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updated 2:03 PM CEST, Oct 13, 2019

Gdpr: in vigore dal 25 maggio le novità in tema di privacy.

gdpr1Cos’è il Gdpr?

Si tratta del nuovo Regolamento europeo sulla protezione dei dati personali, spesso chiamato solo con l’acronimo Gdpr(dall’inglese General Data Protection Regulation) che entra in vigore venerdì 25 maggio.

Composto da 99 articoli , è un’iniziativa della Commissione europea per proteggere la privacy dei cittadini e dei residenti comunitari. Ci tutela, quindi, sia quando siamo in Italia o stiamo viaggiando nel resto del continente, sia quando siamo fuori dall’Europa. Il testo principale fa capo a Bruxelles ed è applicabile da subito in tutti i Paesi dell’Unione. Il decreto di adeguamento italiano è stato approvato dal garante per la privacy ma non ha ancora concluso l’iter necessario e, a questo punto, arriverà inevitabilmente in ritardo. Dovrà comunque solo chiarire alcuni punti e a inserirsi nel contesto delle altre norme sul tema che possono diventare obsolete o ripetitive.

Ogni azienda dovrà nominare un proprio responsabile.

Nessuno potrà trattare in alcun modo i nostri dati personali senza prima aver ottenuto il nostro consenso. Chiunque dovrà spiegarci in modo chiaro cosa vuole farne e per quanto tempo intende conservarne un copia. Sia un social network, un sito tramite il quale prenotare un visita medica, un portale di commercio elettronico o un negozio munito di tessere fedeltà. Ecco perché tutti ci stanno tempestando di e-mail o messaggi interni a portali e applicazioni.

Dovremo essere messi in condizione di usare un servizio anche se non concediamo il trattamento delle nostre informazioni personali. L’accettazione non dovrà essere vincolante. E ancora, tutto quello che i vari Facebook, Whatsapp, Twitter, Snapchat o Apple sanno di noi dovrà essere facilmente accessibile, scaricabile, modificabile, cancellabile o trasferibile a un altro servizio analogo.

 C’è poi il discorso dell’età minima per esporre i propri dati senza il consenso dei genitori e, di fatto, per navigare liberamente in Rete. Per i Regolamento sono i 16 anni, anche se i singoli Paesi potranno muoversi autonomamente nella forchetta 13-16.

 Il Garante italiano ha indicato 14 anni, che è anche l’età in cui un ragazzino o una ragazzina può denunciare azioni di cyberbullismo.

Per conoscere il testo completo

http://www.garanteprivacy.it/web/guest/regolamentoue

Ultima modifica ilGiovedì, 24 Maggio 2018 17:30
Manuela Rella

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