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updated 2:03 PM CEST, Oct 13, 2019

Di Francesco: "Il Porto è forte anche con le assenze. Sarà un match fisico"

Il tecnico della Roma, insieme al centrocampista e capitano giallorosso Daniele De Rossi, hanno incontrato i giornalisti in sala stampa a Trigoria, in vista del match di domani sera allo Stadio Olimpico contro il Porto, valevole per l’andata degli ottavi di finale di Champions League.
Queste le loro parole:
A Di Francesco: Ritorna la competizione dove l’anno scorso ha tracciato un cammino importantissimo. Questo ci può restituire una Roma guarita?

Il percorso è sempre lungo, però devo dire che è una bella occasione per fare una grande partita, per riportare anche grande entusiasmo all’interno dell’ambiente. Per quello ogni occasione è importante e questa in Champions ancor di più perché sono rimaste solo due squadre italiane in Champions tra cui noi. Per noi questo è grande motivo d’orgoglio ma dobbiamo essere ambiziosi in questo senso.

A De Rossi: Da capitano e da amico hai difeso Kolarov andando un po’ controcorrente. È il momento in cui ricomporre qualcosa che si è rotto?
Se si dovesse ricomporre questa piccola frattura io sarei il più contento del mondo, anche perché mi sento un po’ in mezzo. Voglio bene ai tifosi della Roma, che mi hanno sempre difeso e protetto, e Alex lo considero un fratello. Quello che posso dire ai tifosi, visto che si sono sempre fidati di me, è di continuare a fidarsi di me quando dico che è un grande professionista, uno attaccato a quello che sta facendo. Non sto dicendo che è romanista da quando è piccolo. Sto dicendo che è uno che dà sempre quello che deve dare, non salta un allenamento, gioca in condizioni a volte difficili. Io preferisco quelli così a quelli che magari baciano la maglia o fanno dichiarazioni al miele nei confronti dei tifosi e poi al primo dolorino si fermano o se il mister gli chiede di giocare in un altro ruolo storcono la bocca. Kolarov è un professionista come ne ho conosciuti pochi in vita mia. Poi c’è sempre da ricordarsi che il tifoso va rispettato e va anche assecondato quando mostra un po’ di insofferenza perché poi i risultati rendono tutto l’ambiente più nervoso. Se si dovesse ricomporre questa frattura, e spero che domani sia il giorno giusto, sarei il più felice di tutti.
A Di Francesco: Senza Marega e Corona che porto si troverà di fronte la Roma?
Credo che abbiano degli ottimi sostituti. Potrebbero essere uno Otavio e l’altro Soares, con caratteristiche differenti, specialmente l’attaccante. Sono però giocatori forti ugualmente, che hanno delle qualità importanti, ma credo che il Porto, al di là dei singoli, sia una squadra. Una squadra compatta, tosta, dura, che sa quello che vuole. È una delle squadre in Champions che ha vinto più duelli difensivi. Sta a significare che dal punto di vista di squadra si comportano veramente bene ma non ho dubbi perché li ho visti in partita e sarà una partita dal punto di vista fisico molto dispendiosa.
A De Rossi: Che Champions League bisogna aspettarsi dalla Roma quest’anno? L’esperienza dell’anno scorso è un valore aggiunto per questa edizione?
È un valore aggiunto. Ci fa arrivare un pochino più pronti a partite che sono delicate. Lo abbiamo detto tante volte quando giocavamo contro Real Madrid, Barcellona, Liverpool, che loro forse erano più abituati di noi. Fermo restando che il Porto di partite così è abituato a giocarne tante da diversi anni, anche per noi può essere un motivo di sicurezza per alcuni giocatori in più rispetto al passato. Si racchiude tutto nella parola esperienza. L’esperienza è stata positiva, addirittura ci permettiamo il lusso di dire che poteva finire anche meglio, siamo stati anche sfortunati. Però è completamente un altro torneo, non possiamo attaccarci a quello che è stato e dobbiamo innanzitutto pensare a preparare bene la partita di domani.
A Di Francesco: Quali sono le condizioni degli infortunati in questo momento? Chi spera di recuperare per domani?
Di quelli che non ci sono stati a Verona con il Chievo sicuramente Manolas, che si è allenato con la squadra. Olsen invece è in dubbio, sarà in dubbio fino a domattina e abbiamo perso Schick per un infortunio muscolare. Tutti gli altri infortunati sicuramente non rientreranno domani ma ci auguriamo di averli a disposizione già con il Bologna. Parlo di Perotti e Under in particolar modo.
A De Rossi: Sei stato spettatore privilegiato nell’ultimo periodo per infortunio. Che cosa ti ha colpito della Roma mentre eri fuori?

