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updated 9:23 PM CET, Dec 17, 2018

Terrore estero

caòooo22222222222222A marzo, miliziani di Boko Haram avevano restituito alle famiglie le 110 studentesse rapite il mese prima a Dapchi, nel nordest della Nigeria.
Lo aveva riferito Sakhir Manzo, guidando un gruppo di supporto ai familiari delle studentesse sequestrate, e due genitori lo avevano riportato alla France Press:“Le ragazze sono state riportate su nove veicoli e lasciate fuori dalla scuola alle ore 08:00 di mattina”.
Il 18 febbraio a Dapchi una fazione del gruppo terroristico islamico aveva rapito le alunne, aventi tra gli 11 e i 18 anni.
Monito dei rapitori al momento del rilascio degli ostaggi: “Non mandate più le vostre figlie a scuola”.
Nel frattempo, blitz antiterrorismo tra Roma e Latina.
Gli agenti della Direzione centrale della polizia di prevenzione e la Digos avevano eseguito 5 fermi nei confronti di persone legate ad Anis Amri, autore dell’attentato a Berlino del 13 dicembre 2016, ucciso pochi giorni dopo in un controllo di polizia nel Milanese.
Addestramento e attività con finalità di terrorismo internazionale; e associazione per delinquere finalizzata alla falsificazione di documenti e al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina: queste sono state le accuse.
Effettuate poi una serie di perquisizioni nelle province di Latina, Roma, Caserta, Napoli, Matera e Viterbo.
E sarebbero due cellule legate all’organizzazione qaedista siriana Jahbat al Nusra quelle sgominate a maggio nell’operazione antiterrorismo di Polizia e Guardia di Finanza.
Arrestate 14 persone.
Una ventina di perquisizioni tra Lombardia, Veneto, Emilia Romagna e Sardegna… dalle indagini, le due cellule, che operavano in Sardegna e Lombardia, erano autonome ma avevano un punto di contatto: un soggetto che aveva rapporti con entrambi i gruppi.
Le Fiamme Gialle hanno scoperto un’associazione per delinquere composta da 10 siriani e finalizzata al riciclaggio e all’abusiva attività di erogazione di servizi a pagamento in diversi Paesi, europei e no.
Stati Uniti contro Russia dopo il sospetto attacco chimico di aprile in Siria, nella roccaforte dei ribelli siriani nel Ghuta, con cento morti e un migliaio di feriti. Tra le vittime anche bambini.
Per Trump, russi e iraniani sono responsabili per il sostegno “all’animale Assad”, con l’accusa a Obama di non aver rispettato la sua promessa d’intervenire contro Assad se avesse usato le armi chimiche.
Dopo la Siria, anche Mosca ha negato che a Duma sono state usate armi chimiche.
Intanto i miliziani siriani asserragliati a est di Damasco si sono arresi, e sono stati deportati nel nord del Paese.
Senza contare l’apertura negativa per le borse europee registrata il 19 giugno, dopo il tonfo delle piazze asiatiche penalizzate dai timori della guerra dei dazi tra Usa e Cina.
A Piazza Affari, l’Ftse Mib ha segnato -1,37% a 21797 punti.
Scarto Btp-Bund tedesco in rialzo a 220 punti in avvio, con rendimento del decennale al 2,57%.
Londra -1,05%, Parigi -1,15% e Francoforte -1,46%.
Euro a 1,1607 dollari e 127,92 yen in apertura dei mercati valutari europei.
La settimana scorsa un’esplosione ha scosso (guarda caso?) l’ambasciata americana a Pechino: ferito l’uomo che ha fatto esplodere l’ordigno, secondo la polizia cinese.
L’attentatore è un ventiseienne mongolo, tuttora in ospedale con una ferita alla mano.
Video diffusi sui social hanno mostrato la zona dell’ambasciata avvolta dal fumo.   
 

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