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updated 1:03 PM CEST, Oct 23, 2019

LA CRICCA AL POTERE

LA CONSOB - Commissione Nazionale per le Società e la Borsa

La Commissione Nazionale per le Società e la Borsa, meglio nota con l'acronimo Consob, istituita con L. 216 del 07.06.1974, è un'Autorità Amministrativa Indipendente, dotata di personalità giuridica e piena autonomia, la cui attività è rivolta alla tutela degli investitori, all'efficienza, alla trasparenza ed allo sviluppo del mercato mobiliare italiano.

 

In relazione alle attribuzioni stabilite dalla legge, dovrebbe:

  1. regolamentare la prestazione dei servizi di investimento, gli obblighi informativi delle società quotate e le offerte al pubblico di prodotti finanziari;
  2. autorizzare la pubblicazione dei prospetti informativi relativi ad offerte pubbliche di vendita e dei documenti d'offerta concernenti offerte pubbliche di acquisto; l'esercizio dei mercati regolamentati; le iscrizioni agli Albi di settore;
  3. vigilare sulle società di gestione dei mercati e sulla trasparenza e l'ordinato svolgimento delle negoziazioni, nonché sulla trasparenza e correttezza dei comportamenti degli intermediari e dei promotori finanziari;
  4. sanzionare i soggetti vigilati, direttamente o formulando una proposta al Ministero dell'economia e delle finanze;
  5. controllare le informazioni fornite al mercato dalle società quotate e da chi promuove offerte al pubblico di strumenti finanziari, nonché le informazioni contenute nei documenti contabili delle società quotate;
  6. accertare eventuali andamenti anomali delle contrattazioni su titoli quotati e compie ogni altro atto di verifica di violazioni delle norme in materia di abuso di informazioni privilegiate (insider trading) e di aggiotaggio su strumenti finanziari.

Al fine di svolgere i suoi compiti, la Commissione si avvale di un apparato burocratico composto da quasi cinquecento fra impiegati, funzionari e dirigenti, divisi fra la sede principale di Roma e la sede operativa secondaria di Milano.

Ma la Consob svolge realmente i compiti che le sono assegnati o, invece, è al servizio di potentati economici/bancari/finanziari che, mediante una Cricca che opera al suo interno, l’usano per non far giungere al Mercato o far sparire pericolosi concorrenti, salvaguardando, invece, attività che si rivelano spesso sospette ed a danno dei Cittadini e della Nazione?

Il sistema economico/bancario/finanziario, per proteggere sé stesso ed i suoi interessi, ha occupato, con proprie teste di legno, tutte quelle Istituzioni Pubbliche che sono deputate al suo controllo, che viene effettuato non per tutelare i Cittadini ed il Paese, ma per tutelare proprio quel sistema che dovrebbe controllare e che, invece, vuole continuare ad intraprendere i propri affari indisturbatamente, senza far realizzare nuove iniziative, concorrenti ed innovative, che potrebbero creare seri problemi di tenuta ad un apparato deleterio, autoreferenziale e parassita.

Una di queste Istituzioni sotto controllo è la Consob, che dovrebbe tutelare i Cittadini, ma i casi Parmalat, Bond argentini, Cirio, Mariella Burani, etc. etc., hanno ampiamente dimostrato che non effettua realmente alcun controllo, o lo effettua in maniera molto blanda e condiscendente, quando le operazioni provengono da appartenenti ai potentati economici che la controllano.

Il controllo, invece, viene effettuato, ipotizzando un vero e proprio dolo, in maniera ostativa, elusiva ed emulativa, abusando e/o omettendo le proprie funzioni pubbliche, su nuove iniziative fuori dal coro, che diventano molto pericolose perché portate avanti nell’interesse dei Cittadini e del Paese.

Quando si parla della Consob, non si parla, ovviamente, dell’Istituzione in quanto tale, che è degna di grande stima e rispetto per il compito che dovrebbe svolgere, ma di alcuni soggetti che ne fanno parte, che operano al suo interno facendo andare avanti, senza alcuna applicazione di regole, alcuni ed ostacolando, pretestuosamente e dolosamente, altri.

Oltretutto, la Consob, si scrive da sé le proprie regole di funzionamento e quelle di funzionamento delle offerte pubbliche - vedi Regolamento Emittenti - ed in qualsiasi momento, senza alcun reale controllo da parte di altre Istituzioni, le modifica a proprio piacimento per raggiungere i propri scopi.

