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updated 7:50 PM CEST, Oct 22, 2019

Champions League, le pagelle di Liverpool-Roma

Giallorossi belli nei primi 20 minuti del primo tempo e negli ultimi 10 della ripresa. In mezzo lo show del Liverpool. Dzeko e Nainggolan non mollano. Perotti segna su rigore. Salah versione pallone d’oro.
Ci risiamo.
La Roma avrà bisogno della seconda impresa consecutiva in questa Champions League per agguantare il pass per la finale di Kiev.
Come contro il Barcellona, infatti, serviranno 3 gol, senza subirne, per passare il turno contro il Liverpool.
I giallorossi partono con il piede giusto, nonostante Anfield Road sia da subito una bolgia.
Il pallone gira bene, il pressing è buono e le occasioni non mancano.
Addirittura Aleksandar Kolarov colpisce la traversa con un mancino potente, seppur calciato da fermo, dal limite dell’area di rigore.
Sembra poter essere la partita ideale per strappare un ottimo risultato.
Scatta il minuto numero 20 e l’interruttore della luce si spegne.
O meglio, si accende quello dell’uomo più temuto della serata, Mohamed Salah.
L’egiziano è un’ira di Dio.
Scatti, dribbling ubriacanti, assist e conclusioni a rete di pregevole fattura, ne fanno il man of the match per distacco.
Il primo gol è straordinario: sinistro a giro che leva le ragnatele all’incrocio dei pali difesi da Alisson.
Da quel momento, l’ex romanista mette a segno una doppietta sia alla voce delle marcature (a seguito delle quali non esulta) sia a quella degli assist.
Dopo più di 50 minuti di monologo, Jurgen Klopp, allenatore dei Reds, decide di tirare fuori il migliore in campo e la Roma ritrova vigore e convinzione, tanto da arrivare alla via della rete prima con Edin Dzeko, poi con Diego Perotti su calcio di rigore.
I capitolini, a quel punto, avrebbero l’inerzia della partita dalla loro parte, come dimostrato anche dalle smorfie preoccupate dei tifosi inglesi sugli spalti, ma è troppo tardi.
Finisce 5-2 per i padroni di casa.
 
