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updated 10:05 PM CEST, Oct 23, 2018

Misteri in caduta libera

ImmagineA marzo, l’ex presidente francese Nicolas Sarkozy è stato fermato e interrogato a Nanterre nell’ambito delle indagini sui presunti finanziamenti libici legati alla campagna elettorale del 2007.
Lo aveva riportato il quotidiano Le Monde sul suo sito internet.
Per la prima volta Sarkozy è stato interrogato su queste accuse, dopo l’apertura dell’inchiesta nel 2013.
Dopo uno stato di fermo di 48 ore, poi Sarkozy si è presentato davanti al magistrato.
Al centro dell’inchiesta sui presunti finanziamenti dell’allora dittatore libico Gheddafi, ci sarebbero bustarelle per 5 milioni di euro.
Ascoltato anche l’ex ministro dell’Interno francese, Hortefeux.
E sono almeno 150 i diplomatici americani e degli altri Paesi occidentali che hanno lasciato la Russia, stando all’annuncio del ministro degli Esteri, Lavrov, sostenendo che tutto è stato speculare nel numero di chi ha lasciato la nazione.
Cacciati per ogni Paese tanti diplomatici quanti sono stati quelli russi espulsi.
Solo gli Usa ne hanno espulsi 60, mentre gli altri 25 Paesi alleati un numero variabile da 2 a 4.
La Nato ne ha mandati via altri 7 per il caso dell’ex spia russa avvelenata in Gran Bretagna.
Per il Dipartimento di Stato americano non c’è giustificazione. “L’Italia purtroppo è tra i Paesi che si sono fatti ingannare sul caso Skripal, unendosi alla decisione d’espellere diplomatici russi per solidarietà con la Gran Bretagna, ma in mancanza di prove della colpevolezza di Mosca”, lo ha detto il portavoce del ministro degli Esteri russo, Maria Zakharova.
L’ambasciata russa in Italia ha commentato l’espulsione di due funzionari, affermando che per Mosca è stato un gesto d’inimicizia in netto contrasto con la plurisecolare tradizione delle buone relazioni tra i due Paesi; auspicando infine che il nuovo governo voglia perseguire una politica di sostegno al dialogo costruttivo.
Intanto, il presidente americano Trump ha lanciato un monito a Mueller, lo speciale procuratore che indaga sul Russiagate, citando il suo ex avvocato John Dowd.
Questo non è un gioco. Stai intralciando il lavoro del presidente degli Usa” ha twittato Trump ripetendo quanto disse Dowd a Mueller un paio di mesi fa.
Tra la Nord Corea, la Cina, il Medio Oriente e molto altro non c’è molto tempo a pensare a questo, soprattutto perché non c’è alcuna collusione russa” ha rincarato Trump dopo che, secondo il Washington Post, Mueller avrebbe evocato un ordine di comparizione per il presidente davanti a un Gran Jury nel caso si rifiutasse definitivamente di testimoniare.
Senza contare le migliaia di persone in strada a La Valletta, capitale di Malta, per chiedere verità e giustizia oltre sei mesi dopo l’omicidio della giornalista cinquantatreenne e blogger Daphne Caruana Galizia.
Il corteo è stato organizzato dai gruppi Amturi e #OccupyJustice, sull’onda delle rivelazioni relative al “progetto Daphne”: 45 cronisti di 18 media di tutto il mondo hanno lavorato sui documenti lasciati dalla reporter uccisa il 16 ottobre 2017.
Criminali, bugiardi, il vostro posto è in prigione!” hanno scandito i manifestanti chiedendo la verità.
Da noi, un’autobomba collocata nell’auto in uso a padre e figlio è esplosa il mese scorso causando la morte di Matteo Vinci, 42 anni di Limbadi (Vibo Valentia), e il grave ferimento del padre Francesco, di 70 anni.
In un primo momento si era pensato a un incidente essendo l’auto alimentata a metano, invece s’è trattato di un attentato.
La bomba era stata collocata nel portabagagli.
Matteo Vinci era stato candidato nella lista “Limbadi libera e democratica” alle ultime comunali.
Il prefetto di Vibo ha poi convocato d’urgenza il Comitato provinciale per la sicurezza pubblica.
E ieri, la Polizia di Stato di Caltanissetta ha arrestato sei persone, tra cui l’ex presidente di Sicindustria, Antonio Calogero Montante, attualmente presidente della Camera di Commercio di Caltanissetta e presidente di Retimpresa – Servizi di Confindustria Nazionale.
Tutti sono stati posti ai domiciliari.
Fra gli arrestati vi sarebbero tre poliziotti che avrebbero fatto parte della rete di Montante, che spiava indagini di magistratura e polizia.
Le indagini sono a vario titolo, dai reati contro la P.A. alla corruzione passando per l’accesso abusivo al sistema informatico.
Un altro indagato è stato sospeso per un anno dall’esercizio dell’ufficio pubblico.
L’inchiesta che ha portato ai domiciliari Montante vedrebbe indagati anche ufficiali della Gdf, dei Carabinieri e della Polizia.
Si tratta di Giuseppe D’Agata (ex capocentro della Dia di Palermo), Diego Di Simone (ex sostituto commissario della Squadra Mobile di Palermo), Marco De Angelis (sostituto commissario alla prefettura di Milano) ed Ettore Orfanello (ex comandante GdF a Palermo).
Sospeso dal servizio il vice sovrintendente della polizia a Palermo, Giuseppe Gracetta.
Abbiamo recuperato un documento informatico nel quale erano annotati tutti gl’incontri di Montante con personaggi delle istituzioni”, spiega il p.m. Bertone.
Ultima modifica ilMartedì, 15 Maggio 2018 13:54

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