Il controllo della Consob da parte del sistema bancario, negli ultimi anni è avvenuto soprattutto acquisendo l’ABI (Associazione Bancaria Italiana) al proprio interno i Direttori della Divisione Emittenti Consob, guarda caso proprio quella che consente alle nuove iniziative bancarie di accedere al Mercato o di presentare al consumatore fasulli e truffaldini prodotti finanziari, come i derivati.

Infatti, Giovanni Sabatini, già Direttore della Divisione Emittenti e Condirettore Centrale della Consob, è stato nominato Direttore Generale dell’ABI, con decorrenza Luglio 2009, succedendo a Giuseppe Zadra, anch’egli ex Direttore della Divisione Emittenti Consob.

Questo succedersi dei vertici della Divisione Emittenti Consob, ai vertici dell’ABI è la dimostrazione più lampante della collusione dell’autorità di Borsa con il Sistema bancario.

La Consob, invece di mostrare equità ed indipendenza a garanzia del Mercato e dei diritti dei risparmiatori, esegue supinamente i desiderata delle banche, specie quelle ove fornisce servizi di profumata consulenza il figlio del ex presidente della Consob, Lamberto Cardia, vedi articolo del quotidiano “La Repubblica” del 25.01.2010 e l’Atto di Interpello del Sen. Lannutti al Ministro dell’Economia (riportato sinteticamente in calce), prestando particolare attenzione a non disturbare i comportamenti fraudolenti e seriali degli istituti di credito, che hanno appioppato bond tossici ad almeno 800.000 famiglie con la più eclatante ed odiosa speculazione, effettuata con gli strumenti derivati, a danno anche degli enti locali e delle piccole e medie imprese.

Come riportato sul sito Internet dell’ADUSBEF, in una recente audizione in Senato sull’indagine conoscitiva e sull’utilizzo e la diffusione degli strumenti derivati, a mezzo il Comando Generale della Guardia di Finanza, che ha prodotto un documento pregevole dell’attività investigativa da parte di numerose Procure della Repubblica e di altrettante Procure regionali della Corte dei Conti, è emersa la totale latitanza della Consob, che mentre intenta procedimenti fittizi o falsi commissionati dal Sistema bancario, non ha richiesto alcun intervento preventivo della Guardia di Finanza per reprimere frodi e truffe seriali escogitate da quelle stesse banche con le quali il dr. Cardia va a braccetto”.

Controllare l’accesso e le offerte del Sistema bancario, significa controllare il credito ed il debito pubblico e privato, di conseguenza controllare l’economia, i mercati e la politica che da essi dipende, significa controllare lo Stato, tutte le risorse e la vita dei Cittadini, orientando le scelte politiche in funzione dei desiderata dei banchieri.

Non si può più parlare di democrazia, è solo un’illusione, perché il voto viene orientato con forti investimenti economici che sponsorizzano ora questo, ora quel politico, in base esclusivamente alle necessità del Sistema medesimo.

Diventa solo un gioco delle parti in cui il Cittadino pensa di votare secondo il proprio giudizio, ma questo, oltre che dal voto di scambio tutt’ora utilizzato, in particolare nelle regioni più povere del Sud Italia, è viziato ed orientato inconsciamente attraverso mille stimoli che provengono dal mondo del lavoro, del sindacato, dei media (giornali, radio, televisioni), tutti sotto l’influenza del Sistema economico/creditizio.

Qualcuno potrebbe osservare che il credito può essere concesso, attraverso operazioni di mutuo previste dal codice civile, anche da privati a privati, ma è del tutto evidente che tali operazioni possono contarsi sulle dita di una mano, non potendo accedere alla raccolta di risorse, ma solo a fondi personali, né tanto meno un privato è organizzato per poter acquisire informazioni utili e/o necessarie sul soggetto al quale potrebbe erogare un prestito. Pertanto, pur essendo prevista una tale modalità di credito tra privati, la stessa è assolutamente marginale, quando non è di tipo delinquenziale con il ricorso all’usura, quella non legalizzata, perché l’altra va a gonfie vele.

