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updated 2:03 PM CEST, Oct 13, 2019

Di Francesco: “Io ho bisogno dei miei giocatori e loro di me. Perotti è infortunato”

Il tecnico della Roma ha incontrato i giornalisti a Trigoria per la conferenza stampa in vista della sfida di campionato contro il Frosinone.

Queste le sue parole:

Il ritiro è iniziato domenica. Come ha trovato la squadra e come sono andati questi giorni?
Le riposte le ritroveremo realmente domani. Però era un ritiro voluto dalla società, voluto da me per ricompattare determinate cose e per esaminare insieme quelle che sono le difficoltà attuali.

Domani c’è davanti il Frosinone, si aspetta una gara tatticamente simile a quella col Bologna?
Lo dicono i dati e i numeri e anche l’atteggiamento tattico, le squadre si assomigliano per tanti versi. Per quello credo che sarà una partita simile, la giocheremo in casa e siamo obbligati, visto anche il momento, a cercare a tutti i costi, i tre punti.
Il suo giudizio sul mercato estivo della Roma? Insufficiente, sufficiente…
Secondo me è un errore parlare di questo adesso, anche se cercate di pungolarmi e stimolarmi su questo. Devo pensare solo a lavorare e cercare di valorizzare al meglio la mia rosa, cosa che magari in questo momento non ci sta riuscendo, ma sono convinto che siamo solo alla quinta giornata e dobbiamo dimostrare che possiamo fare veramente molto meglio di quello che abbiamo fatto. Parlare di mercato o di giocatori quando si va a giocare contro Chievo e Bologna… La Roma deve essere superiore dal punto di vista dell’organico e tutto il resto a queste squadre. Le risposte le daremo sul campo e dobbiamo continuare a lavorare. Questa è la cosa più importante. Giudizi non sono corretti in questo momento e specialmente da me non verranno mai dati.
Dzeko non segna e sembra nervoso. Col Frosinone meglio farlo riposare o giocare?
Ci sono tante partite alle porte, è una valutazione che farò. Parlo solo di loro due. Giocherà o lui o Schick. La valutazione che hai fatto ci sta, in quanto ci sono poi il derby sabato alle 15 e la Champions League. Quindi è una valutazione che farò, visto che Edin ha sempre giocato tanto, anche in Nazionale.
C’è qualche problema fisico o tecnico con Karsdorp?
Principalmente tecnico dove poi si legano tutte le altre cose, non c’è stata nessuna lite col ragazzo, è solo una mia scelta perché ho tanti calciatori, tre terzini, e in base a quello che vedo scelgo. Lui deve solo continuare a lavorare, lavorare meglio, per potersi riconquistare quelle posizioni che magari qualcuno può pensare che abbia perso. Sta sempre ai ragazzi dimostrarlo con gli allenamenti.
Sente la fiducia di Pallotta, che si è detto disgustato? Ha auto un confronto con lui?
Mi sarei preoccupato se fosse stato felice Pallotta, più che disgustato. Non ce n’era bisogno di sentire la fiducia da parte di nessuno in questo momento.
La preoccupa il nervosismo visibile sul campo o è sintomo di una squadra che non ci sta a perdere?
Ce l’abbiamo un po’ tutti il nervosismo quando le cose non vanno bene. La capacità e la forza, il fatto di essersi ricompattati e stare in ritiro è per capire il perché queste cose non vanno e cercare di risolverle insieme. Il concetto è solo uno: io ho bisogno dei miei calciatori e loro hanno bisogno di me. Solo insieme possiamo uscire da questo momento, non pensando a puntare il dito uno contro l’altro o pensare che quello vicino meno bravo del compagno. Siamo tutti consapevoli che non stiamo facendo bene, ma anche che possiamo risalire la china.
Dopo Bologna aveva detto che aveva bisogno degli uomini più che dei calciatori. Ha trovato delle facce migliori in questi giorni a Trigoria?
Ma era anche per pungolare il fatto che in questo momento, quando le prestazioni tecniche o fisiche non riescono, bisogna tirare fuori qualcosa di più da tutti, dal punto di vista caratteriale e mentale. In questo un pochino siamo mancati. Un po’ in tutte queste partite siamo mancati nella continuità di stare nella gara, perché l’approccio di Bologna è stato buono, con tante occasioni, ma al primo tiro abbiamo preso gol e la squadra si è un pochino disunita sotto tanti punti di vista. Dobbiamo ritrovarci, attraverso anche il tirare fuori quello che si ha dentro realmente, proprio da uomini, è questa è una cosa che io vado cercando. La formazione che scenderà in campo col Frosinone non è quella che chi non gioca è perché non è un uomo. Io ho bisogno di ritrovare quelli che in tante occasioni, anche di difficoltà, hanno dimostrato di essere anche uomini. Nella vita come in tutte le cose abbiamo bisogno di questo.
Nessuno è riuscito a tenere Santander sul secondo gol, da che cosa nasce questo errore? Dalla stanchezza? Eravate 5 contro 3, non in inferiorità…
