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updated 9:25 PM CEST, Oct 21, 2019

Di Francesco: “Perdere a Udine mi ha dato fastidio. Pellegrini salta anche l’Inter, Manolas e Olsen ok”

Il tecnico della Roma, insieme al terzino giallorosso Kolarov, hanno incontrato i giornalisti in sala stampa a Trigoria in vista del match di Champions League di domani sera allo Stadio Olimpico contro il Real Madrid.
Queste le loro parole:

A Di Francesco - Perché la sconfitta contro l’Udinese?
Se uno leggesse i dati senza guardare il risultato, direbbe che sarebbe stata una partita vinta facile. Ma quello che è mancato è la determinazione, quel qualcosa che spesso si parla e si scrive che non si compra al supermercato. È quella voglia di vincere le partite con maggiore cattiveria sia quando si va a fare una fase difensiva adeguata e una fase offensiva in cui bisogna attaccare la porta e calciare in porta con maggiore cattiveria e determinazione. Questa è stata la cosa che mi è piaciuta di più perché avevamo preparato una partita, che io ritenevo fosse la più importante. Il fatto di averla persa mi dà un fastidio enorme.

A Kolarov - Cosa non deve fare la Roma rispetto all’andata con il Real Madrid?
Buongiorno a tutti. Sicuramente il mister ha preparato bene la partita e oggi vediamo loro. Sicuramente la Roma a Madrid credo non è stata all’altezza della Roma che gioca in Champions e domani dobbiamo giocare. Prima di tutto siamo a casa nostra e dobbiamo dimostrarlo dal primo minuto che loro qui sono ospiti. Dobbiamo partire forte e cercare di vincere la partita.
A Di Francesco – Quali sono le condizioni dei giocatori infortunati?
Pellegrini non sarà a disposizione per il Real e nemmeno per l’Inter. Olsen farà l’ultimo provino oggi ma i risultati avuti dagli esami strumentali avuti stamattina sono buoni.
A Kolarov - C’è una motivazione per la differenza di prestazione tra Champions e campionato o è solo una coincidenza?

La Champions è una competizione particolare ma credo sia una coincidenza. La squadra in campionato sta facendo un po’ fatica però sono sicuro che alla fine in campionato raggiungeremo il nostro obiettivo che è di arrivare tra i primi quattro posti. È vero che dobbiamo cominciare a vincere qualche partita in campionato, ma sono convinto che lo faremo. La Champions come detto è una competizione particolare e io parlo per me stesso e la affronto come tutte le altre partite di campionato, ogni partita alla stessa maniera.
A Di Francesco - Per diciannove volte a Udine la Roma è arrivata nell’area piccola senza segnare. Come si può intervenire su questo dato?
Si lega ai tanti dati che alla fine dovrebbero essere positivi ma diventano negativi visti i risultati. La mancanza di crede a volte un pochino di più in quello che si va a fare dentro l’area di rigore, o calciare con maggiore determinazione e cattiveria. Il lavoro, il lavorare sulla testa dei ragazzi e il lavoro di campo, solo questo ti permette di poter venirne fuori, ma anche la possibilità e la fortuna di avere subito una partita importante dove ti puoi rimettere in discussione e dimostrare di non essere quelli di Udine.
A Di Francesco - Quanto è importante questa partita per il futuro della squadra e per il suo?
Per la squadra, parliamo della squadra e se dobbiamo parlare della squadra ne parlo. Di me non devo parlare di niente perché ho sempre sentito grande fiducia da parte della società. Poi è normale che il calcio è il calcio. Il risultato di domani è importante prima di tutto per arrivare primi nel girone, ci dobbiamo credere e ci dobbiamo provare. Abbiamo una buona classifica in Champions e la possiamo far diventare ottima con una grande prestazione domani.
A Kolarov - Quanto sarà complicata la partita senza De Rossi, Pellegrini e Manolas?

