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Voto in Spagna: ole'

Flag of Spain.svgIl complessivo voto per il rinnovo del Parlamento spagnolo ha decretato l’estinzione del fenomeno politico caratterizzato dall’avvicendamento storico di due compatte realtà contrastanti; in questo caso della sinistra e della destra moderate, che, dalla caduta del dittatore Franco avvenuta esattamente quarant’anni fa, sono stati le autorevoli protagoniste della scena.

Alle elezioni si sono presentati per esprimere regolarmente una scelta il 73,20 % dei cittadini; alla fine ha avuto la meglio, solo formalmente, il classico partido popular del presidente del Consiglio uscente Rajoy, che si può ritenere ancora leader ma godendo di una non ampia percentuale di elettori fidati, ossia il 28,7%, tallonato dai socialisti di vecchio pelo del Psoe, che si fregiano del 22,01% dei favori, precedendo a loro volta di pochissimo i freschi seguaci di Podemos, che si attestano al 20,65%, ma dovendo tenere d’occhio la posizione di Ciudadanos, partito che si espone anch’esso per la prima volta a tutto spiano, ancorato al 13,93%.

Traducendo i dati, ai popolari andranno 122 rappresentanze individuali, a dir poco meno del minimo (se ne auspicano 176 se non più) che serve per governare una nazione come la Spagna serenamente.

Scorrendo all’indietro la praticità del riscontro, il Psoe si è assicurato invece 90 parlamentari, ventuno in più del neogruppo pseudo-comunista, comunque anticonformista, di Podemos che avrà di che scontrarsi all’interno dell’opposizione con quelli di Ciudadanos (l’equivalente del Ncd italiano, tanto per capirci).

Dal risultato finale si evince una situazione di complicata gestione anche se democratica: non persiste infatti, in buona sostanza, una voce predominante, senza contare la poca dimestichezza ch’emerge per far valere un legame tra le vecchie e le nuove generazioni in un determinato schieramento.

Inoltre, se il Pp è costretto ad allearsi con Ciudadanos e dall’altra parte il Psoe deve strizzare l’occhio a Podemos, si avrà comunque poco da cantar vittoria in proprio, a causa dell’impossibilità di raccogliere almeno 176 pedine.

Per Rajoy si prospettano dall’alba di oggi larghe intese da cogliere controvoglia per qualsiasi questione, per una tenuta governativa da rendere infrangibile seppur ipocritamente; tracciando un nuovo, difficile percorso per cui sarà indispensabile dialogare quindi, affinché si risolvano controversie sempre più scottanti, all’ombra dell’Ue.

Ultima modifica ilLunedì, 21 Dicembre 2015 19:47

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