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updated 10:57 PM CEST, Aug 13, 2019

Di Francesco: "Pensiamo alla Fiorentina. Bisogna credere in qualcosa di importante"

Il tecnico della Roma, Eusebio Di Francesco, ha incontrato i giornalisti a Trigoria in vista del match dell'Olimpico contro la Fiorentina. Ecco le sue parole:

Come ha trovato la squadra dopo la sconfitta con il Barcellona?

Sicuramente il primo giorno non è stato facile, perché erano tutti un po’ rammaricati per il risultato. Sicuramente non meritavamo quel passivo che c’è stato, lo ribadisco per l’ennesima volta. Ma dobbiamo guardare avanti, alle porte c’è subito una partita importante contro la Fiorentina. Cercheremo di prepararla al meglio sapendo che c’è qualche problemino un po’ generale su alcuni giocatori e sapendo che poi ci sarà di nuovo il Barcellona. Credo che dobbiamo preparare tutte queste partite al meglio (Fiorentina, Barcellona e Lazio ndr), con la consapevolezza che stiamo crescendo dal punto di vista della mentalità, ma non basta. Non basta perché il risultato dice questo.

Quali sono le condizioni di Under e Nainggolan?

Under sicuramente non sarà convocato in questa gara, con la speranza di poterlo mettere in gruppo per la gara con il Barcellona, cosa che potrebbe anche essere possibile, mi sbilancio un pochino. Mi auguro di averlo almeno a disposizione. Per quanto riguarda Nainggolan, oggi farà un provino decisivo per poterci essere anche contro la Fiorentina. Contro il Barcellona, anche quando abbiamo fatto l’ultimo tentativo nell’ultimo allenamento, era inibito da questo fastidio, che non gli permetteva di poter giocare al meglio. 

Nelle ultime due partite avete fallito due occasioni clamorose con Strootman e Perotti. Non trova che ci siano sono troppi titolari nella rosa della Roma con un rapporto difficile col gol? Sul mercato considererete questa variabile?

In sede di mercato le valutazioni vanno fatte un pochino a 360°, al di là del discorso realizzativo. È prematuro fare questo tipo di discorsi. Quello che dici è verissimo, i dati sono inconfutabili, dobbiamo migliorare il rapporto occasioni create e gol fatti. Abbiamo ancora delle partite importanti davanti. Per quello cercheremo di migliorare da qui alla fine, poi trarremo le varie conclusioni. Ci sono ancora tante partite importanti, come quella di domani o come il ritorno con il Barcellona. Sicuramente dobbiamo ritrovare maggiore cinismo sotto porta, che è quello che un po’ ci è mancato nel corso dell’anno.

Schick, Defrel e Gerson, chi le ha dato le giuste risposte e chi può giocare titolare contro la Fiorentina?

Siccome abbiamo un problemino con Perotti, quasi sicuramente non sarà della partita. Non sarà convocato con la Fiorentina, non sapendo quando lo potremo recuperare. Speriamo prima possibile ma ha preso un brutto colpo al polpaccio nel primo tempo che ha influito sulle sue problematiche e sul proseguio della gara. Tra i tre che hai nominato, sicuramente giocherà titolare Defrel, per gli altri vedremo. 

La Roma vista al Camp Nou, quanto è vicina all’idea di Roma che lei si era fatto nel primo giorno che è arrivato qui?

