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updated 10:34 PM CET, Feb 21, 2020

Si può fare ?

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L’attacco contro la base aerea siriana, da dove secondo Washington sarebbe partito il precedente raid chimico di Damasco a esclusivo e irreparabile danno degl’innocenti e che a quanto pare ha aperto finalmente le coscienze di tutto il mondo circa la complessità del conflitto in quella zona del Medio Oriente, è stato sferrato tra il 5 e il 6 aprile, a notte fonda. I bersagli erano gli aerei del sistema di difesa apposito e ciò che rende operativa la base. “Sulla risposta da dare all’aggressione ci consulteremo con gli alleati” ha dichiarato il ministro siriano dell’Informazione, Turjman. La tv di Stato siriana ha parlato di aggressione che, secondo l’esercito siriano, danneggia le operazioni contro il terrorismo. Secondo Damasco l’offensiva voluta da Trump ha causato 15 morti, 6 militari e 9 civili (tra i quali 4 bambini).

Pochi giorni dopo, secondo la Cnn che ha citato fonti militari, gli Usa hanno sganciato la bomba GBUG3 MAAB – Massive Ordinance Air Blast, conosciuta come “la madre di tutte le bombe”, sull’Afghanistan orientale, nella zona di Hangurhar, praticamente contro l’Isis. La bomba era stata sviluppata durante il conflitto in Iraq del 2003, ma mai utilizzata. E’ lunga 9,7 metri con un diametro di 10,2 metri, e pesa 10 tonnellate. E’ il più potente ordigno esplosivo non nucleare: la sua deflagrazione equivale all’esplosione di 11 tonnellate di tritolo. Guidata da un sistema Gps sull’obiettivo, è la prima volta che viene impiegata. Il portavoce di Trump ha poi confermato ch’è stata sganciata sui tunnel in cui i jihadisti del posto vanno avanti e indietro.

Gli Stati e le città americane devono rispettare le leggi federali, quelli che non lo faranno perderanno i fondi”, così il segretario alla Giustizia, Jeff Sessions, ha presentato alla Casa Bianca un provvedimento contro le città e gli Stati santuario che continuano a proteggere gl’immigrati senza documenti rifiutandosi di collaborare con l’amministrazione Trump che cerca di rafforzare le leggi sull’immigrazione. Tra queste ci sono San Francisco, New York ma anche lo Stato della California. Secondo la Cnn, il mese scorso l’amministrazione Trump ha chiesto formalmente un miliardo di dollari per i primi 99,7 km di muro col Messico.

E dalle nostre parti, che si dice, ma soprattutto che si fa?

Il 25 aprile si sono tenute a Roma manifestazioni separate per la Liberazione. La comunità ebraica non ha partecipato al corteo dell’Anpi che si è chiuso a Porta San Paolo per la presenza dei palestinesi, e si è riunita invece in via Balbo, oltre all’appuntamento con l’Aned in via Tasso. La sindaca Raggi e i governatori hanno aderito a tutte le iniziative per l’occasione. Omaggio al Milite Ignoto del presidente della Repubblica Mattarella, che poi ha visitato l’ex lager di Carpi (Modena); e del premier Gentiloni alle Fosse Ardeatine. A Milano c’è stato il corteo unitario, con Brigata Ebraica, palestinesi, sindacati, partiti e Anpi, e la presenza del sindaco Sala, del presidente del Senato Grasso e di personaggi della politica quali Bersani, D’Alema, Rossi e Pisapia.

Tornando a Roma, è stata presentata dalla maggioranza composta dal M5S una proposta di delibera per modificare lo statuto capitolino, all’insegna della “rivoluzione” della democrazia diretta. L’iniziativa del Campidoglio consiste nell’introdurre la possibilità di sviluppare petizioni online, sperimentando il voto elettronico per i referendum comunali. L’auspicio dei grillini sarebbe quello di passare da Mafia Capitale alla capitale della Democrazia Diretta…

A proposito della vicenda del gasdotto Tap in quel di Melendugno (Lecce), “Il Governo italiano è pressato enormemente dalle multinazionali”, n’è convinto il presidente della regione Puglia nonché candidato alla segreteria del Pd, Michele Emiliano, che lo ha affermato in un’intervista a “Radio Anch’io”. “Il Governo ha utilizzato le Forze dell’Ordine per risolvere una questione politica che non ha mai voluto affrontare ascoltando le popolazioni residenti nel Salento. E’ incredibile che questa storia debba essere regolata da un questore e da un prefetto. Il gasdotto lo si può fare in un altro luogo della Puglia, a circa una trentina di km di distanza e spendendo anche meno, ma il Governo s’è incaponito”. 

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