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updated 5:22 PM CEST, Oct 19, 2019

Di Francesco: “Schick gioca, Juan Jesus probabilmente. Pastore Out”

Il tecnico della Roma ha incontrato i giornalisti in sala stampa a Trigoria in vista della sfida di campionato contro la Sampdoria di domani alle ore 15:00 allo Stadio Olimpico.
Queste le sue parole:

La Roma ha dimostrato di avere difficoltà nelle partite abbordabili. È più importante l’approccio mentale o fisico?
Vanno messe insieme. Mettiamoci anche quello tecnico. Se hai un buon approccio fisico e mentale ma tecnicamente sbagli tanto serve a poco. Per quello bisogna essere un po’ completi per competere e cercare di migliorare questo rendimento rendimento, specialmente in casa in casa.

A proposito di fisico, come sta la squadra alla fine di questo ciclo di partite? Domani cambierà qualcosa?
Sicuramente qualcosa si cambierà, sto facendo le mie valutazioni anche in base a come rientrano i ragazi e all’ultimo allenamento. Ci sono calciatori che hanno fatto tante partite in questo periodo. Valuteremo anche insieme a loro la condizione generale, fisico e mentale. La voglia di cambiare tanto non c’è, ma le esigenze di questa gara e l’aspetto fisico diventano importanti per poter fare una partita contro una squadra che ha ritmo e verticalità, capacità di andare a cercare subito gli attaccanti per far male agli avversari e noi dobbiamo essere pronti sia fisicamente che mentalmente.
La prova del nove sarà per Schick o per Dzeko, o per tutti e due insieme domani?

