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updated 10:05 PM CEST, Oct 23, 2018

Terremoto sullo Stadio della Roma, 9 arresti e 16 indagati per corruzione

In manette finiscono, tra gli altri, il costruttore Parnasi e il presidente di Acea Lanzalone.
Indagati anche Ferrara (M5S) e Vaglio, presidente dell’Ordine degli Avvocati di Roma.
Non c’è pace per i tifosi della Roma.
Dopo un inizio di Calciomercato con i fiocchi, qualcosa doveva rovinare gli entusiasmi anche questa volta.
Questa mattina, infatti, nell’ambito di un’indagine coordinata dal procuratore aggiunto di Roma Paolo Ielo, definita Operazione Rinascimento, sono scattate le manette per nove persone.
L’accusa è quella di associazione a delinquere finalizzata alla commissione di condotte corruttive e di una serie di reati contro la Pubblica Amministrazione nell’ambito delle procedure connesse alla realizzazione del nuovo stadio della Roma.
Nel dettaglio, tre persone sono state condannate agli arresti domiciliari.
Le rimanenti sei saranno portate in carcere.
Nomi eccellenti compaiono nella lista dei Carabinieri: il vicepresidente del Consiglio regionale, Adriano Palozzi, Forza Italia, l’imprenditore, nonché costruttore incaricato del progetto, Luca Parnasi, l’ex assessore regionale Michele Civita, Partito Democratico e il presidente di Acea, Luca Lanzalone, il quale ha seguito, con altra carica, il dossier della struttura che dovrebbe sorgere in luogo dell’ex Ippodromo di Tor di Valle.
Nel registro degli indagati, in tutto 16, rientrano anche Paolo Ferrara, capogruppo del Movimento 5 Stelle in Campidoglio, Davide Bordoni, consigliere capitolino di Forza Italia, e Mauro Vaglio, presidente dell’Ordine degli Avvocati di Roma, vicino ai grillini.
La società AS Roma, come confermato da Ielo, non è direttamente coinvolta nella questione, se non come parte lesa, e per il club ha parlato il direttore generale Mauro Baldissoni, il quale non ha escluso di tornare entro breve termine nella capitale per seguire da vicino gli sviluppi della vicenda: “Non sappiamo ancora niente, lo abbiamo appreso questa mattina dalle agenzie”.
Sulla vicenda è intervenuto anche il vicepremier e Ministro dell’Interno Matteo Salvini: “Chi stava lavorando allo stadio della Roma ed è stato arrestato lo conosco personalmente come una persona perbene e spero possa dimostrare la sua innocenza”.
Non ha mancato di dire la propria la sindaca della città eterna, Virginia Raggi: “Chi ha sbagliato pagherà, noi siamo dalla parte della regolarità. Se è tutto regolare, spero che il progetto stadio possa andare avanti”.
Una volontà, quella del primo cittadino, esposta proprio ieri in un post (di cui l'integrale in foto sotto) su Facebook delle ore 17:15, nel quale la Raggi affermava, con piena soddisfazione, i grandi passi avanti fatti da Comune ed enti preposti sull’iter per l’inizio dei lavori: “Lo stadio a Tor di Valle si avvicina. Voglio aggiornarvi: ieri a mezzanotte è scaduto il tempo per presentare osservazioni al progetto. Ne sono arrivate 31. E già da questa mattina ci siamo messi al lavoro per rispondere nel merito. Non perdiamo tempo”.Post Raggi Stadio
La domanda, che tutti si pongono ora, è: Che fine farà lo stadio della Roma?
A metà luglio sarebbe prevista la delibera da inviare alla Regione per far partire i lavori.L’inchiesta rischia di portare allo stop dell’intero progetto modificato.
Il Campidoglio ha momentaneamente sospeso il progetto, ma ne sapremo di più al termine della conferenza stampa indetta per le ore 12:00 dalla Procura di Roma.
Ultima modifica ilMercoledì, 13 Giugno 2018 14:21

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