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updated 1:03 PM CEST, Oct 23, 2019

Champions League, la Roma vince ma non basta. Liverpool in finale

Arbitro, sfortuna e ingenuità regalano il pass per Kiev agli uomini di Jurgen Klopp (all.re Liverpool).
All’Olimpico finisce 4-2 per i giallorossi.
Come nelle migliori trasmissioni, siamo giunti al momento dei saluti.
Purtroppo doveva esserci un’altra puntata, ma per motivi tecnici è stata cancellata.
La Roma esce da una Champions League disputata in maniera eccelsa, specialmente all’Olimpico, dove rimane imbattuta.
Partiti dalla terza fascia, i giallorossi sono stati sorteggiati in un girone di ferro, insieme a potenze calcistiche del calibro di Chelsea e Atletico Madrid, con un Qarabag che non ha mancato di dire la propria.
Tutti li davano per spacciati, eppure lo hanno vinto con risultati eclatanti.
Da ricordare, in particolare, sono le notti blues, con il pareggio in rimonta 3-3 a Stamford Bridge e il secco 3-0 rifilato agli uomini di Antonio Conte (all.re Chelsea) all’Olimpico.
Agli ottavi, resta memorabile quello stinco di Bruno Peres che, a Kharkhiv, salva il possibile 3-1 dello Shakhtar Donetsk allo scadere della partita di andata.
Al ritorno bastava un solo gol a qualificare i giallorossi ed Edin Dzeko non ha tardato a timbrare il cartellino, regalando i quarti di finale ai compagni.
La gioia più grande è di certo quella della Romantada contro il Barcellona.
Al Camp Nou, la squadra di Eusebio Di Francesco (all.re Roma) aveva perso sì 4-1, ma aveva disputato un match di alto livello, regalando lei stessa 2 reti agli avversari e subendo decisioni arbitrali palesemente errate.
Per passare erano necessari 3 gol in casa, senza subirne.
Sarà stata la consapevolezza di non essere così tanto inferiori ai blaugrana, l’atmosfera di uno stadio straripante di colori giallorossi, un Messi più piccolo del solito, fatto sta che il miracolo è stato compiuto, con gli indimenticabili gol di Dzeko, Daniele De Rossi e Kostas Manolas.
Poi ci sono stati quei maledetti 55 minuti di Anfield Road. Un blackout troppo lungo per certi palcoscenici, anche lì contornato da sviste arbitrali e che ha permesso al Liverpool di segnare 5 gol.
Certo, la traversa colpita da Aleksandar Kolarov trema ancora, ma i rimpianti sono davvero molti, considerando che in 5 minuti, nel finale di gara, sono state realizzate 2 reti dal solito Dzeko e da Diego Perotti su rigore.
Proprio quelle hanno ridato vigore e speranza a una tifoseria intera, che da subito ha creduto nella possibilità di rimontare ancora una volta.
Anche le coincidenze hanno fatto sorridere il popolo giallorosso.
Bisogna vincere 3-0.
La partita di ritorno si gioca in casa.
Nella conferenza stampa sono presenti Di Francesco e Radja Nainggolan.
Il giorno prima della partita ha diluviato nella capitale.
Insomma, tutto come contro il Barcellona.
Purtroppo il calcio può essere, oltre che bellissimo, anche crudele.
A sbloccare il match sono i reds con Mané, a seguito di una ripartenza dovuta a un retropassaggio errato di Nainggolan.
Il pareggio arriva pochi minuti dopo, grazie all’autogol di faccia di Milner.
Sembra che la fortuna stavolta sia dalla parte della Roma, ma non è così.
Dapprima il Liverpool trova il raddoppio con Wijnaldum, poi i giallorossi colpiscono il palo con il migliore in campo, Stephan El Shaarawy.
A conti fatti, i capitolini devono segnare 4 gol per andare ai supplementari e hanno a disposizione 45 minuti.
Impresa quasi impossibile, ma gli auspici sono dei migliori, dato che il 2-2 arriva a inizio ripresa con Dzeko.
Ma quando gli inglesi sembrano sulle gambe e tutta Roma inizia a credere che si possa fare un altro miracolo, ci si mette di mezzo il regista della partita, l’arbitro Skomina, il quale prima non concede un rigore sacrosanto per atterramento di Dzeko in area da parte del portiere Karius, in quanto il bosniaco sarebbe partito in fuorigioco (inesistente), poi non vede la "parata" di Alexander-Arnold sul tiro di El Shaarawy, che sarebbe valsa il penalty e l’espulsione del terzino inglese.
Infine, dopo il 3-2 di Nainggolan, al 93esimo, Skomina assegna il tiro dal dischetto ai giallorossi a una manciata di secondi dal termine.
Gol, 4-2 e una sola rete di differenza dai supplementari.
Tra la preparazione del penalty e un cambio effettuato nell’extra time dal Liverpool, il direttore di gara sloveno avrebbe dovuto concedere almeno un altro minuto di recupero.
Nulla di tutto questo.
La partita finisce subito.
Una beffa enorme.
Ma quello che rimane è il senso di appartenenza creatosi in questi giorni nei calciatori della Roma, l’orgoglio dei tifosi che hanno sempre creduto di poter realizzare un qualcosa di straordinario, anche quando sembrava tutto finito.
Questa non deve essere la fine di una cavalcata pazzesca, ma l’inizio di una nuova storia per i giallorossi.
È stata un’ultima puntata straordinaria, bella e commovente.
Gli artisti salutano il pubblico con le lacrime agli occhi, ricambiando i meritati applausi, con la speranza in fondo al cuore di darvi appuntamento a una seconda edizione, ancora più intensa e bella della prima.
Grazie a tutti voi, di cuore.
Sipario.
Ultima modifica ilGiovedì, 03 Maggio 2018 18:07

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