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updated 1:03 PM CEST, Oct 23, 2019

IL SIGNORAGGIO SECONDARIO

Denaro creato dal Nulla

Mentre le banche centrali praticano il Signoraggio della Moneta non sovrana, detto Signoraggio Primario, le singole banche commerciali sono autorizzate dalle banche centrali a praticare il Signoraggio Secondario, con il sistema della Riserva Frazionaria: un meccanismo perfettamente legalizzato, come era legale possedere schiavi alcuni anni or sono.

La Riserva Frazionaria, in pratica, permette di prestare

5.000 quando la Banca ha solo 100 e di quei 100, nessuno è suo.

 

 

Il sistema della “Riserva Frazionaria” è configurabile, al pari del Signoraggio Primario delle banche centrali, come ipotesi di vera e propria truffa ai danni dei Cittadini.

Vediamo come funziona concretamente: quando depositiamo €100 in una banca commerciale, questa apre un conto corrente a nostro nome e si impegna a custodire le nostre banconote nel suo caveau, al sicuro dai ladri!

Il banchiere a questo punto usa una statistica ormai centenaria che gli dice una cosa molto semplice: solo una parte del deposito appena creato verrà usata (“movimentata”) dal cliente. Quindi, il banchiere sa che “quasi sicuramente” la maggior parte dei nostri soldi, dati in sua custodia, saranno immobili nel conto (cioè nella sua cassaforte) per mesi o anche per anni. Ricordiamo che il banchiere non è proprietario dei nostri soldi, ma ne è solo il custode. Ciò nonostante il banchiere considera uno spreco questa immobilità e decide di prestare quanto c’è sul nostro c/c. Oltre alla nostra “comoda disattenzione” il banchiere ha bisogno del politico che legalizzi questa presunta truffa con una legge fatta appositamente.

La norma creata ad hoc si chiama “Misure dell'accantonamento alla riserva obbligatoria” o più semplicemente “Riserva Frazionaria” ed è smerciata alla pubblica opinione in modo tale che appaia come una forma di tutela per il correntista.

Ormai l’arroganza del binomio banchiere-politico è tale che oltre al danno si aggiunge la beffa: palesando questa legge come un limite al potere del banchiere di creare denaro da prestare, il politico si presenta come tutore dei nostri interessi ma, per fare un esempio, è come se lo stesso politico decretasse “il numero massimo di frustate da somministrare ad uno schiavo” e nel far questo volesse il plauso pubblico per essere stato un paladino dei diritti dell’uomo.

Ma espressamente, cosa dice questa legge? Semplicemente mette un limite alla quantità minima di denaro che i banchieri devono tenere in cassa.

Questo cosa comporta?

Se 100 persone versano €100 sarebbe legittimo aspettarsi che in qualsiasi momento TUTTI i 100 neocorrentisti possano ritirare i propri €100? Nella realtà, il banchiere, come detto all’inizio, considera uno spreco tutto quel denaro fermo nei suoi forzieri e dal momento che conosce statisticamente quanto denaro viene ritirato in media dai correntisti, presta il resto, come fosse denaro suo. Se statisticamente solo il 10% viene “movimentato” (ritirato, speso, versato, spostato, etc. etc.) vuol dire che la banca ha 100 c/c con €100 ognuno, quindi €10.000 e di questi €10.000 solo €1.000 servono in contanti (in cassa) per le operazioni quotidiane (il 10% che dice la statistica).

Quindi €9.000 si possono prendere, usare o prestare, anche se non sono di proprietà della banca!

Più è bassa la percentuale che la banca deve tenere in contanti più può prestare. Nel 1957 le banche erano tenute a tenere in riserva il 25% del deposito, nel 1970 erano scese a circa il 15% ed oggi solo il 2%.

Quindi, oggi la banca può ricevere €10.000 e prestarne €9.800 (non suoi!) e questo grazie alla legge sulla “riserva obbligatoria o frazionaria”.

Ma non finisce qui.

Quegli €9.800 prestati andranno prima o poi versati in un altro conto (magari della stessa banca o di altre banche ma poco cambia, dato che il sistema bancario è un ”cartello” unico). Nel nuovo c/c basterà tenere contanti per €196 (9.800x2%) e si potranno prestare i restanti €9.604 (9.800–196) e il ciclo continuerà sul nuovo conto corrente. Alla fine della fiera, partendo da €10.000, le banche potranno creare e prestare €500.000, ossia 50 volte di più ed incamerare i relativi interessi. Tutto senza avere altro che i €10.000 reali iniziali, che andavano accuratamente custoditi e non utilizzati, nessuno dei quali di proprietà!

Il denaro che prestano, non potendolo stampare, perché questo è un privilegio delle banche centrali, è tutto denaro digitale: cioè numeri digitati su di una tastiera di computer, nulla di più. In pratica, quel denaro non esiste, sono solo numeri che girano artificiosamente da un computer ad un altro del sistema bancario, facendo sempre affidamento che la quantità di quello che potrà essere ritirato materialmente, non supererà mai quello della Riserva Frazionaria (il 2%).

Ora si capisce la potenza delle banche commerciali che possono creare denaro dal nulla (o meglio: moltiplicare quello dei correntisti) con la complicità dei politici, che danno legalità alla “presunta” truffa.

Per scoprire il trucco basterebbe andare in 100 allo sportello per riprendersi i propri €100? Sbagliato!

Matematicamente basterebbe che i primi 3 clienti pretendessero indietro i propri soldi per far cadere il sistema, poiché con la riserva al 2% solo i primi due (del gruppo dei cento iniziali) troverebbero ancora qualcosa, il terzo rimarrebbe con un pugno di mosche. E così il quarto e tutti gli altri. Il sistema accorrerebbe in soccorso della banca in difficoltà e scenderebbe in campo direttamente la banca centrale per fornire o per stampare altra moneta senza alcun controvalore, vera e propria carta straccia straccia: come l’Euro della BCE o il Dollaro della Federal Reserve.

Quando le banche coinvolte in questa crisi di liquidità diventano più d’una, la banca centrale non ha il tempo materiale di stampare nuovo denaro ed allora il sistema va in tilt: si parla allora di “Crisi del Sistema Creditizio”.

Quella crisi è originata dallo stesso sistema bancario, dal suo funzionamento anomalo, dai suoi cattivi investimenti e, soprattutto, dall’aver prestato Denaro creato dal Nulla!!

Dott. Claudio Noschese

Ultima modifica ilDomenica, 16 Dicembre 2012 17:55

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