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CHIUDE IL MADRE A NAPOLI

 madreDa circa un mese blog ufficiali e siti specializzati annunciano la chiusura del Museo Madre e dell’arte contemporanea a Napoli,  una città conosciuta nel mondo solo attraverso stereotipi quali il mandolino, il presepe e famosi vermicelli alle vongole… o per l’immondizia. Adesso il Madre chiude, si licenziano 30 dipendenti e nel contempo si chiude la porta all’arte contemporanea, mi ricordo quando la mia professoressa di storia dell’arte cercava di spiegare cosa fosse l’arte  contemporanea dicendo: “Il termine arte contemporanea si riferisce generalmente all'arte creata nel presente. L'uso dell'aggettivo generico "contemporanea" per definire l'arte dei nostri giorni è dovuto anche alla mancanza di una scuola artistica dominante o distinta riconosciuta da artisti, storici dell'arte e critici. L'espressione tende ad includere tutta l'arte creata dalla fine degli anni sessanta del XX secolo, in alternativa, dalla presunta fine dell'arte moderna  o periodo modernista fino ai giorni nostri (anche se al giorno d'oggi ci sono artisti che creano arte moderna ed altri che creano in praticamente tutti gli stili o mode del passato). L'arte creata o rappresentata dalla fine del modernismo è alcune volte chiamata arte postmoderna, tuttavia postmodernismo si può riferire sia al contesto storico che all'approccio estetico utilizzato; per di più molti lavori di artisti contemporanei non presentano quegli elementi chiave che caratterizzano l'estetica postmoderna, l'aggettivo contemporanea può quindi essere preferito perché più inclusivo. Come nelle ricerche critiche di altre discipline comunque, il termine contemporaneo indica che il periodo di interesse e di studio in oggetto non ha esaurito le sue spinte propulsive ma che, invece, sono ben vive nel presente e proprio per questo di difficile definizione. L'arte contemporanea è caratterizzata da opere prodotte con tecniche e linguaggi interdipendenti: videoarte, pittura, fotografia, scultura, arte digitale, disegno, musica, happening, fluxus, performance, installazioni.”  Per noi addetti ai lavori conosciamo bene le vicissitudini del Madre raccontate egregiamente da tanti colleghi e giornalisti invece riprendendo la famosa provocazione fatta da Vittorio Sgarbi “L’Arte Non è Cosa Nostra” , è vero perché siamo rimasti impantanati in un passato culturale , politico e sociale e tendiamo ha conservare un’immagine di Napoli distorta invece di vivere il “presente” e di imitare le grandi capitali dell’arte contemporanea quali: New York,  Shanghai dove ha riservato un intero quartiere all’arte contemporanea il mio dispiacere che impensabile Napoli senza il Madre.

Giovanni Cardone

Ultima modifica ilMercoledì, 28 Agosto 2013 13:37

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