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updated 7:27 AM CEST, Oct 21, 2019

Ag. FIFA Badia: Il nostro campionato è il più difficile

Calcio ItalianoINTERVISTA ESCLUSIVA

“Moviola in campo? Aiuterebbe gli arbitri”

Il campionato italiano sempre meno competitivo  e pronto, per la terza volta, a tingersi di bianconero, il calo del nostro calcio rispetto ai campionati europei e la nuova regolamentazione FIFA sono continuamente argomenti caldi durante queste settimane che accompagnano la serie A al traguardo finale.

Stamane la nostra redazione è riuscita a contattare telefonicamente l’Agente Fifa Riccardo Badia che gentilmente ci ha concesso un’intervista esclusiva in cui ha espresso il proprio parere su questi argomenti.

Iniziamo con un’analisi sul nostro campionato. Secondo lei, come si sta sviluppando la nostra serie A? È d’accordo con le Parole di Fabio Capello: “Ormai il campionato non è più competitivo?”

«Sicuramente, guardando i risultati delle nostre squadre in ambito europeo, la prima cosa che salta all’occhio è che non abbiamo un club tra le prime otto grandi d’Europa; se pensiamo che sono rimaste solo tre squadre in Europa League, di cui una uscirà sconfitta tra Juventus e Fiorentina, non si può che dar ragione alle parole di Fabio Capello»

A suo avviso quali sono le squadre “top” e “flop” di questo campionato?

«Tra le top è d’obbligo inserire la Juventus che per il terzo anno consecutivo si sta accingendo a vincere lo Scudetto, inseriamo tra le top anche la Roma mentre sicuramente ci si aspettava qualcosina di più da Inter e Napoli, salvo la Fiorentina vittima di diversi infortuni. Tra le squadre invece che stanno deludendo va menzionato il Milan.»

 Detto questo, si aspettava a inizio stagione il tracollo del Milan e l’ascesa della Roma?

«La Roma ha ingaggiato un grande allenatore come Rudi Garcia, all’interno si è instaurato un grande gruppo che gli ha permesso di ottenere grandi risultati, anche il Milan ha i giocatori che la rendono una grande compagine ma non ha trovato continuità e risultati.»

Quanto ha influito sul rendimento dei giallorossi il fatto di non disputare le coppe durante questa stagione?

«Certo con le squadre che adesso troviamo all’interno delle coppe, parliamo di trasferte in Turchia o nel Nord dell’Inghilterra, è chiaro che poter lavorare una settimana dopo l’altra è più semplice, però ricordiamoci che ci sono grandi club in Europa come Real Madrid, Chelsea, Barcellona o il Galatasaray di Roberto Mancini che pur giocando più competizioni portano a casa ottimi risultati. Quindi il non giocare coppe può aver favorito i giallorossi ma se una squadra è competitiva lo è su tutti fronti

Quindi, come vede il nostro campionato rispetto agli altri campionati Europei? L’Italia, negli ultimi anni è scesa molto nel ranking Uefa, c’è stato un calo nel nostro calcio o una crescita nel calcio estero?

«Il calcio estero è ovviamente in crescita, il campionato italiano non è il più bello ma il più difficile perché al suo interno anche le squadre che occupano gli ultimi gradini della classifica sono pronte e organizzate a battere le teste di serie. Negli altri campionati, invece, troviamo una differenza abissale tra le prime e le ultime in classifica, quindi i top club esteri sono compagini forti ma nei loro rispettivi campionati lottano con squadre nettamente inferiori, cosa che non succede in Italia. Nel nostro paese sì, il livello si è abbassato parlando delle cosiddette “Sette Sorelle”, mentre è rimasto invariato quello delle squadre medie, ciò fa si che vincere le partite diventa molto più difficile.»

Questo calo ha portato a uno scarso andamento  in Europa delle nostre società? Cosa pensa?

«Non è tutto da buttar via quello che le società italiane hanno fatto fino a ora in Europa; ricordiamo che la Juventus è uscita dai gironi di Champions League pur giocando bene, il Napoli è uscito pure ma facendo 12 punti in un girone di ferro: è la prima volta che accade nella storia, perché è veramente assurdo che una squadra esca dal torneo accumulando uno score simile. Abbiamo fatto meglio dell’anno scorso ma bisogna sicuramente migliorare

Passiamo a un altro argomento. Si parla molto di cambiamenti del regolamento calcistico (moviola, cartellino arancione, nuove normative sul fuorigioco) lei è favorevole? E se sì perché?

«Sulla moviola in campo sono del tutto favorevole, è una scelta già presa in sport come il basket, il football americano, il rugby e il tennis,  lì sta dando ottimi risultati, sicuramente nel calcio potrebbe essere un valore aggiunto che corrobora il lavoro degli arbitri, inoltre con questa innovazione si potrebbe anche evitare la figura del giudice di linea. Il cartellino arancione non è, a mio avviso, una buona decisione, ne esistono già due, quei tipi di falli che vengono definiti da “sanzione arancione” possono essere tranquillamente valutatati con il giallo o con il rosso. Le regole del fuorigioco che negli ultimi anni sono molto cambiate, adesso sono molto congrue al tipo di gioco attuale.»

Infine, relativamente alla regolamentazione calcistica, ci sono anche altre nuove idee che potrebbero scuotere quello che è il gioco nei 90 minuti: mi riferisco a espulsioni e sostituzioni a tempo, cosa ne pensa?

«A mio parere, queste nuove idee non andrebbero applicate perché si snaturerebbe quello che è stato il calcio per 150 anni

Ultima modifica ilMartedì, 19 Agosto 2014 18:09

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