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updated 10:34 PM CET, Feb 21, 2020

Sanità: nord e sud a confronto

ospedale-2Ospedali promossi e bocciati, un’Italia spaccata in due. 

Secondo una recente classifica i migliori ospedali sono al Nord.

C’è l’eccellenza che resiste, nonostante tutto: Il San Raffaele di Milano, afflitto da scandali e debiti, è ancora il miglior ospedale italiano per qualità delle cure.

L’impressione che si ha quando si arriva è una notevole organizzazione, oltre che pulizia, segnaletica chiara, non c’è affollamento, confusione (neppure al pronto soccorso).

Quello che rende UNICA questa struttura inoltre, è l’attività di ricerca che viene svolta con professionalità.

Invece l’Ospedale Civile “Madonna del Soccorso” di San Benedetto del Tronto ha un primato: vanta il più basso tasso di mortalità nei primi trenta giorni successivi al ricovero per infarto miocardico acuto: il 2,2 %. 

Ad appena due ore di macchina, spostandosi dalle Marche al Lazio, si incontra  invece la struttura che registra i risultati peggiori: al “San Giovanni Evangelista” di Tivoli il 24,6 % dei malati muore entro il primo mese.

La media nazionale è del 10,3 %.

Tra le regioni che hanno una buona sanità, troviamo: Toscana, Veneto, Emilia e Piemonte che riescono ad assicurare un'assistenza adeguata, seppur tra alti e bassi.

Invece, ci sono la Calabria, la Sicilia, il Lazio, il Molise, la Campania dove la situazione è al di sotto del livello accettabile.

042401746-f5c900ea-4e9b-4e29-87b6-9ab0491ce4a0Soprattutto in Campania, dove in alcuni ospedali i dati sulla mortalità dei pazienti sono allarmanti.

Come al Federico II di Napoli.

In questa struttura nel 2003 lavoravano ben 3.463 persone, oggi solo 2.160, questa grave mancanza d’infermieri, porta un notevole disagio ai pazienti.

Mancano diverse unità per rendere accettabile e vivibile la situazione di un malato al suo interno.

Ad aggravare tutto, i medici qui lavorano 26 ore settimanali contro le 38 dei colleghi di altri ospedali.

Oggi ne servirebbero altri 800. La situazione è critica, direi al collasso, tanto che la via d’uscita è la chiusura dei reparti.

Eppure, il Federico II fino a pochi anni fa era il fiore all'occhiello della città di Napoli, ora è ai minimi termini e non c’è giorno o quasi, che non arrivano lamentele.

Per questo motivo, ci sono medici e personale che chiedono di andare in altri ospedali.

Sono 5 le strutture campane tra le peggiori 10 d'Italia. Alcuni dati sorprendono.

cervelloSe si guarda il tasso di cesarei, tra i 20 ospedali italiani che ne fanno di più ben 17 sono proprio campani.

Negli anni i ginecologi hanno convinto le donne che il parto chirurgico è più sicuro.

Così le cliniche incassano e i medici possono disporre del week end libero.

Le attività di emergenze stentano a decollare e lo stesso vale per cardiochirurgia e per gli ictus.

Servirebbero risorse per ristrutturare i padiglioni, acquistare nuove attrezzature e potenziare l’assistenza.

I letti per esempio sono vecchi, scomodi e non adatti ai malati, inoltre in una stessa stanza ci si può trovare un malato oncologico e uno di ortopedia.

E purtroppo non stiamo parlando di un film, ma la realtà del Policlinico Federico II di Napoli.

Questa è l’Italia delle mille sanità, dove ogni regione ha i suoi problemi, ma sicuramente facendo un rapido esame al nord c’è molta più cura e assistenza che al sud, anche se non è raro trovare strutture di eccellenza al Centrosud.

Ultima modifica ilMartedì, 29 Ottobre 2013 21:46
Dora Millaci

Poetessa e scrittrice, prolifica in modo particolare di racconti brevi. Grazie alla sua innata sensibilità e amore per il prossimo, riesce a scuotere la coscienza del lettore sui temi della sofferenza, della morte, della comprensione, della tolleranza e dell'amicizia. Ogni sua opera è unica e la sua “impronta” la si ritrova e la si riconosce anche nelle favole, poiché in ogni racconto c'è sempre una profonda morale. Col suo modo di scrivere semplice riesce a raggiungere il cuore del lettore, lasciandone alla fine un segno profondo.

Attualmente collabora con diverse riviste on-line e cartacee, oltre che condurre una piccola trasmissione radio sul web: Una voce per un aiuto.

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