Negativamente i risultati, che non sono stati sempre brillanti e a volte non hanno rispecchiato le prestazioni in campo perché secondo me abbiamo fatto partite molto buone e non abbiamo portato a casa i punti che meritavamo, come contro il Real Madrid o l’Inter in casa e magari me ne dimentico altre. Di negativo quello che ci ha sempre detto un po’ il mister da fuori, che quelli che stanno fuori sono sempre i più bravi, ma si notava che quando prendevamo un gol già in una situazione critica non riuscivamo a tirare fuori la testa e magari andavamo ancora più in difficoltà, cosa che poi non è avvenuta, perché ultimamente secondo me le prestazioni, cancellando Firenze, sono state abbastanza positive.
A Di Francesco: Un chiarimento su Schick. Con il Bologna non ci sarà, recuperano solo Perotti e Under?
Sinceramente sto pensando al Porto. Non ti posso dire se ci sarà con il Bologna. Under e Perotti ci auguriamo di recuperarli con il Bologna. Schick difficilmente sarà disponibile con il Bologna.
A De Rossi: Compagni e mister hanno parlato della tua importanza in campo. Se starai bene fisicamente giocherai almeno un altro anno?

Sì, ma questo l’ho sempre detto, se starò bene fisicamente continuerò a giocare. Per quanto riguarda quello che dicono il mister e i miei compagni, posso dire che loro non si rendono conto di quanto sono importanti per me. Negli ultimi tre anni mi hanno fatto sentire importante come mai in carriera forse. Per questo devo solo ringraziarli. Mi accorgo poi che le prestazioni sono buone, ma sono buone anche perché quando ti senti importante e quando sei capace a giocare tutto diventa più semplice. Posso solo ringraziare loro per quanto mi hanno fatto sentire desiderato anche in questi tre mesi, dove ero uno spettatore e basta.
A Di Francesco: Con il ritorno di De Rossi, rischia il posto Nzonzi o possono giocare insieme nel 4-3-3 come negli ultimi minuti di Verona?
Ho questo dubbio. Al di là dei sistemi di gioco possono giocare insieme, anche in questa partita. Sto facendo delle mie valutazioni in base ai giocatori che ho a disposizione. Ritengo che siano dei titolari, giocatori importanti. Daniele oggi sicuramente farà l’allenamento con la squadra e se mai dovesse dare risposte positive, anche perché è diventato un po’ enigmistico nei fine allenamenti, giocherà sicuramente. Per il resto è tutto da vedere.
A De Rossi: Percepisci anche tu un rumore, un’emozione diversa nei tuoi confronti quando giochi all’Olimpico?

Mi sono sempre sentito a casa mia allo stadio. Sento grande affetto ultimamente, sento una percentuale più alta di tifosi che mi vuole bene. Penso che questo sia anche il percorso che ha fatto Francesco, che durante la metà della sua carriera ha trovato qualche detrattore e alla fine poi si sono tutti inchinati alla sua grandezza. Non sto parlando di me, ma lo sento che la gente mi vuole bene, sono contento. Penso e devo continuare a pensare che derivi dal fatto che devi giocare bene a pallone. Se la palla ce l’ho io e poi va a uno con la maglietta rossa il rumore è giusto perché hai dato la palla a quello giusto. Non posso pensare ad altro, non posso pensare che sia perché tra poco smetterò. Penso che ci sta il rumore positivo quando fai le cose giuste e il rumore negativo quando ne fai di meno giuste e il calcio è così.
A Di Francesco: Come giudica l’assenza di Marega e qual è il suo ricordo di Conceicao?

Conceicao sta facendo un grande lavoro. Ha fatto benissimo anche a Nantes. Sta proseguendo il suo percorso di crescita. È un allenatore che ha dato un’identità alla squadra, per me anche dal punto di vista caratteriale ha dato qualcosa di importante al Porto, che prima era una squadra con più palleggiatori che ricercava un pochino di più un gioco di qualità. Adesso la vedo una squadra più concreta sotto tutti i punti di vista. Marega è un attaccante differente da Soares, più di fisicità, più di gamba, che è quando c’è campo aperto diventa molto più pericoloso.
A Di Francesco: Zaniolo esterno o mezz’ala domani sera nel 4-3-3?
Non lo so come lo vedo, però potrebbe giocare sia a destra che centrocampista. Lo ha fatto, per quello non è che stiamo nascondendo qualcosa. Non è una novità e potrebbe giocare anche lui a destra. Non posso darvi definitivamente la formazione, perché è un ruolo che può essere ricoperto anche da Kluivert o dallo stesso Florenzi, ci sono diverse soluzioni. Dipende dalla partita che voglio andare a fare anche rispetto agli avversari che ho di fronte. Sono valutazioni che sto facendo e nella mia testa c’è anche la possibilità di mettere Zaniolo in quel ruolo.
A De Rossi: Che cosa ha Di Francesco che vi aiuta quando le cose vanno male?

