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updated 1:38 PM CET, Nov 16, 2018

La ragione che va a farsi benedire

LUrloDiMunch

La perfezione si ottiene lavorando per il raggiungimento di uno scopo per volta, senza angosciarsi stabilendo degli orari; nel corso di una vita che amareggia se non si dà retta alle proprie debolezze che comportano degli errori necessari per crescere e tenere testa alla speranza di fare nuovamente qualcosa, a patto che ci sia un organo sul serio preposto ad aiutare in tal senso, contattando delle aziende per il bene del singolo individuo, per caratterizzare il mito moderno e narrabile nella realtà tendente a smaltire dei vissuti velocemente come la metro che tanti soggetti prendono al volo ma alla cieca.
Quando si dispera, bisogna ricordare che non ci troviamo da soli, che qualcuno prima o poi ci tende la mano, purché si ricominci dall’indispensabile per vivere e stare bene in un luogo gradevole se ricercato con la consapevolezza che tutto il mondo più o meno è dissestato, una condizione percepibile addirittura anche nei paesi scandinavi, dove un qualsiasi contatto amplifica desideri certi, basati su illustrazioni fiabesche di collettivi non più irraggiungibili.
Si sogna pregando per una nazione che non inganni i suoi cittadini, però questi ultimi se assistiti hanno dopo di che impegnarsi per confermare della fiducia reciproca.
In realtà dipendiamo da una continua propaganda elettorale, per la quale la ragione va a farsi benedire dato che ogni componente della cosa pubblica pecca di giudizio, perdendo tempo ogni volta a costituire un nemico lungo una linea politica; come degli acrobati di vecchio stampo o come dei pagliacci di ultimo grido.
Serve lasciar fermentare le promesse, pazientando per lo sviluppo di leggi approvabili, non complessando la forza di volontà, fondamentale per ridare dignità al cittadino che sta perdendo di vista la realtà che, ribadisco, si rispecchia nello spazio che si deve giustamente concedere a delle scelte politiche di carne e fiato di soggetti passivi; altrimenti l’opinione pubblica non avrà mai dei riferimenti per colorarsi.
Il buonsenso nell’agire si accentua sapendo comunicare opportunamente anche una banalità che diventa tale se non si stringe la mano agli avversari; a tutti coloro che devono sortire l’effetto di fermare il tempo lanciando il guanto della sfida, cadente poi leggiadro su piani strategici, interessanti se mettono in ballo i gusti della gente che si sta stancando di chiedere di lavorare a imprese che strumentalizzano ancor prima di assumere, controllando quel che passa sulla strada per comprendere quali sono gli animi fumantini che possono tuffarsi nel calderone dei compromessi.
Chi si occupa di affari deve averci il piglio effettuando nient’altro che delle compravendite, senza che si spacci per un promotore artistico rapito, sedotto e abbandonato dalla dea bandata per svolgere un’attività volontariamente, fino a migliorare l’umana condizione, senza però che gli si richiedano degli straordinari, col rischio di non rientrare nell’acume legislativo, sovrastando l’assetto civile per farlo immaginare fantastico agli sprovveduti addirittura.
Quelli che si prodigano diversamente, magari amministrando un paese, devono essere messi a corrente del suddetto principio per un’attitudine professionale ricorrente, propiziatoria di buoni esempi; assicurando sull’onestà tramite le buone maniere, non rievocando la violenza, a scapito della memoria collettiva, che piuttosto va risaltata per sentirla complice, rappacificante.
Difatti, usando il garbo, la realtà s’intensifica, e si agevola la solidarietà tra tanti, troppi individui soggetti al pregiudizio e cioè all’estraneità perenne.
Una risposta certa, positiva o negativa che sia, si fonde su comportamenti ambigui, avendo accettato più volte l’incoerenza, ridimensionando così l’umanità assorbita già da oggetti illuminanti, che ci distolgono dal riserbo che dobbiamo nutrire per meravigliare con i sentimenti.
Lo stress aumenta assistendo agli spostamenti d’individui privi di personalità, indecisi e capricciosi tanto da decretare la maleducazione, inducendo a improvvisare e a proclamare indipendenze malsane, releganti la passione che ci vuole per produrre qualcosa d’importante nuovamente.
La massa annoia, oramai dedita all’approssimazione, accontentandosi di sopravvivere.
Non ispira più a seguito di una condizione spirituale che ha perso la cognizione dell’essere, libera di vendersi al peggior conservatore, che promette di tutelare un tessuto civile impossibilitandolo col terrore.
Eppure un divenire di successo si manifesta troppo spesso senza il benché minimo sforzo, da sé; essendo imprigionati in questioni da risolvere stringendo i fondamentali, e non da caldeggiare lanciando in aria gli strumenti per lavorare l’attualità, che prevede la gestione ben dettagliata di troppi talenti, per non pensare più di giocare a fare la guerra, con un tono autorevole ma privo di dignità.
Ultima modifica ilLunedì, 05 Novembre 2018 16:11

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