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updated 8:59 PM CET, Feb 27, 2020

Di danaroso rimando

800px Being Parmenides

Il dissesto monetario grava eccessivamente al momento di decidere sulla sorte di uno Stato, da cittadini.

Per le inappellabili leggi al fine di sancire il diritto all’indipendenza economica occorre pazientare, sia nell’elaborarle che nel comprenderle, essendoci troppa manodopera da ufficializzare in sede di produzione, e soprattutto straordinariamente.

L’esagerata freddezza nelle relazioni professionali fa decadere sin dal principio l’auspicio del posto fisso e l’uso corrente del denaro collocato, che soffrono comunque l’incontrollata spartizione di qualsivoglia capitale, e quindi di un regime di tassazione che continua a non fiutare l’evasione fiscale architettata dai maggiori contribuenti, non inquadrando così la realtà decelerata da deboli progetti vincenti, lasciati perdere dal precariato composto da soggetti che ignorano specialmente una tragedia com’è quella di essere innumerevoli (più di 13milioni) e destrutturati culturalmente in un ristretto agglomerato urbano.

Il fenomeno dei buoni acquisto non riesce a contrastare quello dell’abuso professionale, una situazione che sminuisce la complessità strategica messa dinanzi all’autorevolezza giuridica, a quell’egemonia che va percepita a patto che non caratterizzi ulteriori ostacoli, e magari di danaroso rimando; in mancanza d’ideali e cioè con l’invito al cattivo gusto di copiare e incollare gli altrui progetti al fine di concretizzarli anche se malamente, in una misura ridimensionabile a seguito di uno è più marchi cumulativi creati agendo senza scrupoli, da temerari.

Diffidando delle istituzioni freniamo la circolazione del denaro, ma di questo passo agevoliamo promotori insuperabili, che sanno perfettamente come evitare siffatto marasma e salvarsi percependo somme o compensi di fine carriera che risultano inimmaginabili sempre per i poveri; a causa di un convincimento almeno d’appurare, ovvero che chi svolge dell’insana attività diplomatica od esistenziale che dirsi voglia prima o poi sconterà un danno di cui ne beneficiano i colossi della tutela della pubblica amministrazione.

Un istituto torna portentoso riuscendo a comperare una massa d’investimenti per rivalutare prospettive care a una qualsiasi cittadinanza che non prova più interesse a essere rappresentata politicamente…!

Un fatto agghiacciante a dir poco, che aumenta a dismisura i costi dei beni radicati nella terra, rendendo avverse due componenti imprescindibili per l’esclusiva legata all’umanità, ossia la possibilità di scegliere un destino e la condanna da esercitare.

A precedere le notizie d’assorbire v’è l’intento che sappia di buonsenso, da confermare con una leadership distaccata da note celate sapientemente da imprese che possono emergere al fine di sviluppare larghe offerte di denaro privato al pubblico.

In effetti, le premure diventano tali davvero se servono a individuare l’istinto animale nonostante sia inevitabile spesso e volentieri lasciarsi prendere dal pessimismo, frutto marcio di lavori allentati assistendo a produzioni cinematografiche ad ampio respiro fino a dimenticare letteralmente dei necessari, elementari insegnamenti; senza contare che battiamo i denti per il freddo negli istituti scolastici, per un qualcosa di desueto, mentre la realtà si converte in tendenze commerciali a tal punto che gridare allo scandalo è da scriteriati!

Ai fragili di natura bisogna pensare per bene, quantificando un dubbio politicamente, scaturito da decisioni che non si dovevano più rinviare ma lo stesso scandagliate per mezzo di enti creditizi che faticano a sostenere patrimoni in continuo odore di fallimento.

In prospettiva la probabilità di rivedere le funzioni del denaro si erige ma dobbiamo sentirci attivi senza scaricare delle colpe sugli altri, e cioè normali, di modo ché l’atmosfera torni frizzante non arrecando stavolta danni irreparabili.

Le casse languono anche risparmiando a lungo, e magari una somma pari a 8miliardi di euro da realizzare operando per 6300 microemergenze, ma senza che una regione predomini sull’altra per giunta gridando aiuto aiuto all’esecutivo nazionale che si sente solo in potere di nascondersi tra gl’ingranaggi di una macchina che stampa della burocrazia insopportabile; essendo semmai alle dipendenze degli agenti di borsa che non fanno mai i conti coi propri tratti distintivi, rasentando il divino a forza di evitare dei tragici ostacoli che spuntano all’improvviso, quando lo scricchiolio strutturale non lo si vuole proprio evidenziare.

L’omertà rischia di risultare precostituita, la stragrande maggioranza della popolazione è composta da pregiatissimi prodotti ittici, roba che, contenti di dimorare nel frigorifero, non smettono di ringraziare dei pescivendoli al di sotto di ogni sospetto; pronti all’uso senza dover pensare di lottare neanche tanto, all’ultimo grado di giudizio, per rivendicare una dignità “inespugnabile”. 

Ultima modifica ilSabato, 13 Maggio 2017 18:34

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