Il T.U.B. (Testo Unico Bancario) all’art. 10, dal combinato disposto dei commi 1 e 2 prevede espressamente quante segue: “1. La raccolta di risparmio tra il pubblico e l'esercizio del credito costituiscono l'attività bancaria. Essa ha carattere d'impresa. 2. L'esercizio dell'attività bancaria è riservato alle banche.”

Inoltre, al comma 3, il T.U.B. da la possibilità alle banche di agire indisturbate in qualsiasi altro ambito, oltre quello finanziario, con una dicitura che lascia ampia discrezionalità alla banca di utilizzare la raccolta effettuata ed il suo fittizio moltiplicatore di denaro, come, dove e quando meglio crede: “3. Le banche esercitano, oltre all'attività bancaria, ogni altra attività finanziaria, secondo la disciplina propria di ciascuna, nonché attività connesse o strumentali. Sono salve le riserve di attività previste dalla legge.”

Infine, al comma 4. sono indicate alcune eccezioni al divieto di raccolta del risparmio tra il pubblico, ma come può facilmente evincersi, dette eccezioni nulla hanno a che fare con il credito, ma solo e prevalentemente con operazioni tra Stati, o Enti Pubblici o Società quotate in Borsa: “4. Il divieto di raccolta del risparmio tra il pubblico non si applica: a) agli Stati comunitari, agli organismi internazionali ai quali aderiscono uno o più Stati comunitari, agli enti pubblici territoriali ai quali la raccolta del risparmio è consentita in base agli ordinamenti nazionali degli Stati comunitari; b) agli Stati extracomunitari ed ai soggetti esteri abilitati da speciali disposizioni del diritto italiano; c) alle società, per la raccolta effettuata ai sensi del codice civile mediante obbligazioni, titoli di debito od altri strumenti finanziari; d) alle altre ipotesi di raccolta espressamente consentite dalla legge, nel rispetto del principio di tutela del risparmio.”

Su quanto testé riferito ognuno può prendere contezza diretta attraverso una consultazione storica delle questioni trattate ed attraverso i motori di ricerca su Internet, indagando le seguenti parole: Signoraggio, BCE, Banche Centrali, Banconote, Consob, ABI, TUB.

Sull’argomento ci sono molti “siti alternativi di informazione” che non possono ancora essere controllati dal Sistema bancario e che spiegano perfettamente e molto più estesamente, quanto sinteticamente è stato riferito. Ad esempio vai al link di seguito indicato:

http://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&v=t3tmCK4U4DY#!

Infine, dagli Atti del Senato della Repubblica Italiana si rileva un’Interrogazione a Risposta Orale (n. 3-01420, del 13.07.2010, seduta n. 402), presentata dal Sen. Elio Lannutti (Presidente ADUSBEF) al Presidente del Consiglio dei Ministri ed al Ministro dell'Economia e delle Finanze, il cui testo integrale si può visionare al link di seguito indicato:

http://banchedati.camera.it/sindacatoispettivo_16/showXhtml.Asp?idAtto=27234&stile=6&highLight=1

che si conclude chiedendo di sapere:

  • se il Governo sia a conoscenza dei fatti esposti;
  • se non ritenga che quanto descritto faccia presupporre che ci siano all'interno della Consob dei "burattinai"che decidono la costruzione di carriere confezionate a misura di "referenti" politici e potentati affaristici ed economici con essi legati a doppio filo ad onta delle imparzialità di delibere o decisioni da assumere;
  • se risulti che dietro questo scambio di favori e posti di lavoro con annessi avanzamenti di carriera e con concorsi spesso “pilotati” si nasconda una cricca di potere che sembra abbia l’unica finalità di rispondere agli esclusivi interessi di referewnti politici, economici ed affaristici;
  • se non ritenga che quanto descritto tolga ogni credibilità alla Consob che è rivolta alla tutela degli investitori, all’efficienza, alla trasparenza e allo sviluppo del Mercato Mobiliare Italiano, mettendo a repentaglio l’imparzialità dell’Autorità Indipendente Amministrativa, arrecando gravissimo nocumento ai diritti degli investitori azionisti, che hanno la sventura di impiegare in Borsa i loro risparmi, specie quelli piccoli denominati spregiativamente “Parco Buoi”.

Il Governo a queste domande deve ancora rispondere!!

Dott. Claudio Noschese

 

Ultima modifica ilDomenica, 16 Dicembre 2012 18:27

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