Sì, ma anche con De Rossi, Manolas e Pellegrini è lo stesso complicata contro una squadra come il Real Madrid. Vengono da tre Champions vinte, quindi anche se eravamo tutti a disposizione sicuramente era difficile. Noi, quelli che siamo, sicuramente faranno fatica a vincere contro di noi, ne sono sicuro.
Interviene Di Francesco: “Mi sembra che ci fossero tutti e tre a Madrid, giusto?”.

A Di Francesco – Un flash su Manolas che a noi risulta recuperato. È così?
Oggi farà l’ultimo test ma se dovesse essere a posto sarà della partita.

 

A Di Francesco - La cattiveria è una qualità che si allena? Il Real è davvero in crisi? Può essere un vantaggio giocarci ora?
L’allenatore è lo stesso che con grande cattiveria e determinazione ha portato una squadra ad essere aggressiva nella metà campo avversaria, a volte si è dovuto adattare alle caratteristiche dei calciatori a disposizione ed altre cose. Sono discorsi che fanno tutti gli allenatori e non solo un allenatore. La cattiveria è una cosa astratta però fondamentalmente lo sanno benissimo che se calci in porta scherzando e ridendo non fai gol, ma se calci in porta determinato sai che hai più possibilità di farlo, si può allenare, la puoi migliorare. Il dispiacere più grande è che spesso ricadiamo in questa cosa e si vede che l’allenatore deve raddoppiare quello che sta facendo, non basta quello che fa e deve fare qualcosina in più e l’esame di coscienza me lo faccio sinceramente tutti i giorni ed è una cosa che mi chiedo. Per quanto riguarda la crisi penso che il Real possa dire la stessa cosa di noi. Sono due squadre “malate” o perlomeno hanno dei problemi in campionato, ma che in Champions stanno facendo il loro percorso. Sarà una partita ad armi pari, sapendo che giochiamo con la squadra Campione d’Europa, che ha una mentalità, che ha un club alle spalle veramente importante. Non è una partita qualsiasi, è un evento importante e già che la Roma si giochi con continuità e con 9 punti nel girone penso sia una cosa, almeno questa, di grande positività per questa piazza, per questo ambiente, per questa società e per questa squadra.
A Di Francesco - Il Real ha cambiato Lopetegui con Solari. Che differenze ci sono e quali possono essere le chiavi tattiche della partita?
Secondo me sono molti simili, rispetto al Real precedente, anche nei movimenti, in quello che ricercano ed anche in base alle caratteristiche dei calciatori. Non vedo grandissime differenze, se non a livello psicologico. Quando siamo andati noi loro venivano da un ottimo momento, noi invece dovevamo ancora inquadrare la situazione, è un momento totalmente differente per entrambe le squadre e per come devono affrontare questa gara.
A Di Francesco - Se dovesse arrivare la vittoria potrebbe accrescere le frustrazioni sul campionato. Come se ne esce da questo paradosso?
Giochiamola prima questa partita e magari fare un ragionamento successivo. Ale (Kolarov, ndr), ha parlato in maniera positiva, che crede, che vuole, ed io voglio mandare, ed è giusto mandare, dei messaggi positivi nei momenti di difficoltà. Per questo affrontiamola con grande determinazione e mettiamoci qualcosa in più, raddoppiando, a partire dall’allenatore, quello che dobbiamo fare in campo per la preparazione di questa gara e poi faremo altre valutazioni. Il mondo e la vita non sono fatti solo di abbattersi e mollare, è il contrario. Nei momenti di difficoltà dobbiamo tirare fuori sempre quel qualcosa in più, ci siamo riusciti in tante occasioni e mi auguro che questa sia l’ennesima anche se poi dobbiamo trovare maggiore continuità. Quest’anno il difetto più grande che vi ho sempre detto in conferenza, un termine che ho usato sempre, la continuità. In questo senso abbiamo la continuità negativa e dobbiamo essere bravi a portarla in forma positiva.

