un contenzioso che non ha alcun senso».

Ultima modifica ilVenerdì, 01 Novembre 2013 16:07

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