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updated 9:25 PM CEST, Oct 21, 2019

Serie A, le pagelle di Lazio-Roma

Giallorossi inguardabili. Biancocelesti cinici e abili a sfruttare la situazione. Fazio disastroso, Kolarov e Dzeko perdono le staffe. Zaniolo lottatore solitario. Caicedo, Immobile e Cataldi calano il tris.
Una squadra svuotata.
La Roma di questa sera non può e non deve cercare alibi di fronte ad una sconfitta netta.

Come ammesso anche da Daniele De Rossi nel post partita, la Lazio ha meritato di vincere il 172esimo Derby della capitale.

Il risultato è pesante, forse anche troppo, ma rispecchia appieno una prestazione priva di attributi da parte dei giallorossi, orfani di Kostas Manolas all’ultimo secondo e subito messi sotto dal punto di vista del gioco.
Non è un caso che i biancocelesti vadano in vantaggio con Felipe Caicedo al 12esimo minuto. L’ecuadoregno, che ha dovuto sostituire in extremis Ciro Immobile, è stato abile a sfruttare una dormita della difesa romanista, saltando anche Robin Olsen e mettendo in rete il gol dell’1-0.
La reazione dei capitolini è lenta e confusionaria. L’unico a provare qualcosa di interessante è Nicolò Zaniolo, ma la sua lotta contro tutti è piuttosto vana.
Nella ripresa Eusebio Di Francesco tenta di dare un assetto più offensivo alla squadra, che arriva vicina al pareggio prima con Zaniolo, poi con Florenzi dalla distanza, sulla cui conclusione è bravo Thomas Strakosha, infine con Javier Pastore.
Peccato che El Flaco, appena entrato, si vada ad ostacolare con Lorenzo Pellegrini al momento del tiro, facendo finire fuori il pallone di un soffio.
Poco dopo, però, i biancocelesti trovano la via del raddoppio grazie all’ennesimo errore della retroguardia avversaria. Joaquin Correa si invola verso l’area e Federico Fazio lo mette giù, anche se tocca prima il pallone.
Per Mazzoleni prima e VAR poi non ci sono dubbi. Tiro dal dischetto e giallo per l’argentino che salterà per diffida la prossima partita.
Dagli undici metri si presenta il neo entrato Immobile che calcia rasoterra. Olsen intuisce ma la palla gli scivola sotto il corpo. 2-0.
Nel finale c’è tempo anche per la gioia di Danilo Cataldi, che trova il gol nella Stracittadina gelando definitivamente il popolo romanista.
All’Olimpico è 3-0. La Roma manca l’aggancio al quarto posto, la Lazio accorcia sulla zona Champions League.
Pagelle Roma:
Olsen 5: Poche responsabilità sul primo gol. Intuisce ma non blocca il rigore. Sbaglia il posizionamento e parte in ritardo sul 3-0.
Florenzi 4.5: Di buono rimane solo il tiro dalla distanza che per poco non beffa Strakosha. Per il resto, la partita del terzino destro è da film horror. Cross fuori misura, posizionamento quasi sempre errato, una quantità di duelli persi con Lulic, che non è un fulmine di guerra, imbarazzante.
Fazio 4: Quando si è diffusa la voce del forfait di Manolas, in molti si saranno immaginati come sarebbe andata a finire. Purtroppo la stagione dell’argentino è questa. Dorme sull’azione che porta al primo gol laziale. Si lascia rimontare e superare da Correa, causando il calcio di rigore del 2-0. Non dà sicurezza neanche nei duelli aerei, specialità della casa.
Juan Jesus 5: Per quanto non sia poi così difficile, il brasiliano non gioca peggio del compagno di reparto argentino. Qualche azione pericolosa riesce a sventarla e affonda il tackle nonostante l’ammonizione rimediata dopo pochi minuti di partita. Ma la sufficienza è molto lontana.
Kolarov 4.5: Non lo si vede mai affondare sulla sinistra. Nel finale perde la testa, rimediando due ammonizioni nel giro di 55 secondi, per quanto la seconda sia molto dubbia. Salterà la sfida contro l’Empoli, costringendo Di Francesco a inventarsi una difesa inedita.
Cristante 5: Il migliore, nella mediocrità, sulla mediana. Ci mette il fisico e prova ad accelerare il giro palla romanista, ma i risultati non sono dei migliori.
De Rossi 4.5: La condizione fisica è quella che è. Forse giocare due partite consecutive, specie di questa intensità, non è alla portata del capitano romanista in questo momento. Gli riesce solo un lancio filtrante per Florenzi. Mancano le sue solite geometrie.
Pellegrini 4: Non si vede per tutta la partita. Il clima derby, che lo aveva trasformato in positivo all’andata, lo rende nervoso e tatticamente sterile, non riuscendo ad incidere nel match.
Zaniolo 6: L’unico romanista degno della sufficienza. Ci prova, lotta con tutte le sue forze prendendo anche tante botte da Radu e compagnia. Le occasioni più interessanti del primo tempo partono da lui, così come nella ripresa, dove aspetta quel secondo di troppo a tirare verso Strakosha al termine di un assolo strepitoso. Si deve arrendere al dolore al fianco e uscire anzitempo.
El Shaarawy 5: Tocca pochi palloni, praticamente un fantasma.
Dzeko 5: Ok che il bosniaco ci ha abituato a vederlo retrocedere sin sulla linea del centrocampo pur di andarsi a prendere il pallone da solo, ma stasera non ha ricevuto neanche un aiuto dai compagni, né tantomeno qualche palla giocabile. Nel finale si lascia trascinare dal nervosismo.
Perotti 5: Un solo cross degno di nota, ciccato da Pellegrini.
Pastore 5: Entra in campo e sembra avere quel cambio di passo che possa far risorgere la Roma. Ma l’illusione dura pochi minuti. Si intralcia con Pellegrini al momento del tiro che avrebbe potuto riaprire il Derby.
Schick s.v: Entra a partita già finita.
Di Francesco 4: La squadra non può sempre dipendere dalle giocate dei singoli. Con Bologna e Frosinone è andata fin troppo bene per il gioco espresso in campo. Ma l’assenza di Manolas non può giustificare una prestazione del genere, non da gruppo.
Si parla tanto di approccio al match e puntualmente i suoi vengono schiacciati nei primi minuti.
Serve un cambio di passo importante e repentino, perché mercoledì sera ci si gioca l’accesso ai quarti di Champions League nel ritorno della sfida contro il Porto.
Pagelle Lazio: Strakosha 6.5; Bastos 6.5, Acerbi 7, Radu 6.5; Marusic 6, Luis Alberto 6.5, Leiva 7, Milinkovic Savic 7, Lulic 6.5; Correa 7.5, Caicedo 7.
Subentrati: Immobile 6.5; Cataldi 6.5; Parolo s.v.
Allenatore: Simone Inzaghi 7.
Arbitro: Paolo Silvio Mazzoleni 5.5. Non ottimale la gestione dei cartellini gialli. Ingiusta la seconda ammonizione per Kolarov. Il fallo è di Immobile sul serbo e non il contrario. Dubbi sul rigore assegnato alla Lazio. Fazio sembra toccare il pallone prima che il giocatore. Il VAR conferma l’interpretazione del direttore di gara. Giusto non espellere l’argentino ma solo ammonirlo per la regola che impedisce la tripla sanzione.

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