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updated 9:50 PM CEST, Apr 20, 2019

Di Francesco: “Giochiamo per fare sei punti. Il terzo posto è il nostro obiettivo”

Il tecnico della Roma, Eusebio Di Francesco, ha incontrato, presso il centro sportivo di Trigoria, i giornalisti, in vista della sfida di campionato contro la Juventus di domenica alle ore 20:45 allo stadio Olimpico di Roma.
Queste le sue parole:
 
Forse si è parlato troppo poco in settimana dell’importanza della partita di domani. Che cosa ha detto alla squadra a riguardo?
Io so quello di cui abbiamo parlato dentro il nostro spogliatoio invece e credo che sia una partita molto delicata, importantissima. Poi noi abbiamo ancora un obiettivo importante da raggiungere e cercare di mantenere, principalmente, il terzo posto in classifica, cui noi teniamo tantissimo.
 
Domani toccherà le 50 presenze sulla panchina della Roma.
Mi auguro di farne tante altre ancora. Per quello credo che sia un piccolo obiettivo. Come dico sempre, mai accontentarsi, e poi, al di là della quantità delle panchine, mi auguro che siano, tutte le altre a venire, di maggiore qualità di quelle che sono state.
 
La classifica parla di 18 punti di differenza tra Roma e Juventus. Quali sono i 3 aspetti sui cui la Roma deve migliorare per avvicinarsi ulteriormente ai bianconeri?
Dobbiamo migliorare tanto, cercare di dare continuità a un certo tipo di squadra, mentalità, idea. Sicuramente quando arrivi in un posto, la Juve in questi anni ha vinto tantissimo, non solo con Allegri, ma anche con una mentalità interna che ha dato continuità, l’abitudine a vincere e questo è un grande vantaggio per la Juve. La Roma, poi, in questi anni è spesso arrivata seconda o terza, è stata sempre un pochino dietro. Il gap c’è sempre stato. Non è che oggi sono arrivato io e riesco a trovare la medicina giusta per risolvere questo problema, se lo vuoi chiamare tale. Sicuramente dobbiamo migliorare sotto tanti punti di vista e cercare di rinforzarci dove magari siamo un pochino deficitari o dove dobbiamo fare qualche cosina in più. Ma credo che qualche passo in avanti lo abbiamo fatto, di cercare, un po’ come fa la Juventus che è stata presa come esempio nel trattare spesso le partite anche meno importanti, nello stesso modo. È una cosa che ho detto anche con grande continuità nell’ultimo periodo.
 
In conferenza stampa, Allegri ha detto che giocheranno Sczcesny, Higuain e Dybala. È possibile sapere se nella Roma giocano Under, Strootman e Juan Jesus?
Un paio sì, un altro non lo so ancora di quelli che hai detto. Posso dire che giocheranno Dzeko, Alisson, Florenzi, Kolarov, De Rossi e poi gli altri vedremo. Anche El Shaarawy. Te ne ho detti tanti dai (ride, ndr). Come lui eh, forse qualcosina in più pure.
 
A questo punto della stagione, si è spiegato la differenza tra il rendimento in casa in Champions League e quello in campionato?
Al di là degli scontri diretti, in casa obiettivamente abbiamo subito troppe sconfitte, e la crescita passa anche da questo, di far ritornare l’Olimpico una sorta di fortino, perché la Juventus costruisce tantissimo dei suoi campionati in casa e noi dobbiamo essere bravi a sfruttare ancor di più il fattore interno. Mi auguro che a seguire, in futuro, ma anche nella partita di domani questa squadra migliorerà il rendimento interno, mentre fuori casa devo dire che abbiamo fatto veramente bene, anche dal punto di vista anche difensivo, che a volte ha fatto anche la differenza nelle partite fuori casa.
 