È una valutazione che sto facendo. Potrebbero anche giocare insieme. Chi sicuro dei due giocherà è Schick, sto valutando se farlo giocare insieme a Edin. Però, chi partirà dall’inizio sarà Patrik.
Che tipo di gestione si può fare con Kluivert? Può giocare titolare anche due partite di fila?
Al di là delle partite di fila, sta crescendo che è la cosa più importante. Il percorso passa anche attraverso altre prestazioni meno convincenti, con errori. L’ho detto anche alla squadra, scherza un po’ meno in campo, fa meno dribbling fini a se stessi e cerca di essere più concreto e fare male quando punta l’avversario, che è quello che voglio da lui. Ha le capacità di dribblare l’avversario di attaccare la profondità, se riesce ad alternare con più capacità questi movimenti può diventate importante. Ha prospettive, ma non deve mai smettere di superare esami, perché deve sempre cercare di migliorarsi giorno dopo giorno. Sono contento della sua crescita ma non basta ancora, può darci ancora molto di più. Nelle scelte finali l’altro giorno ha fatto bene, ma deve fare scelte ancora più qualitative, perché ce le ha, anche nel suo modo di giocare e per sue caratteristiche. Su questo deve ancora crescere.
A che punto è il recupero di Pastore? Dato che era tra i convocati contro la Fiorentina e con il CSKA Mosca è finito addirittura in tribuna…
Addirittura? (Ride, ndr) Si va in tribuna se non si sta al meglio. Domani non sarà convocato, perché ha avuto ieri qualche fastidio, deve dare ancora continuità. Per evitare problemi per metterlo a partita in corso dato che non ha i 90 minuti, giustamente non lo porterò e cercherò di recuperarlo per la partita successiva. Poi non è questione di addirittura o non addirittura, non mi piace come concetto. Tutti fanno parte della rosa e tutti possono giocare o possono andare in tribuna, nessuno ha il posto assicurato. Quando il Flaco starà al meglio sarà sicuramente un giocatore importante, ma deve ritrovare una condizione fisica ottimale.
Sta pensando ad altre soluzioni davanti alla difesa per dare anche fiato a Nzonzi?
Le soluzioni sono quelle lì. Ci può essere Coric, che ho fatto lavorare in questo periodo in questa zona di campo e sta crescendo. Ma abbiamo bisogno anche di certezze, sicurezze, e dobbiamo sbagliare il meno possibile l’approccio alla partita. È normale che sto facendo valutazioni anche sui centrocampisti che hanno giocato tanto e speso molto. Nzonzi non ha picchi di velocità nel suo gioco ma ha grande continuità, ha grande presenza nella gara. A Mosca ha fatto delle sue migliori prestazioni dal punto di vista generale. È un giocatore in crescendo. Se domani gioca non lo so, ma è anche probabile che lo metta dal primo minuto.
El Shaarawy, capocannoniere della Roma in campionato, non è mai stato convocato in Nazionale con Mancini. È sottovalutato? Non è ancora al top della sua potenzialità?
Non so le scelte di Mancini, non ho mai parlato con Mancini, non mi ha mai chiesto di El Shaaraawy e del suo rendimento, non posso giudicare l’operato dei colleghi, è una scelta legittima. Il fatto che Stephan abbia fatto anche delle ottime prestazioni quest’anno, magari non ha avuto grande continuità come è capitato in passato, ma è cresciuto tanto dal punto di vista fisico e di presenza nella partita e sono contento del suo rendimento. È un giocatore che non deve accontentarsi, voglio sempre di più e questo parte dalla mentalità e dall’approccio. È cresciuto, ha sempre un anno in più rispetto all’anno scorso, lo vedo più presente, è migliorato ma può fare ancora molto di più.
Domani si affrontano due allenatori abruzzesi. Tra Serie A e Serie B sono 6 in totale gli allenatori abruzzesi, uno ogni 200mila abitanti di media. È un caso oppure c’è un motivo?
Per me è una coincidenza, ci sono stato poco in Abruzzo rispetto ad altre regioni. Dove vivo io a Pescara c’è la stessa cultura di Roma, siamo tutti allenatori, anche dal macellaio e dai parrucchieri. Gli allenatori stanno da tutte le parti, poi c’è chi fa questo lavoro con determinate competenze. Marco (Giampaolo, ndr) è uno di quelli. È uno che si è fatto per strada, ha passato momenti difficili, ma sta meritando di allenare in Serie A. In passato ho detto che io ho rubato qualcosa a lui quando ho cominciato ad allenare perché era uno di quegli allenatori cui facevo riferimento per determinate situazioni di gioco.
Come si lavora sull’atteggiamento e sulla concentrazione? Fazio e Juan Jesus hanno detto che è più facile trovarla in Champions League che in campionato, ma in Champions ci torni solo se fai un buon campionato…
Guarda hai detto la cosa più giusta di tutte. È una cosa che ripeto continuamente e deve spostare gli equilibri mentali di questa squadra, che deve approcciare a queste partite con maggiore continuità, in Champions abbiamo vinto ma l’ultima mezz’ora in dieci non mi è piaciuta per niente. In Champions la Roma non ha mai fatto questi risultati, ed è motivo di orgoglio per me e la mia squadra, ma il fatto di accontentarsi mi dà una noia in maniera impressionante. Queste partite vanno chiuse e vanno vinte convincendo, prendendo sicurezza, prendendo forza e cercando di prevalere nettamente sull’avversario quando si è nel dominio della partita. Questo è un aspetto mentale, non devi smettere di fare quella corsetta in più per rimetterti a posto. In campionato dobbiamo ritrovarla subito, non abbiamo tempo di ragionare troppo sul fatto che si prepara al meglio. Le partite si trattano allo stesso modo, domani anche se non c’è la musichetta, magari gliela metto io prima, va approcciata nello stesso modo perché dobbiamo portare a casa i tre punti. La prestazione diventa una cosa, il risultato è un’altra, non possiamo analizzarle nello stesso modo. Io voglio una prestazione convincente per poter poi fare un ottimo risultato.
Domani sarà di nuovo il turno di Juan Jesus in difesa?
Potrebbe giocare di nuovo Juan Jesus. Deciderò dopo chi mettere al suo fianco, ma potrebbe giocare dall’inizio Juan Jesus. Ritengo che sia un giocatore, in questo momento, in ottima condizione di forma, e nelle partite in cui l’ho messo in campo mi ha dato sempre risposte importanti.
Termina la conferenza stampa.

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