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updated 8:59 PM CET, Feb 27, 2020

La naturale fine del mondo

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Per chi è stato vittima di un pedofilo è difficile raccontare quello che si è subito. Descrivono traumi che ancora persistono a distanza di anni”, è cominciato così l’appello di Papa Francesco contro gli abusi perpetrati dai pedofili nonché preti, ripreso da Repubblica un paio di mesi fa. Questa ferma condanna contro gli abusi di sacerdoti pedofili è la prefazione che il pontefice ha dedicato a un libro di denuncia, “La perdono Padre”, scritto da un ex seminarista, Daniel Pittet, abusato da un religioso. Quando Pittet nel 2015 gli raccontò la sua storia, il Papa pianse.

La campionessa paraolimpica Bebe Vio ha denunciato gli autori di un post su Facebook contenente offese nei suoi confronti. “Ci vuole una risposta decisa a questi comportamenti”. Bebe non nasconde la sua amarezza: “Sono anni che do tutta me stessa e lotto per gli altri. Sono delusa perché mi fanno tristezza le persone che usano il web per insultare”. La pagina, su cui Bebe Vio è stata addirittura minacciata, è stata rimossa col supporto del Codacons.

Maria Rita Logiudice invece si era laureata col massimo dei voti in Economia, e aveva poi confidato ai suoi colleghi di corso di essere figlia e nipote di potenti boss della ‘ndrangheta di Reggio Calabria: da qui l’isolamento, l’emarginazione e l’esclusione, che l’hanno portata a togliersi la vita domenica scorsa. “Maria Rita isolata dopo aver rivelato chi era”: è l’accusa del procuratore Cafiero De Raho. “Si era fatta strada con la propria onestà. Siamo tutti responsabili di questa tragedia, non siamo stati capaci d’integrarla… abbiamo perso tutti quanti!”.

La Derlikon Graziano, un’azienda metal meccanica di Rivoli (Torino), aveva licenziato (cambiando poi idea) un operaio 55enne, rientrato in fabbrica otto mesi dopo un trapianto. “Mi avevano visitato e dichiarato inabile, costringendomi a 3 settimane di ferie, prima di ricevere la lettera di licenziamento”. Fim, Fiom e Uil stavano sul punto di proclamare uno sciopero di due ore su tutti i turni di lavoro. S’è trattato di un terzo caso similare, dopo quello di due delegati Fiom, nei siti di Buri e di Sommariva del Bosco, nel cuneese.

Un paio di settimane fa l’Ue ha chiesto alla Russia il rilascio senza indugio dei manifestanti pacifici arrestati durante le iniziative organizzate in varie città della nazione dal Movimento di protesta contro la Corruzione, ispirate dal leader dell’opposizione, Navalny, anche lui arrestato. Perfino la Casa Bianca ha condannato i fermi, definendoli un affronto alla Democrazia, chiedendo al governo russo di rimettere subito in libertà i manifestanti, e dicendosi preoccupati per il caso Navalny a un anno dalle elezioni presidenziali russe, alle quali il blogger aveva annunciato di voler partecipare.

Sono oltre 250 i morti accertati per la valanga di fango che ha investito la città di Mocoa, 500km a sud di Bogotà, in Colombia. Più di 200 le persone disperse, i feriti sono risultati circa 400. 300 le famiglie colpite e 17 i quartieri danneggiati, mentre 25 abitazioni sono state completamente distrutte. Nella notte tra sabato e domenica scorsi i soccorritori hanno sospeso le ricerche dei dispersi per mancanza di energia elettrica. A causare la calata di fango in una zona tra le più povere del paese, le piogge torrenziali degli ultimi giorni sulla Colombia, che hanno fatto straripare tre fiumi. Schierati un migliaio di militari e dichiarato lo stato di calamità…

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