Da parte della società le è arrivata indicazione di dare importanza al terzo posto? È un obiettivo che sta trasmettendo alla squadra? 
È un obiettivo che sto dicendo da diverso tempo se vi ricordate anche in conferenza e prima di questa gara. È normale che l’input della società, il desiderio è fondamentale. Devo dire che l’obiettivo primario è arrivare in Champions League, ma per tanti motivi, per prestigio, per tante altre cose, ma anche per mentalità, è giusto ambire ad arrivare terzi, e questa è una cosa che dico da tanto tempo, ed è il desiderio sia mio che della squadra.
 
Allegri le ha fatto i complimenti per la stagione della Roma. La partita di domani potrà essere importante per lanciare un messaggio da parte della sua squadra per il prossimo campionato alla Juventus?
Diventa tutto relativo. Non credo che sia proprio per lanciare un messaggio. È più per noi stessi, per una mentalità interna, per portare avanti
 un determinato tipo di mentalità ed è giusto ambire in ogni gara a fare del proprio meglio e cercare di vincerle. Poi nel campo, durante le partite, ci sono tre risultati. Troviamo una squadra che in questo momento ha grandissimo entusiasmo, anche, se vogliamo dire, leggerezza nell’affrontare questa gara, perché ha veramente le mani sullo scudetto, sotto tutti i punti di vista. L’anno scorso è venuta qui e ha perso, ma se ricordo bene non l’ha affrontata con grandissima determinazione perché aveva altri obiettivi successivi. È una squadra che ha la facilità, a differenza magari nostra, di affrontare determinate partite in questo momento della stagione.
 
In vista della prossima stagione ci sarà più la tua impronta sulla campagna acquisti che farete?
Io non faccio campagna acquisti, io faccio l’allenatore. Li alleno i giocatori. Questa è una cosa che si è sempre detta ed è giusto chiarirla. Però credo che sia prematuro in questo momento stare a parlare di campagna acquisti o di mercato. Abbiamo una partita importantissima da affrontare, l’obiettivo primario che è la Champions League. Poi, successivamente, si potrebbe anche cominciare a parlare di certe situazioni. Vi assicuro che non ho parlato nemmeno in società di quello che è il mercato in maniera concreta e definitiva, quando tutti quanti noi abbiamo come primo obiettivo arrivare alla Champions. Poi è normale che nelle tante scelte che si fanno, l’allenatore è importante, ed è fondamentale anche perché gli altri capiscono meglio quello che voglio io, non solo io che capisco quello che vogliono, ma sono gli altri che capiscono me, come tipologia di gioco, di mentalità e quello che vorrei.
 
Da giocatore hai affrontato la Juventus da avversario, con tante polemiche arbitrali. Oggi sembra che quel livore non ci sia più. È cambiata la rivalità tra le due squadre?
Sì, io credo che possa anche essere cambiata, come sensazione. Però sul campo, dal mio punto di vista, non esistono amici, né compagni, né colleghi, né figli, né fratelli. Per quello va affrontata con grande determinazione e col desiderio di prevalere sugli avversari. Lo dico per il discorso che facevo prima, per mentalità. Si può rispettare, fare tutte le cose in maniera educata fuori, ma quando si è dentro bisogna cercare di dare sempre il massimo e cercare di prevalere sull’avversario, chiunque esso sia, in questo caso la Juventus.
 
Lei ha parlato spesso di mentalità. Domani basterebbe un punto per la Champions League. Che segnale sarebbe farne sei in queste ultime due partite? 
È quello che è il nostro obiettivo. Poi il campo dà le sue risposte. Il problema di fondo è sempre quello. Parlare a posteriori tutti cominciano a fare discorsi che vanno un po’ al di fuori di quello che noi realmente stiamo facendo all’interno. L’obiettivo è fare sei punti, il segnale è di chiudere il campionato alla grande, cercando di portare più punti possibili a casa, così potete scrivere meno 14, meno 13, meno 15, meno 11, meno 8, meno 9, che alla fine per me lascia il tempo che trova, perché conta solo chi vince e chi raggiunge determinati obiettivi. Però, noi cercheremo di portare a casa i sei punti, perché è giusto farlo per rispetto generale e perché noi lo vogliamo.
 