A Kolarov – A Udine si è parlato di mancanza di voglia di vincere. Come si trova?
Voglia di vincere per me non è mai mancata e credo neanche nello spogliatoio. Ci può stare che si perde una partita, o due o tre ma credo che ogni giocatore, e sono convinto anche i miei compagni nessuno gioca per perdere la partita. L’Udinese ha tirato una volta in porta e ha fatto gol, poi hanno avuto anche un’altra occasione se non sbaglio sull’1-0 quando noi siamo andati avanti, però ti girano cosi le partite. Si parla di difficoltà e non lo so. Siamo consapevoli che non stiamo attraversando un momento ottimo ma la difficoltà non la sento. Mi piacciono queste partite, questi momenti dove non va tutto come voglio. In queste situazioni non escono i giocatori, ma escono gli uomini e se hai uomini veri, io credo che noi ce li abbiamo, se ne esci fuori. Dobbiamo fare gol per vincere, se non facciamo gol non possiamo vincere. È vero che a Udine e poi contro Spal, Chievo e Bologna, anche con 8 giocatori dobbiamo vincere, non è che manca la voglia di vincere ma sono partite che ti girano, poi se io riesco a spiegarle a me stesso le spiego anche a lei, ma credo che il calcio è questo. Non deve capitare però può capitare. Il calcio però è bello perché domani si gioca contro il Real, domenica contro l’Inter, poi il Cagliari e bisogna affrontare le partite non come giocatori, ma come uomini e da uomini dobbiamo vincere domani e le prossime partite. Credo che questa è la strada e la maniera di pensare.
A Di Francesco – Date le assenze, domani c’è la possibilità di tornare a 3 al centrocampo?
Di formazione non voglio assolutamente parlare per non dare dei vantaggi a nessuno. Ad oggi non ho ancora deciso niente, nemmeno il sistema di gioco, come certe partite ti fanno pensare, certe cose ti fanno pensare, penso a tutto e dirti oggi se giocherò a 3, 4 o 5 non lo so. Tutti hanno la possibilità di scendere in campo, nessuno escluso, compreso giovani e meno giovani, titolari e non titolari, vedremo quale sarà il mio pensiero nell’ultimo allenamento che dobbiamo ancora affrontare. Domani potrebbero esserci anche sorprese, ma non lo so e non vi dirò niente oggi in questo senso.
A Kolarov - Come stai con il piede? C’è il rischio che in campionato sottovalutate gli avversari?

Con il piede sto bene, grazie. No, certamente no. In Serie A non puoi sottovalutare le partite, non lo dico io ma è così. Come ho detto prima le partite che dovevi vincere, o che era scontato che le vincevi, le hai perse o pareggiate. Sappiamo quanto è importante vincere queste partite con le “piccole”. Non siamo riusciti a farlo finora e spero e sono convinto che da oggi, cominciando da domani, e poi in campionato faremo il nostro cammino e il nostro dovere e alla portata delle nostre qualità.
A Di Francesco e Kolarov - Rispetto all’andata quanto è cambiata, se è cambiata, la Roma dalla partita di andata?
Di Francesco: Sicuramente è cambiata come identità di squadra, anche se credo che questa crescita non sia sufficiente, c’è ancora un percorso da continuare per poter non incappare in queste trappole che abbiamo avuto ogni volta che c’è stata una sosta. Troppi indizi fanno capire che nel momento in cui determinati lavori che ti hanno dato alcune certezze, non potendogli dare grande continuità, a questa squadra mancano. In questo dobbiamo cercare di migliorarla. Però è cambiata sicuramente la squadra, è cambiata la condizione sotto tanti aspetti e anche la crescita di alcuni giovani che hanno fatto alti e bassi che ti devi aspettare e non hanno sempre grande continuità in quello che fanno, è la normalità nella crescita di ogni calciatore a tutti i livelli.
Kolarov: Non ho niente da aggiungere a quello che ha detto il mister. Ha detto tutto.
A Di Francesco – Dai giovani ti puoi aspettare alti e bassi, ma non ci si dovrebbe aspettare la reazione di Kluivert alla sostituzione. Hai parlato con il giocatore?
Oddio, questa mi è nuova. Sinceramente non l’ho vista e non l’ho sentita. L’ho visto molto sereno e nessuno mi ha detto che ha avuto reazioni particolari, magari era arrabbiato con se stesso, me lo riguarderò. Non ho guardato le televisioni, ho visto la partita con l’audio a zero, solitamente io vedo le partite senza commento sotto. Non ho guardato che cosa ha fatto lui prima, dopo e durante. Non ti saprei rispondere. Oggi glielo chiedo.
A Kolarov - Il tuo rendimento è stato condizionato dall’infortunio. Ti trovavi meglio lo scorso anno con il vecchio sistema di gioco o per te è uguale?