Io se dovessi riguardarmi la partita dal punto di vista tecnico, togliendomi dai panni di allenatore della Roma, ero soddisfatto di vedere una squadra che gioca quello che piace a me. La capacità di rimanere corta, compatta e aggressiva nelle due fasi, cercando di inibire, quando possibile, il gioco di una squadra veramente forte che ha nel palleggio la sua qualità migliore. Questa è la mia intenzione un po’ generale. Il Barcellona, tra virgolette esalta il mio modo di giocare perché è una squadra forte, ma che nello stesso tempo ha sempre voglia di giocare. Mi piace affrontare queste squadre perché credo che serva andare a ritrovare quelle situazioni in cui poter far male, in cui poter recuperare palla velocemente e nello stesso tempo in cui poter costruire qualcosa di importante. Si è avvicinata un po’, però non ci dobbiamo accontentare. Non posso essere soddisfatto di parlare di una partita persa 4-1. Non può essere un esempio dal cui ripartire. Dico che ci sono state cose positive ma tante altre che dobbiamo migliorare. Specialmente degli errori non tanto di reparto ma individuali, un pochino hanno compromesso la gara di andata.

In questa fase non brillantissima del centrocampo, Florenzi può giocare intermedio domani?

Tutto questo deve essere confortato da Bruno Peres, che è la base. Il fatto che io l’abbia fatto giocare in una partita così delicata è significativo ed è stato, forse, tra i migliori in campo, se non il migliore, dal punto di vista dell’attenzione e nell’interpretazione della gara, affrontando avversari non facili. Questo può permettere a me di utilizzare Florenzi in vari ruoli. Lui predilige giocare da esterno, sia basso sia alto, anche se ha sempre richiesto, un po’ personalmente, di fare principalmente il terzino. L’intermedio può farlo, ma in partite dove bisogna essere molto ordinati può andare in difficoltà. Le soluzioni in mezzo al campo le abbiamo. È ovvio che dobbiamo migliorare la qualità del palleggio, la qualità realizzativa e, negli ultimi 16 o 20 metri, quella dell’ultimo passaggio. Questo sì. 

C’è un tema che spera di poter affrontare con Pallotta che sta arrivando? Ha avuto modo di sapere da lui che cosa ne pensa della partita con il Barcellona?

Il tramite per arrivare a Pallotta è Monchi che mi ha trasferito il suo messaggio nel quale diceva che era molto contento della prestazione e dispiaciutissimo del risultato. Era convinto anche lui che avremmo meritato molto di più rispetto a quello che ha detto il campo. Questo mi ha fatto piacere. Per il resto, non abbiamo avuto occasione di parlare di altre situazioni. Io faccio l’allenatore e ho principalmente rapporti con il direttore sportive che è Monchi, con cui cerco di confrontarmi un po’ su tutto. Ovviamente, se dovesse venire il presidente, ci siederemo al tavolo e parleremo, ma non ho argomenti particolari da esporre.

Messi è stato in ombra. Questo perché non era in serata o siete stati bravi voi?

Quando allenavo il Sassuolo, giocavo con le grandi e facevo grandi partite anche qui a Roma, dicevano che la Roma, o un’altra squadra, non erano in giornata. Gioco contro il Barcellona, fai una buona gara, Messi magari non la struscia mai o, perlomeno, fa poco bene o non è incisivo e decisivo come al solito, è demerito degli altri. Fate voi, io rispetto tutti i giudizi. Ma io ritengo che, quando si prepara una partita, bisogna anche dar merito a chi sta dall’altra parte e cerca di togliere delle possibilità a un calciatore come Messi. Se con Messi giochi, come hai fatto per lunga parte del primo tempo, ma anche in altre situazioni, togliendogli tanti passaggi tra le linee e lavorando sugli intercetti, togli tanto a questo giocatore che deve venire a prendersi la palla davanti ai centrocampisti e non dietro, il che cambia totalmente la sua pericolosità. 

La delusione per questo risultato può dare un contraccolpo psicologico?

Non deve esserci assolutamente, anche se ci deve far riflettere, ne dobbiamo far tesoro non solo per il campionato, ma anche per la partita di ritorno.

Quanto è difficile ritornare con la testa al campionato in mezzo a questa parentesi europea? La partita di domani è più importante di martedì?