Devo dire che non puoi essere stanco al 57′ della partita, altrimenti al 90′ eravamo tutti con i crampi. È una questione di posizionamento errato in partenza, quella è la fase che si chiama fase di temporeggiamento, nel senso che non si esce lasciando degli spazi come abbiamo fatto noi, ma si cerca di accompagnare la giocata quando si è in ritardo nelle aggressioni. Siamo stati messi male nella fase preventiva dell’azione perché abbiamo perso una palla. Se riguardate l’azione, Marcano è stato il giocatore che è stato più vicino a Santander, ma lui era il più lontano dalla palla. Questo significa che dobbiamo difendere con più veemenza, pensando in maniera negativa, che può accadere quello che è accaduto, perché se eri in vantaggio prima, con un attimo ti sei ritrovato in svantaggio. Santander, non è che non sia né veloce né alto, è combattivo, ha fatto più scatti di tutti gli altri calciatori in campo, con più determinazione. Questa è una cosa da sottolineare, ma è stata una nostra carenza e deficienza durante la partita. Mi piace questa domanda, si analizzano, a livello tattico, errori. C’è bisogno di determinazione nel leggere queste situazioni e interpretarle meglio. Lì abbiamo fatto un’interpretazione negativa.
Il lavoro sui comportamenti non sta portando frutti in questo momento?
Li porterà. Ma per me voi non avete visto litigare i calciatori veramente, se pensate che loro stiano litigando in campo. Io ho fatto il calciatore e vi assicuro che quando si litiga si litiga. Magari litigassero ancora di più, nel senso che c’è il desiderio e la voglia di andarsi a prendere delle responsabilità e di avere quel senso di appartenenza che non è solo quello di giocare o allenare nella Roma, ma avere amor proprio del proprio lavoro che è differente, altrimenti facciamo i ruffiani di Roma. È una questione di amor propri, punto, che è quello che richiamo costantemente anche adesso e sono convinto che lo tireremo fuori. Siamo in tempo per fare tutto. Siamo tutti giustamente in discussione, lo stiamo facendo, ma c’è la voglia di rispondere in maniera differente. Non sempre ci si riesce, ma è arrivato il momento in cui bisogna farlo e basta.
Lei è sempre stato per la specificità dei ruoli, ma molti giocatori vengono schierati fuori ruolo ultimamente, come Kluivert e Marcano…
L’anno scorso ho messo El Shaarawy a destra, ha fatto il fenomeno ed ero un fenomeno. Kluivert è un’ala, ve l’ha detto il Ct olandese che può giocare solo lì? Può giocare in più ruoli, è un esterno offensivo, Kluivert ha avuto due o tre palle gol a destra. Poi magari non ha fatto gol ma se lo avesse fatto era giusto. Se parliamo di Marcano che ha giocato a sinistra con compiti differenti posso essere d’accordo. Io cerco di non mettere in difficoltà i calciatori in altri ruoli, cerco soluzioni differenti per andare a rimediare delle deficienze difensive che abbiamo. È questa anche la scelta di Marcano. Sul gol di Mattiello c’entra relativamente Marcano perché è andato a chiudere Perotti e la palla gli è passata in mezzo alle gambe. Analizziamole bene le cose che vogliamo dire. Se Kluivert non può fare l’ala destra ma può fare solo quella sinistra, noi abbiamo 3 ali sinistre… Può farla. Cercheremo di trovare una collocazione migliore per Pastore, ha fatto un tacco con l’Atalanta e magari subito si è detto che avevamo trovato il ruolo ideale per lui. Pastore è un giocatore offensivo, può essere utilizzato da mezzala o da trequarti principalmente. Pastore ha fatto anche la mezzala nella sua squadra, l’ha detto lui, poi magari predilige fare il trequartista. Cercheremo di aiutarlo, sono qui per questo, non voglio essere qua per metterlo in difficoltà. Ne possiamo discutere quando volete, ma la ragione la vedremo alla fine non adesso. Sono convinto di poter dare la possibilità a tutti di riprendersi il ruolo che gli piace.
Perotti?
Perotti è infortunato, non sarà disponibile, si è fatto male al flessore. Ieri ha fatto gli esami che riportano un fastidio. Ci auguriamo di averlo a disposizione contro l’Empoli. Tra 10 giorni. Ce lo auguriamo, non ne abbiamo la certezza. Quello è l’obiettivo.
Lo scorso anno aveva dichiarato prima di Napoli che si sarebbe fatto da parte se non fosse stato seguito dalla squadra. Che tipo di risposte ha ottenuto in queste prime partite della stagione? La squadra la segue fino in fondo?
No no, non dire cose che non ho detto. Ho detto che se vedo che la squadra non segue quello che faccio io, in generale, sono il primo a capirlo e a mettermi da parte, ma siccome questa sensazione non ce l’ho, anzi, credo che sia tutto il contrario e che c’è il desidero di voler far bene. Non mettetemi in bocca parole che non ho detto perché ne sento tante e diciamo le cose come stanno. Se voi mi riportate la registrazione che ho detto questa cosa qui, me lo confermate. Però non dite cose che non esistono, come la lite tra Florenzi e Dzeko che è venuta fuori. Non c’è stata assolutamente nessuna lite tra Florenzi e Dzeko, nella maniera più assoluta. Poi si può discutere su una palla messa male, come quando andate a giocare a calcetto con i vostri compagni. Credo che sia una cosa di campo normalissima. Però quello che mi stai dicendo non corrisponde al vero in relazione alla mia persona.

Termina la conferenza stampa.

Ultima modifica ilMartedì, 25 Settembre 2018 20:13

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