No, non cambia per il sistema di gioco. Sì ho avuto quel problema ma non mi condiziona perché se vado in campo è perché sono al 100%. Non è il rendimento che mi aspettavo dopo l’infortunio però ora sto bene fisicamente e non mi condiziona niente, 4 o 3 o come volete, il sistema non cambia niente.
A Di Francesco e Kolarov – I tifosi sono arrabbiati ma non vi mollano. 2000 a Udine, 65mila domani. Vi sentite di promettere qualcosa per domani?
Di Francesco
: Non è domani, deve essere sempre perché fa parte della professionalità e della serietà sia mia che dei calciatori. Dobbiamo dare il massimo per la maglia che si indossa e grande rispetto per i tifosi che verranno allo stadio. Il fatto che siano 65mila è perché, al di là della squadra che verrà a giocare, la Roma in Champions ha fatto un percorso importante e che siano arrabbiati è anche normale, non posso essere soddisfatti, come non lo siamo noi oggi. Se mi guardi in faccia mi vedi che non sono felice. Mi auguro di avere un altro viso anche io e di essere contento dopo la partita di domani. Possiamo promettere il massimo impegno. Questa è una cosa che il tifoso deve chiedere, poi se viene a parlare di formazioni, di scelte allora mi incavolo. Il tifoso a noi ci deve chiedere impegno, serietà, questo sì e noi lo dobbiamo dare perché deve far parte del nostro modo di essere.
Kolarov: Oggi non devo promettere niente a nessuno. Siamo consapevoli che i tifosi ci sostengono sempre in casa e in trasferta. Poi se sono arrabbiati è un loro diritto. Io devo solo fare il mio lavoro al massimo e lo faccio dal primo giorno che gioco a calcio. Sono pienamente d’accordo con il mister, il tifoso in generale, non solo quello della Roma, può essere arrabbiato ed esprimere la sua opinione allo stadio, ma deve essere consapevole che di calcio capisce poco. A me piace il tennis, mi piace tanto, ma non capisco niente. Mi piace e sono cresciuto anche con la pallacanestro, ma non capisco niente e posso fare solo il tifoso. Ma mettermi a parlare di come deve giocare Djokovic che è serbo, o una squadra, non mi permetterei mai. Posso essere incazzato se perde ma fare la tattica...non mi permetterei mai. Credo che questo ragionamento valga non solo per i tifosi della Roma, ma in generale. Qui si chiacchiera tanto per sprecare fiato, ma alla fine non si dice niente.
A Di Francesco - Si aspettava il crollo del Real Madrid dopo l’andata? Incontrarlo dopo una sconfitta è un vantaggio?
Anche noi abbiamo perso quindi il vantaggio non c’è da nessuna parte. È una partita a sé, è un’altra storia. Vale sia per il Real che per la Roma. Ricordiamoci che giochiamo contro i Campioni d’Europa. Lo voglio sempre ricordare perché sembra che andiamo ad affrontare una squadretta e sembra scontata la possibilità di portare a casa i tre punti. Se vogliamo portare a casa i tre punti con il Real dobbiamo fare una grande partita sotto tutti i punti di vista. Non mi sono dato una spiegazione per il Real Madrid e non me la do neanche perché ho tanti cavoli a casa mia da sistemare e non posso pensare al Real Madrid.

Termina la conferenza stampa.

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