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updated 8:59 PM CET, Feb 27, 2020

La prevenzione da curare

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Il terrorismo psichico lo si attua anche per mezzo della vaccinazione, una tematica che va a toccare una fascia debole come quella identificabile in ogni bambino.

Occorre prendere quindi delle decisioni non condizionate dalla proliferante divulgazione per mezzo dell’ambiguità rappresentata dal mondo dei social network, privo in fondo di professionisti e istituzioni.

Ci vuole una sensibilità etica, che si distingua non per scelte individuali.

Insomma v’è un problema di cultura fintantoché un bambino non vaccinato si relaziona comunque socialmente.

Serve una tutela reciproca da chiarire costantemente, con risposte rassicuranti; misurando le ansie dei genitori con una comunicazione facile e immediata, e far orientare così l’intera società, amando sempre dichiarare delle posizioni lungimiranti, specie in ambito amministrativo.

A tale scopo è intervenuto anche il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, sostenendo che “sulla salute pubblica bisogna essere rigorosi, perché chiunque può comportare conseguenze maestose”.

Abbiamo a che vedere con una conquista importante della medicina, il vaccino, che riduce tantissime malattie ai minimi termini, eppure esso sta diventando pericoloso, come per esempio nei casi di morbillo, che a fronte di un calo della vaccinazione nel 2016 sono aumentati del 25% rispetto all’anno precedente.

Dunque ci mancano i morti per prendere i dovuti ripari?

Di certo bisogna rivolgersi a degli esperti per trattare nuovamente la questione delle vaccinazioni in epoca moderna, in cui v’è una recrudescenza delle malattie infettive a livello mondiale.

Tornando al morbillo, nel 2014 si sono registrati in Italia 1686 casi, il numero più alto in Europa.

Il 24 aprile 2015 il governo italiano, forte del consenso degli specialisti in materia, ha approvato una mozione per favorire il vaccino; nonostante una virulenza e una complicanza d’analizzare in particolare dal 2012, a seguito di episodi di cronaca che hanno letteralmente terrorizzato troppi nuclei familiari a scapito dei più piccoli.

Il tribunale di Rimini del suddetto anno ha riconosciuto, parzialmente, la forma d’indennizzo per una famiglia a causa di una vaccinazione difettosa; stesso discorso in quel di Torino, con l’aggiunta della condanna rivolta al medico per un farmaco cortisonico non somministrato.

Il Codacons durante la disamina della spending review ha addirittura sospeso le vaccinazioni per decretare un forte risparmio sanitario, a causa a suo dire di una possibile contaminazione della produzione.

La mancata risposta ai requisiti standard induce al rifiuto di vaccinarsi, con l’epidemia dell’influenza già passata e milioni di dosi buttate.

Una Commissione d’Inchiesta interna al Senato sta tuttora studiando la relazione tra il vaccino e le patologie tumorali di cui soffrono i militari italiani all’estero, per venire a capo della credibilità in seno alle strategie; esaminando perciò miti, storie e realtà al fine di determinare la veridicità dei fatti odierni di cronaca.

Nel gennaio del ’74 venne pubblicato in Inghilterra un articolo sull’encefalopatia e il vaccino contro la tosse, che suscitò scandalo in tutto il mondo, ma successivamente diversi studi hanno riconosciuto la falsità circa una ipotesi di malattia derivata e riconducibile al cervello.

E comunque, ci vuole un vaccino con la tossina dell’ipertosse, specialmente quando un bambino si manifesta con un pianto esagerato, in aggiunta alla diminuzione del tono muscolare…!

La correlazione tra vaccinazione e morte improvvisa a proposito dei minori è al massimo temporanea, data appunto una distorta valutazione di dati; amplificata con un altro articolo di giornale che ha fatto storia, che si riferì invece alla correlazione tra l’autismo e i danni all’intestino.

Trattasi di una farsa anche la correlazione tra il virus h1 e la patologia generica deteriorante gli arti inferiori, oltre che tra la sclerosi multipla e l’epatite b, e senza contare quella mai confermata tra il mercurio e lo sviluppo neuropsicologico, specie adesso che il mercurio è stato eliminato del tutto…!

Si sono creati movimenti culturali contro le vaccinazioni, con una rapidità comunicativa incresciosa ma travolgente, tale da demotivare a partire dal 2009 il 30% e poi il 35% degli adulti; una sorta di pessimismo che s’è rispecchiato nel 39% dei bambini otto anni fa, e nel 56% successivamente.

Intanto, in un anno si è registrato un aumento del virus influenzale per il 18% dei bambini e per il 5% degli adulti.

I vaccini sono sostanze estranee all’organismo che producono di certo allergie se non ci s’impegna a studiare la fenomenologia insita ai bambini per stabilire il livello di rischio e proseguire correttamente con la terapia… nel 99% dei casi allergici v’è una reazione cutanea, perciò lo choc anafilattico è rarissimo, quindi bisogna distinguere le allergie dalle pseudo, anche a seguito dell’appuramento delle prime.

Può succedere di rilevare degli spasmi con perdita di conoscenza, episodi da isolare facendo perno sulle crisi d’ansia, sulla diminuzione dei battiti cardiaci e sui carichi di diarrea per irritabilità; sta di fatto che v’è uno stimolo doloroso che precede la febbre, e per lo 0,2% delle reazioni sistemiche si ricorre a una vaccinazione in strutture tanto protette quanto speciali.

L’obiettivo inerente alla vaccinazione è anche quello di arrivare in futuro a debellare l’agente patogeno come col vaiolo, ma in supporto di un’educazione pubblica e pressante in una realtà aperta alla confluenza multietnica.

