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updated 1:38 PM CET, Nov 16, 2018

Quando il totale si chiama Gente

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Se esponi un concetto oggi ti puoi distaccare di colpo dalla tua anima, consolidando invece una posizione che assumi dentro un contesto civile o, per meglio dire, catalogante.

Si continua ad avere fede passando il tempo in uno Stato discutibilissimo date le percettibili distinzioni di genere, che non vuole fare i conti con un’indole pseudonazionalista al momento di eleggere dei rappresentanti.

Escludendo coloro che volenti o nolenti migrano, non vi sarà mai modo di condividere il benché minimo successo; quando piuttosto si deve ricominciare dalla cordialità che comporta l’attenzione verso il Prossimo, e in un crescendo di sensazioni il desiderio di assistere a uno e più eventi, per poi attivarsi, convinti infine di appartenere a una questione tralasciabile senza poter dare la colpa agli altri.

Abbiamo in dote sbiadita della modestia nell’ammettere che possiamo fare di meglio, a forza di complicare la ragione diffidando del diverso prima ancora che quest’ultimo rifletta sulle cose che lo circondano.

Eppure la vita diventa difficile se ci dimentichiamo d’appurare una motivazione che può riguardare tranquillamente tutti quanti.

La maleducazione insorge per arrecare solitudine appena decidiamo di seguire più o meno un individuo venato di quell’odio che si prova per la gente stessa.

Ignari di come possa scattare un sentimento positivo, ci accontentiamo di notare che può arrivare il momento di unirsi tra esseri umani, aldilà dei piani strategici viene spontaneo insomma adeguarsi alle messinscene terrene, e cioè pensare per non impazzire.

Gli ostacoli spuntano per poter raffinare delle capacità con tutta una mente per progredire, e quindi con tutto uno stile per non passare indifferenti.

Quelli che godono nell’arrecarci dolore non si accorgono che in simultanea ci danno modo di credere nell’elemento della solidarietà, che diventa così necessario per vincere il domani, anche somigliando a degli anarchici, ma pretendendo stavolta rispetto, cortesia e progetti specie dagl’italiani, da una popolazione che sembra non richieda più un’ondata emotiva, bramosa di potere tanto da non riconoscersi nella realtà, ingiustamente, e cioè a scanso della meritocrazia (ecco perché le sconcertanti vicende di cronaca si preferisce scandagliarle fino a decretare delle giustificazioni, favorendo dei perfetti criminali!).

Per essere liberi bisogna responsabilizzarci, avere un coraggio tale per replicare in base a quello che realizziamo.

Nel caso cessasse la libertà di muoversi, diventerebbe un gioco da ragazzi scaricare le proprie responsabilità sugli altri… come se sospesi in un nulla di fatto, alla mercé dell’istinto che noi stessi illuminiamo spegnendoci.

Ma attualmente siamo nient’altro che alla ricerca di una concessione per fare ciò che si deve a tal punto da sentirsi in gabbia, cioè chiusi in un sogno stravecchio qual è appunto la libertà, a mescolare e rimescolare concetti basilari nel vuoto dell’onestà intellettuale.

Sono le diversità che non danno nell’occhio a sancire il più evidente tra i conflitti, avendo bisogno d’innumerevoli novità, ma da sistemare poi guarda caso per contemplare il mosaico del totale in cui siamo dapprima sprofondati.

Sembra che siano capaci di attendere a lungo solamente coloro che hanno perso con la Morte, e sono troppi coloro che si fanno attendere, senza contare che ci piace immaginare cos’avranno da raccontare!

Da qui si evince la propensione al patetico, che ci rende socialmente passivi e soprattutto in mancanza di una passione collettiva, cioè eterna!

La banalità incombe politicamente, a forza di ribadire da singoli individui un’opinione, impossibilitati a correggerci rispettando le letture altrui, e cioè con l’attivismo.

La serenità dipende da un posto che va riqualificato scandendo idee per il bene comune, ricominciando doverosamente a vigilare tra gli eventi culturali alla disperata ricerca di una sede apposita; come anche tra gl’istituti per la pubblica istruzione, per un servizio da svolgere mischiando sempre in allegria le nuove generazioni con le vecchie.

Affinché accessori, esperienze e addirittura le più intime confessioni siano alla portata di tutti, e specie delle creature in grembo possibilmente materno; che trattasi perlopiù di persone che sognano di rientrarci una volta conclamate delle diseguaglianze e provocate delle malattie ulteriori a forza di andare oltre la natura terrena, disconoscendo un genere di ballo che piuttosto comincia riflettendo sull’armonia che risulta assente, ovvero sul più bel mistero da sciogliere.

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