Dimmi tu che devo rispondere (ride ndr). È ovvio che la più importante è sempre quella prima. Questo è scontato. È normale che sia importantissima anche quella dopo, perché bisogna credere in qualcosa di importante e affrontare tutte le partite con grande determinazione, orgoglio e il desiderio di andarsi a riprendere tante cose che si lasciano per strada. Però, abbiamo già fatto un pizzico di errore, questo ambiente l’ha fatto, prima di giocare a Bologna. Poi quando giochiamo a Bologna e giochiamo male, tutti ci massacrano perché abbiamo fatto male. Però dovevamo pensare al Barcellona. Capiamoci. Oggi pensiamo alla Fiorentina e riportiamo l’attenzione sulla Fiorentina. Poi porteremo l’attenzione, forse anche più alta per quella che è l’ambiente, il contesto e l’atmosfera, alla partita con il Barcellona. Domani serve grandissima attenzione, sapendo che abbiamo meno energie, meno tempo per recuperare meno energie nervosa, e sapendo che c’è da mantenere per forza il terzo posto, visto che ci sarà anche il derby. Al Barcellona ci pensiamo, ci sto già pensando, come sto pensando a quella di domani contro la Fiorentina.

Come sta Jonathan Silva, potrà giocare domani? Karsdorp a che punto è con il recupero?

È ancora presto per Karsdorp, non ci sono tempi di recupero definitivi. Le ultime cose accadute ci consigliano di avere maggiore attenzione rispetto a Karsdorp, perché ritengo che tanti calciatori che si sono affrettati per rientrare, sono ricaduti in brutti infortuni. Non ultimo Conti del Milan. Questo fa capire che, con la rieducazione e il tipo di operazione che si fa, è meglio aspettare qualche giorno in più, che qualche giorno in meno. Karsdorp, per non essere frettoloso, me lo giocherei come pensiero per il prossimo futuro e il prossimo anno. Per quanto riguarda Silva, si sta allenando molto meglio e sta crescendo di condizione, ma non vuol dire possa giocare domani. Le valutazioni sulla formazione le farò tra l’allenamento di oggi e con dei colloqui che avrò con alcuni giocatori durante questo ritiro.

Come si è allenato in settimana Schick? L’ha visto convinto in vista di una sfida di grande significato come quella contro la Fiorentina?

Lascerei un pochino più tranquillo Patrik, perché può subire questo momento di grandissima attenzione nei suoi confronti. In alcuni casi le ha subite. Dobbiamo essere bravi un po’a scaricargli le responsabilità. Non è facile, perché quando si vuole giocare nella Roma bisogna saper prendere le critiche e saper crescere. Dobbiamo aspettarlo un pochino sotto il punto di vista della maturità generale. Sappiamo che ha grandi mezzi, ma dobbiamo aspettarlo. Non è la prima volta che giocatori con grandi mezzi non riescano a esprimersi. Però con lui non sarei frettoloso. Non è detto che giochi, se dovesse giocare non gli terrei troppo gli occhi puntati addosso. Parlo per il suo bene.

Sarà l’occasione per fare il bilancio con Pallotta? Gli obiettivi che vi eravate prefissati sono stati raggiunti? C’è qualcosa da sistemare?

Secondo me sei tu un po’ avanti sugli obiettivi prefissati, perché mancano ancora diverse partite, è presto per fare il bilancio definitive. Io aspetterei la fine del campionato per un bilancio definitivo generale, anche perché c’è la partita di ritorno. Noi diamo tutto per scontato e a me non piace, anche se è inutile negare che sia difficile. Voglio vedere tutti, all’interno di questo gruppo e di quest’ambiente, combattivi fino alla fine su tutti gli obiettivi da poter raggiungere e non mollare niente, senza lasciare nulla al caso. Se abbiamo lasciato qualcosa al caso nell’ultimo periodo, cercheremo di riprendercelo con prestazioni più attente.

Ultima modifica ilVenerdì, 06 Aprile 2018 17:14

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