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Misteri in caduta libera

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Misteri in caduta libera

ImmaginePaul Manafort, il manager che ha guidato la campagna di Trump, e Rick Gates, imprenditore legato al tycoon, alla fine di ottobre si sono consegnati all’Fbi. Contro di loro, nell’inchiesta Russiagate, 12 accuse tra cui cospirazione anti-Usa, riciclaggio e frode fiscale. Rischiano decine di anni di galera. Entrambi ai domiciliari, con cauzioni da 10 milioni di dollari per Manafort e 5 per Gates, si sono dichiarati non colpevoli. Le accuse riguardano fatti avvenuti dal 2005 al 2017. Sui conti offshore di Manafort sono passati 75 milioni di dollari. Si è dichiarato invece colpevole George Papadopoulos, volontario per Trump. “Storie vecchie, nessuna collusione” aveva twittato il presidente Trump.

Steve Bannon ha perso la testa. Così Trump sull’ex stratega della Casa Bianca, dopo le anticipazioni del libro di Michael Wolff “Fire and fury: inside the Trump White House”, già in cima alle classifiche di vendita Amazon una settimana prima dell’uscita del cartaceo. Bannon aveva (già, aveva!) definito sovversivo e antipatriottico l’incontro durante la campagna elettorale tra il primogenito di Trump e i russi alla Trump Tower, insinuando che lo stesso Trump potrebbe aver incontrato i russi. False informazioni, sostiene Trump. I suoi legali hanno poi inviato una lettera di diffida a Bannon accusato di aver fatto dichiarazioni denigratorie e diffamatorie…!

Invece dalle nostre parti, in pieno agosto scorso, la Procura di Roma aveva esaminato le carte inviate dal Csm sull’audizione della Pm modenese, Musti, circa il caso Consip-Cpl-Concordia. Musti aveva definito a quanto pare il capitano del Noe, Scafarto, “spregiudicato”, come il colonnello “Ultimo” (il primo indagato), e in coro avrebbero detto “Lei può far esplodere la bomba, arriviamo a Renzi”. “Ho sempre svolto le indagini con lealtà, e mai per fini politici, né ho mai parlato di Renzi” aveva replicato Ultimo. “Non ho dichiarazioni” aveva detto Tiziano Renzi. Per il ministro Orlando, data l’inchiesta non era opportuno intervenire. Il Pm Woodcock è risultato indagato per falso in concorso, con Scafarto, nell’ambito della vicenda. Secondo il ministro della Difesa, Pinotti, le dichiarazioni del colonnello De Caprio sul caso Consip erano d’attribuire a lui personalmente e basta, non certo all’Arma dei carabinieri; dopo quanto affermato da De Caprio in risposta a chi in particolare dal Pd ha parlato di piano eversivo. “Stiamo sereni tutti, non abbiamo mai voluto contrastare Renzi o altri politici” aveva ribadito De Caprio. Il comando generale dovrà sempre valutare l’opportunità di tali parole, ha avvertito la Pinotti. De Caprio, conosciuto come “capitano Ultimo”, aveva anche affermato che l’unico golpe è quello contro i cittadini, senza casa né lavoro…

Accusa a Bankitalia di aggregazione di banche in difficoltà: in Commissione parlamentare d’inchiesta sulle banche, secondo il capo della Procura di Arezzo, Roberto Rossi, coordinatore del pool di toghe titolari delle inchieste su Banca Etruria, per Bankitalia la Popolare di Vicenza era un partner di elevato standing ai fini della fusione con l’istituto toscano, il cui vicepresidente, Pierluigi Boschi (…), non ha mai partecipato a delibere per concedere finanziamenti che fondano il reato di bancarotta. “Sulla vigilanza non vorrei esprimere giudizi. Atteggiamenti contrastanti e divergenti di Banca d’Italia e Consob”. Banca d’Italia ha dichiarato di non aver mai sostenuto il matrimonio con Popolare di Vicenza, dopo quanto emerso nel corso della Commissione d’inchiesta parlamentare sulle banche.

E senza contare che per più di otto mesi Igor il Russo, colui che ha ucciso il barista di Budrio, Davide Fabbri, e la guardia ecologica volontaria, Valerio Verri, è stato in fuga, con la Procura di Bologna convinta che qualcuno l’avesse aiutato durante la caccia all’uomo che l’Arma dei Carabinieri scatenò nel Ferrarese lo scorso aprile. Igor Vaclavic risulta ora colpevole di svariati omicidi, difatti al momento della cattura in Spagna ha fatto fuori altri soggetti tra guardie e civili, con la Procura di Bologna che in precedenza ha indagato sulla rete di controlli, una decina di nomi di cui 5 fortemente sospettati, che l’omicida si era creato in zona e che potrebbero averlo aiutato a nascondersi o a fuggire all’estero.

E se vi dico che la mente degli attentati di Barcellona e Cambrils di agosto era stato un informatore dei Servizi Segreti spagnoli? La notizia, diffusa da El Pais, è stata confermata poi dal governo di Madrid. Abdelbaki Es Satty era stato avvicinato dall’Intelligence mentre nel 2014 si trovava nel carcere di Castellon per traffico di droga. Non è stata resa nota la durata della collaborazione. Es Satty è morto il 16 agosto, nell’esplosione del covo di Alcanar utilizzato dal commando, dove stava assemblando due furgoni bomba con bombole di gas e il devastante, quanto difficile da maneggiare, Tatp, l’esplosivo conosciuto come Madre di Satana.

Ultima modifica ilMartedì, 09 Gennaio 2018 19:26

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