Capita in effetti che la politica s’interessi della sanità, per un fare che si spera non sia esclusivamente propagandistico… vedi Renzi che bacchetta Emiliano in odore di primarie Pd, per una posizione da prendere in definitiva sul tema delle vaccinazioni in Puglia, come se il presidente della Regione appoggiasse invece il M5S.

Ma, sul serio, cosa si deve fare per ribadire l’importanza delle vaccinazioni?

I dati si falsificano giacché i medici vengono foraggiati da avvocati capaci addirittura d’intentare una class action contro il vaccino, com’è successo negli Stati Uniti; ciononostante bisogna impegnarsi quotidianamente su questo tema e sulle affinità, con indicazioni precise per rasserenare le famiglie.

In Puglia non v’è pericolo, le vaccinazioni hanno raggiunto l’80% nel brindisino.

Il dilemma è: malattia sì o malattia no?

V’è un evento naturale, fondamentale, che rientra nel contesto immunitario, già dai tempi degli antichi egizi… se uno si beccava il morbillo l’organismo riproduceva anticorpi.

Se non si comprende il fenomeno della vaccinazione allora non si andrà mai incontro a un problema di ragguagliamento dei profitti come delle perdite… d’impresa!

Abbiamo a che fare con due tipi d’immunità: naturale e artificiale.

Per quella naturale occorre fare un ulteriore distinguo, tra l’attiva e la passiva, orbene: se la prima si attua superando la malattia, la seconda si trasmette di madre in figlio.

Anche l’artificiale, ossia quella creata dall’uomo, è attiva (per mezzo di una tossina da trattare in una certa maniera per non produrre malattie), o passiva (con l’innesto di anticorpi, ossia eserciti di batteri che contrastano l’agente patogeno, somministrati, preformati su vari animali, per un massimo di quattro mesi di durata).

Nel ‘700 si scoprì il vaiolo bovino, che colpì l’uomo in modo leggero ma tanto da creare degli anticorpi per il vaiolo letale.

E’ importante quindi approcciarsi al principio degli anticorpi, coinvolgendo il sistema scolastico con insegnanti culturalmente appassionati e originali, che facciano inglobare il pensiero della vaccinazione agli studenti, per un benessere radicale, che lo stesso sistema sanitario fatica a concepire, date delle spese che variano eccessivamente soprattutto per l’epatite a e b, dal nord al sud.

Poliomelite, tetano e difterite “andrebbero” ritenute inesistenti oramai.

Ci sono pochissime denunce di malattie infettive, essendo stagionali e localizzabili semmai… per esempio la scabbia, collegabile a ceti problematici dato lo scarso igiene pubblico.

Per quanto concerne l’obbligatorietà, praticamente essa non persiste, avendo a che vedere con qualcosa d’estremamente effimero per via della libertà d’espressione; con l’imposizione sanitaria in generale ch’è stata resa perennemente discutibile, dovendo fidarsi degli operatori sanitari ma senza poter richiedere di frequente una specifica calendarizzazione del vaccino, e coi certificati pediatrici da rivelare in primis.

Per paradosso, parlando di ogni singola malattia si rischia di perdere del tempo prezioso.

Pensiamo comunque alla poliomelite, che riduce la spina dorsale fino alla paralisi: lo Stato deve essere il maggiore sponsor del vaccino in questo caso, i costi sono elevatissimi.

I ceppi influenzali sono infiniti, al cospetto degl’inappuntabili studi epidemiologici… sta di fatto che i più giovani e i più anziani se colpiti al cambio di stagione rischiano eccome la vita.

Meno malattie si hanno, più lo Stato risparmia, e soprattutto a livello assistenziale (per la specializzazione ci sono operatori che possono venir pagati 7mila euro al giorno!).

Nel campo delle vaccinazioni suppergiù obbligatorie, rientrano malattie quali l’antiemofillus, o una sottovalutata quale è il tetano, che per preoccuparsi basta un ramoscello che spunti dal terreno e incida la pelle, specie a chi lavora magari nelle stalle; oppure la difterite.

Le donne devono stare molto attente se si beccano per esempio la rosolia in gravidanza, senza contare i casi di sterilità per varicella.

Il vaccino per il papilloma virus eviterebbe il tumore al colon dell’utero, e non è più a pagamento… la maggior parte degli aborti sono dovuti proprio da spermatozoi infetti dal papilloma virus, quindi questo vale anche per gli uomini.

La gratuità è stata da poco concessa anche per l’antipneumococco e lo spauracchio della meningite.

E poi, occhio sempre all’epatite a, che in Puglia col vaccino è stata quasi debellata.

Insomma, servirebbe un’informazione densa di buoni propositi, perché le belle notizie devono persistere in materia.

In Emilia Romagna come in Toscana la vaccinazione risulta ancora obbligatoria per legge, ma v’è una regionalizzazione della Sanità dura da equilibrare dato il libero arbitrio da rispettare in una società da ricompattare per fini quantomeno sanitari, con gli adeguati controlli sulle motivazioni di contro; e difatti il 20% della popolazione in quel di Brindisi e dintorni non vaccina, trattandosi perlopiù di genitori che vanno ascoltati prima di convincerli sulla buona causa, un tempo sollecitata dalle forze dell’ordine per il bene dei giovani fino ai venti anni di età, e con le madri che se non firmavano il consenso per i più piccoli venivano richiamate dal giudice.

La confusione su questo tema non la si può aumentare spingendo a riflettere sulle sentenze della Corte Costituzionale, della serie “Il diritto allo studio viene prima di quello alla salute”; servirebbero imposizioni indirette (i bambini in Emilia Romagna vengono iscritti a scuola a patto che abbiano fatto il vaccino!), alla luce di un semplice fatto: più forte sei fisicamente e meglio è per lo spirito che bisogna avere nel vaccinarsi. 

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