Innanzitutto ha un’idea di calcio e quella non cambia se le cose vanno male o bene. Sa quello che succede in campo, sa riconoscere quali possono essere i nostri problemi. Non è un allenatore che se le cose vanno male e mette 10 attaccanti o 10 difensori sconvolgerebbe l’equilibrio della squadra e non riusciresti a reagire. Invece, lui rimane e continua a fare le cose normali. Gli umori degli allenatori sono ricchi di alti e bassi, più di quanto non lo siano quelli dei calciatori, ma lui non ha mai perso la trebisonda, anche in una città dove non è facile rimanere saldi di testa e di polso. Questo è stato un grande merito. Poi sull’orlo del baratro secondo me non ci siamo stati così tante volte. Ci sono stati momenti negativi e in cui si è parlato tanto del suo futuro. Ma quarti o quinti in classifica…Essere sull’orlo del baratro secondo me è un’altra cosa. Sono stato quart’ultimo o quint’ultimo in classifica, fuori da ogni competizione, mi sentivo un po’ più sotto pressione lì.
A Di Francesco: Domani è una partita da gambe fresche o da esperienza?

È il mix giusto, ma la gamba ci vuole sempre. Non è che si può giocare solo di esperienza. Spesso scherzo con Daniele e dico che a fine carriera mi rendevo conto che mi si allungava la lingua e mi si accorciavano le gambe. Per quello ci vogliono un po’ entrambe. Il fatto di Daniele, al di là che non possiamo pretendere che abbia sempre una condizione ottimale, ma serve l’esperienza. A volte puoi avere grandi gambe ma se poi ti tremano quando hai la palla o affronti una partita e consumi tutte le energie prima poi è dura. La capacità sta anche nel preparare le partite in un certo modo. Determinati tipi di calciatori aiutano anche gli altri ragazzi a prepararle meglio. Uniamo le due cose, perché senza corsa non si va da nessuna parte.
A De Rossi: Nelle scorse settimane hai avuto l’impressione di aver smesso o sei uno che tiene lontano un pensiero simile?

Cerco di essere il più realista possibile. Era un punto interrogativo più che un’idea. Non ho mai pensato di aver smesso. Ho fatto tre mesi, e me lo dico da solo e non è giusto forse, da calciatore serio, mi sono allenato sempre e ho fatto tutto quello che dovevo fare per rientrare nella maniera giusta. Se ho fatto questo tipo di sacrifici è perché pensavo di poter rientrare. Il punto di domanda che avevo e che in parte ho ancora adesso era quanto reggerà la mia condizione fisica, come rientrerò con il ginocchio. Probabilmente un’operazione alla cartilagine non l’avrei sopportata a 35 anni. Se, invece, continuerà a rispondere bene come sta rispondendo non vedo perché io debba smettere o debba farmi domande che poi magari il campo smentisce. Se io sto bene, con la gestione dell’allenatore e con il giusto minutaggio, mi sembra che potrei ancora giocare.
A Di Francesco: Quanto è importante ritrovare la solidità difensiva all’Olimpico dello scorso anno?
Specialmente in una gara da 180 minuti è fondamentale nella prima gara avere grande solidità. Giocando anche in casa, ancor di più dobbiamo fare una grande fase difensiva per poter fare anche una grande fase offensiva e sarà determinante cercare di mantenere inviolata la nostra porta, specialmente in questa gara. Però, come ha detto prima Daniele, in questo senso rimanere inviolati non significa perdere l’identità di squadra. È difendere meglio di squadra, è avere qualche accorgimento in più, specialmente contro giocatori capaci di ripartire con grande velocità e con esperienza in queste gare perché, se ricordo bene, la Roma non ha mai avuto un bel rapporto con il Porto nelle partite precedenti.
A De Rossi: Questa partita può essere il coronamento di un periodo difficile che è finito?

Giorno dopo giorno ogni risposta che mi dà il ginocchio sul campo sono piccoli coronamenti di un percorso che sto facendo. Io penso che si debba pensare alla partita. Il mio attaccamento alla maglia è pensare alla partita come qualsiasi altra partita, come ho sempre fatto, anche quando ero fuori. La cosa importante è la partita, per me è logico che sia anche la mia condizione fisica. Ma non è sapere se giocherò sei mesi, un anno e mezzo o due anni e mezzo. L’importante è preparare bene questa partita e continuare a pensare collettivamente e non singolarmente. Poi è logico che valuterò sempre le mie condizioni fisiche e terrò aggiornati il mister e il dottore. Ma non è il motivo per cui siamo qui. Domani abbiamo una partita da vincere, non dobbiamo fare dei test sulla mia condizione fisica. È importante la squadra.
Termina la conferenza stampa.

Audio della Conferenza Stampa di Di Francesco e De Rossi

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