Pagelle Roma:
Alisson 5.5: Non perché abbia responsabilità oggettive sui gol, ma 5 reti subite, purtroppo, non permettono di dare la sufficienza al portiere brasiliano. Qualche balzo felino, cui ci ha abituato, è venuto a mancare.
Fazio 5: Il Comandante compie in maniera impeccabile il suo lavoro nei primi 20 minuti di partita, sovrastando fisicamente i giocatori in maglia rossa, specie nei duelli aerei. Entra in crisi quando la velocità di palla e avversari aumenta sin oltre le sue possibilità.
Manolas 4.5: Il greco va nel panico più volte durante il match, specie in fase di disimpegno, finendo per inciampare sul pallone o sbagliare il passaggio ai centrocampisti. Firmino e Mané lo puntano costantemente, surclassandolo in velocità.
Juan Jesus 4: Nella mente ha ancora la partita contro il Barcellona dell’Olimpico e il modo in cui ha neutralizzato Lionel Messi. Peccato che Salah stasera sia molto più veloce ed efficace del talento argentino. Spesso il difensore brasiliano, su cui grava un’ammonizione rimediata nel primo tempo, non può far altro che tentare lo sgambetto sull’ex compagno di squadra, il quale lo salta di netto nella maggior parte dei duelli uno contro uno.
Florenzi 5: Insieme a Kolarov, avrebbe dovuto essere il rinforzo in più contro i velocisti in maglia rossa. Spesso, però, sembra in debito di ossigeno e arriva in ritardo a raddoppiare la marcatura. Unica nota positiva, qualche diagonale difensiva che ha evitato che il punteggio si facesse ancor più rotondo.
Kolarov 5: La gara del serbo inizia in maniera straordinaria, come se, dall’alto della sua esperienza in Premier League e internazionale, volesse caricarsi la squadra sulle spalle. Ma la partita del terzino si spegne con la traversa colpita, con grosse difficoltà nel rientrare in difesa sui ribaltamenti di fronte avversari.
De Rossi 5: Primi 20 minuti da padrone assoluto della mediana. Tra scivolate pulite, lanci a destra e a sinistra ai limiti della perfezione, il capitano romanista sembra in giornata stile Roma-Barcellona. Non appena il Liverpool schiaccia sul pedale dell’acceleratore, però, entra in crisi come il resto della squadra.
Strootman 5: Finché gioca contro Oxlade-Chamberlain, l’olandese sembra in grado di dare sostanza alla fase contenitiva del centrocampo romanista. Con l’ingresso in campo del connazionale Wijnaldum, va completamente in bambola, non riuscendo più a trovare la quadratura del cerchio. Nel finale si riprende leggermente, approfittando del calo d’intensità degli inglesi.
Nainggolan 6.5: Uno dei pochi a credere che si potesse fare qualcosa di più che lasciar giocare solo il Liverpool. Nonostante la sua posizione sia dietro a Dzeko, il belga rientra fino al limite della propria area di rigore per dare una mano anche in fase di non possesso. Grinta e gamba non gli mancano nemmeno in serate del genere.
Under 5: Sarà la scenografia di Anfield o il fatto di giocare una semifinale di Champions, fatto sta che il turco appare intimorito sin dai primi minuti, senza riuscire nelle sue classiche giocate sulla destra o a far salire la squadra tenendo il pallone. In zona gol non appare mai.
Dzeko 6.5: Se la Roma è ancora viva e la partita di ritorno ha senso, lo deve ancora al suo centravanti. Ha il merito di aver tenuto alta la concentrazione e la voglia di trovare il gol anche dopo quei 55 minuti in cui il Liverpool non gli ha fatto né toccare né arrivare un pallone.
Schick 6: Entra con il piglio giusto e, sicuramente, riesce a fare qualcosa in più di Under, di cui ha preso il posto a inizio ripresa. Sfiora anche la marcatura con un ottimo colpo di testa parato da Karius.
Gonalons 5.5: Appena entrato regala inspiegabilmente il calcio d’angolo da cui nasce il quinto gol del Liverpool, con un retropassaggio fuori misura dalla trequarti. Poi inizia a smistare buoni palloni a tutto campo, rendendosi protagonista di alcune delle sortite finali dei giallorossi.
Perotti 6.5: La domanda che in molti si sono fatti vedendolo entrare in partita con tanta efficacia riguarda il perché non abbia giocato dall’inizio. L’argentino, in realtà, non ha ancora i 90 minuti nelle gambe. Di certo, il suo impatto sulla gara è stato importante, ravvivando l’attacco della Roma e mettendo a segno il calcio di rigore che ridà senso al match di ritorno, nel quale potrà tornare molto utile.
Di Francesco (All.)5: Pensare che Liverpool e Barcellona potessero essere affrontate nello stesso modo non ha pagato. La difesa a 3 ha sofferto terribilmente contro il tridente delle meraviglie del collega Klopp, così come il centrocampo, che non è quasi mai riuscito ad arginare la costruzione di gioco palla al piede degli inglesi. Per non parlare della preparazione atletica dei Reds, sicuramente molto più avanti di quella dei giallorossi.
Su una cosa, però, il tecnico dei capitolini ha ragione: “Chi non ci crede, sia in campo che sugli spalti, può restare a casa”, come dichiarato nel post partita. L’impresa è già riuscita una volta e sognare il bis non costa nulla. I 65mila spettatori attesi dovranno rendere lo Stadio Olimpico una bolgia, sperando che si dimostri, ancora una volta, un fortino inespugnabile.
In casa, la Roma non ha mai subito gol in questa Champions League.
Appuntamento con il ritorno mercoledì 2 maggio alle ore 20:45.
 
Pagelle Liverpool:
Karius 5.5; Alexander-Arnold 6, Lovren 5.5, Van Dijk 6.5, Robertson 6; Oxlade-Chamberlain s.v., Henderson 6.5, Milner 7; Salah 9, Firmino 8, Mané 8.
Subentrati: Wijnaldum 7.5, Ings s.v.
Allenatore: Jurgen Klopp 7.5.
 
Arbitro: Felix Brych 5. Il fischietto tedesco non ravvisa il fallo di Wijnaldum su Strootman nel recupero palla che porta al primo gol di Salah. Inoltre, non ferma per fuorigioco l’egiziano, nell’azione del 3-0 siglato da Mané. Infine, concede un rigore dubbio alla Roma, per fallo di mano in area di Milner, con il pallone carambolato sul braccio del centrocampista inglese dopo aver toccato il petto. Pessima anche la gestione dei cartellini gialli.
Ultima modifica ilMercoledì, 25 Aprile 2018 03:17

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