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Previsioni in crescita del Pil nell’anno in corso, stando al miglioramento dei dati economici con la pressione fiscale al 42,3%, rispetto al 42,9% del 2016. Scompare il calo dell’Irpef. “Cruciale tagliare il cuneo fiscale per ridurre il costo del lavoro”, così la premessa del Def, che ha ipotizzato inoltre l’utilizzo di 10 miliardi per la ricapitalizzazione precauzionale delle banche; un miliardo di tagli delle spese dei ministeri dal 2018 e la sostituzione delle clausole di salvaguardia con misure su spesa ed entrate. Non dovrebbero dunque aumentare le accise e le aliquote Iva. Per la lotta alla povertà 1,2mld di euro sarebbero in corso di distribuzione, mentre se ne prevedono 1,7 l’anno prossimo. La novità consisterebbe nel reddito d’inclusione per le famiglie povere. Tornando all’annientamento dell’aumento dell’Iva, il Governo ha confermato (ma è meglio dire promesso…!) l’impegno a disinnescare le clausole di salvaguardia col recupero di 19mld di euro grazie a misure di sul lato della spesa e delle entrate comprensive di ulteriori interventi di contrasto all’evasione. Dunque si dovrebbe poi andare avanti col processo di riduzione del carico fiscale che grava sui redditi delle famiglie e delle imprese, e il Def ha indicato una strada che profila una correzione dei conti nel 2018 pari allo 0,6% del Pil. Il deficit è stimato in forte calo l’anno prossimo (al 2,1%, mentre quest’anno è all’1,2%). Ottenuta la validazione dell’Ufficio Parlamentare di Bilancio.

Sta di fatto che il paese più felice del mondo è la Norvegia, che quest’anno ha scalzato dal trono la Danimarca; l’Italia è solo al 48esimo posto nella classifica del World Happiness Report 2017. Verso la fine di marzo la Social Foundations of World Happiness ha diffuso il quinto rapporto mondiale sulla Felicità, nel quadro del programma lanciato dall’Onu nel 2012. La classifica si basa su sei fattori: il pil per abitante, l’aspettativa di vita in buona salute, la libertà, la generosità, l’assistenza sociale e la percezione della corruzione all’interno delle istituzioni.

L’anno scorso si è stimato che il numero di viaggi con pernottamento effettuati dai residenti in Italia è pari a 66 milioni e 55mila: dopo 7 anni, per la prima volta, la variazione è positiva rispetto all’anno precedente (+13,7%). I dati vengono dal report Istat “Viaggi e vacanze in Italia e all’estero 2016”. Rispetto al 2015 la durata media dei viaggi si è ridotta leggermente, attestandosi a 5,4 notti (5,6 per quelli di vacanza e 3,5 per quelli di lavoro), per un totale di circa 356 milioni di pernottamenti.

E comunque, monito del presidente dell’Inps alla classe politica sulla questione dei migranti: “Non abbiamo bisogno di chiudere le frontiere, al contrario facendolo rischiamo di distruggere il nostro sistema di protezione sociale”. L’Inps ha eseguito una simulazione da oggi al 2040: se i flussi d’immigrati si azzerassero, nei prossimi 22 anni avremmo 73 miliardi in meno di entrate contributive, e 35mld in meno di prestazioni sociali, con un saldo netto negativo di 38 miliardi di euro per le casse dell’Inps (non tenendo conto forse, però, del costo dell’emergenza gravante sullo Stato).

Ma figuratevi se non mancano le note dolenti…! Ah, l’amministrazione Usa sta valutando d’imporre dazi punitivi del 100% sugli scooter Vespa e Piaggio, sull’acqua Perrier della Nestlè (che produce pure la San Benedetto), e sul formaggio Roquefort, in risposta al bando Ue sulla carne di manzo americana riguardante i bovini trattati con ormoni. Lo ha sostenuto il Wall Street Journal… stando alla decisione peserebbero le proteste dei produttori di carne di manzo che accusano l’Ue di non aver aperto abbastanza i propri mercati, e cioè come prevedeva l’accordo del 2009.

Inoltre, le autorità americane hanno accusato un ex dirigente dell’Audi (marchio di lusso della Volkswagen) di avere ordinato di programmare motori diesel in modo che potessero ingannare i test sulle emissioni. Sotto accusa v’è l’ingegnere italiano Giovanni Pamio, 60 anni, ritenuto dunque uno dei principali responsabili dello scandalo Dieselgate, ch’è costato alla Volkswagen più di 20 miliardi di dollari tra multe e spese legali. Pamio dovrà rispondere delle accuse di cospirazione, frode e di aver violato le norme ambientali degli Usa.

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