Dopo una stagione del genere lei ha la sensazione di aver limato un pochino quel gap con la Juventus che c’era in passato, anche dal punto di vista economico e di mentalità?
Sì, è cresciuta sotto tanti punti di vista. In campionato siamo stati in ritardo, in Champions abbiamo fatto meglio della Juve, se andiamo a guardare i risultati. Per quello è la dimostrazione che qualcosina di importante lo abbiamo fatto. Però, per poter arrivare a questa mentalità, c’è tanta strada e tanto lavoro, perché la Juve non lascia nulla al caso, anche in Champions l’ha combattuta fino alla fine, nonostante la partita di andata sembrava nettamente fuori. È una squadra che, come dico io, non muore mai. L’ha dimostrato anche in campionato, quando già si festeggiava o si pensava che potesse andare da un’altra parte e loro invece sono rimasti lì sul pezzo, concentrati, attenti, determinati, parlando un po’ meno e facendo alla fine, come sempre, tanti fatti.
 
In settimana è arrivata l’ufficialità dell’introduzione delle squadre B nel campionato italiano. Lei come si pone a tal proposito? È d’accordo? Questa cosa può far rinascere il movimento calcistico italiano?
Io sono nettamente favorevole. È ovvio che allenando una grande squadra, per le grandi squadre sarebbe un grandissimo vantaggio per la crescita dei giovani. Ma non mi fermo qui, non mi fermo al fatto che dobbiamo far crescere solo i giovani della Roma. Questo deve essere un valore aggiunto in particolar modo per la Lega Pro, perché porteremo a giocare squadre importanti contro squadre meno conosciute, ma facendo conoscere sì i nostri giovani, ma seguendo magari anche altri. Per quello deve essere anche una vetrina per i campionati delle squadre inferiori. Nello stesso tempo, mettendo dentro con cura e attenzione tante regole che non vanno a ledere magari società di B e di Lega Pro. In questo bisogna avere grandissimo rispetto per le squadre che lavorano e lottano da tanti anni in questo campionato, però sono per il cambiamento, sono per l’innovazione e la dimostrazione si è avuta in Spagna, quando parliamo di crescita dei giovani e della capacità di far giocare in campionati importanti giocatori che arrivano già in prima squadra con qualcosa in più dal punto di vista della determinazione, per aver fatto campionati importanti. A me piace, sono completamente d’accordo con i giusti accorgimenti.
 
Chi l’ha preceduta, ha detto a questo punto della stagione, che il gap con la Juve era incolmabile. Lei se la sente di pretendere un po’ di più dalla società come obiettivi di mercato?
I conti non li faccio io (ride, ndr) e lo ribadisco per l’ennesima volta, perché è importante questo. Ci dobbiamo sedere al tavolino e li fa giustamente la società. Il fatto che noi dobbiamo ambire a fare sempre meglio e cercare di avvicinarci agli altri è giusto che lo facciamo, perché abbiamo dimostrato che lo possiamo fare. Per quello dobbiamo ambire a migliorare sì quello che abbiamo fatto nettamente in campionato e cercare di mantenere e migliorare prima di tutto in Champions, e cercare di rifare ancora al meglio quello che è stato fatto quest’anno. Però è normale che da parte di un allenatore, ci sia sempre l’ambizione, il desiderio di poter migliorare la propria squadra. Questo c’è per forza. Però sono discorsi che non posso fare qua dentro. Giustamente si fanno poi dove si devono fare e insieme si cercherà di trasmettere quelli che sono un po’ gli obiettivi generali.
Termina la conferenza stampa.

Audio Conferenza Stampa Di Francesco

Roma-Juventus (Fonte: Roma Radio)

 

Ultima modifica ilDomenica, 13 Maggio 2018 00:05

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