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updated 11:06 PM CET, Dec 6, 2019

Serie A, le pagelle di Milan-Roma

I rossoneri strappano i tre punti a trenta secondi dalla fine giocando meglio degli avversari. Kessie e Cutrone in gol. Fazio illude i giallorossi, svogliati e distratti. L’esperimento di Di Francesco non dà i risultati sperati.

San Siro torna rossonera.
Dopo le ultime stagioni in cui la Roma si era impossessata dello stadio milanese, facendone quasi un fortino, gli uomini di Rino Gattuso sono riusciti a sfatare il tabù vincendo per 2-1 all’ultimo respiro grazie al gol di Patrick Cutrone.
Meriti vanno sicuramente ai padroni di casa, ma Daniele De Rossi e compagni ci hanno messo del loro, apparendo svogliati, quasi senza convinzione nel giocare il pallone.

Il cambio di modulo di Eusebio Di Francesco non ha sortito gli effetti sperati, mandando in confusione una squadra che, con i 12 nuovi innesti, non ha ancora assimilato al meglio i meccanismi del gioco predicato dal tecnico abruzzese.
In avanti, delude la coppia Edin Dzeko-Patrik Schick, mentre chi doveva illuminare per i due attaccanti, ovvero Javier Pastore, non è mai riuscito ad accendere la luce.
Male anche centrocampo e difesa, costantemente in ritardo in fase di non possesso.
Il primo tempo si è concluso sull’1-0 per meneghini grazie alla rete di Frank Kessie.
Un pochino meglio è andata nel secondo tempo, anche grazie all’ingresso di un attaccante veloce come Stephan El Shaarawy e il ritorno alla difesa a 4.
La Roma riesce addirittura a trovare il gol del momentaneo 1-1 con un difensore, Federico Fazio. Bel tiro al volo in diagonale che batte Gianluigi Donnarumma.
Da quel momento ci si aspettava un cambio di rotta nell’interpretazione del match, rimasto, invece, sui ritmi blandi della prima frazione di gioco, con il Milan a creare più dei capitolini, trovando il nuovo vantaggio prima con Gonzalo Higuain, annullato dal VAR per fuorigioco, poi con Cutrone nel finale.
Anche ai giallorossi è stato annullato dalla tecnologia il 2-1 di Steven N’Zonzi. Il francese, infatti, controlla il pallone con il braccio e calcia in rete. L’arbitro Marco Guida non convalida dopo aver visionato le immagini a bordocampo.
Pagelle Roma:
Olsen 5.5: Incolpevole sui gol del Milan, ma questa sua indecisione nelle uscite è da cardiopalma per squadra e tifosi. Fortunato che un piede di Higuain fosse in fuorigioco, altrimenti avrebbe avuto quella rete sulla coscienza, data la clamorosa staticità in porta.
Marcano 5: Gioca una partita sufficiente per 30 minuti, poi va in confusione con il resto della difesa, perdendosi le marcature in occasione del vantaggio avversario. Errore che, aggiunto ad un paio di disimpegni errati, gli vale l’insufficienza in pagella.
Manolas 5: Più simile a quello del primo tempo contro l’Atalanta che al difensore roccioso e testardo che conosciamo. Tanta grinta, per carità, ma il posizionamento è quasi sempre errato, con gli attaccanti milanisti spesso in anticipo sul baluardo greco. Serata no.
Fazio 5.5: Solo il gol, per altro di pregevole fattura per essere un difensore, gli fa guadagnare mezzo voto in più rispetto ai compagni di reparto, altrimenti sarebbe stata un’altra serata difficile per il Comandante, al momento lontano parente di quello ammirato la scorsa stagione.
Karsdorp 5.5: Pur tornando in campo dopo quasi un anno, l’olandese non fa una bruttissima figura, riuscendo a tenere il ritmo, seppur non elevato, degli avversari e reggendo le scorribande di gente come Suso e Calabria, che vantano una preparazione atletica migliore del terzino giallorosso. A metà ripresa, sfinito, è costretto a chiedere il cambio. Può solo migliorare.
De Rossi 5: Parte con la stessa grinta vista contro l’Atalanta, murando due tiri ravvicinati di Suso. Poi si abbassa al livello piuttosto mediocre dei compagni, sbagliando molti palloni in fase di costruzione ed essendo molto lento con la sfera tra i piedi. Si becca un cartellino giallo evitabile e non sale con i difensori nell’azione del gol di Cutrone, tenendo in gioco la punta rossonera.
N’Zonzi 5: Uno dei migliori a centrocampo per 70 minuti. Poi il crollo dovuto alla condizione fisica non eccellente. Dura poco la gioia per la marcatura personale, annullata dal VAR per fallo di mano, anche se fortuito. Pesa come un macigno l’errore in disimpegno davanti all’area di rigore che regala, di fatto, il gol al Milan.
Kolarov 5: A differenza delle scorse uscite, fa molto meglio la fase offensiva, mettendo palloni interessanti in mezzo, mal sfruttati dai compagni, e sovrapponendosi costantemente prima a Pastore, poi a El Shaarawy. Va peggio in difesa, dove spesso si ritrova a rincorrere gli avversari con grande fatica. Serve il vero Kolarov, al più presto.
Pastore 5: Spetterebbe a lui il compito di accendere le famose luci a San Siro, ma, tra la lentezza generale dei compagni e la sua mancanza di precisione, il compito gli riesce troppo di rado. Non prova mai l’iniziativa personale e la porta la vede solo da lontano. Passo indietro rispetto a lunedì scorso.
Schick 5: Cambia spesso posizione nei tre d’attacco, giocando sia da ala che da punta, ma non riesce ad incidere in nessuna zona del campo. Non si registrano conclusioni verso Donnarumma degne di nota.
Dzeko 5: Di Francesco parla di compatibilità con Schick. Ma ogni volta che i due giocano insieme è come se si pestassero gli scarpini l’uno con l’altro. Il bosniaco, infatti, si ritrova spesso largo a sinistra o a destra, posizione decisamente atipica per un centravanti. Che questa non sia la sua serata lo dimostrano le palle perse nei duelli fisici con gli avversari, che di solito stravince, e nel tiro, nei minuti di recupero, da buona posizione, finito debole e abbondantemente a lato rispetto alla porta di Donnarumma.
El Shaarawy 6: Il suo ingresso ha portato qualche beneficio alla squadra, che, almeno in avanti, ha ritrovato un pizzico di convinzione, velocità e imprevedibilità. Si addanna per recuperare i palloni persi dai compagni e rientra sulla mediana per cercare di arginare le ripartenze avversarie.
Cristante 4.5: L’allenatore lo mette in campo per dare brio al centrocampo spento della Roma. Lui sbaglia tutto il possibile. Perde palloni banali e vanifica una potenziale azione da gol sgambettando Kessie a palla lontana, beccandosi un ingenuo cartellino, per sua fortuna solo giallo. Non è questo il Bryan Cristante che conosciamo.
Santon s.v: Gioca pochi minuti e fa vedere di avere qualche spunto positivo, ma nulla di più.
Di Francesco 4.5: Stavolta il cambio di modulo non è stata la scelta migliore. Che la squadra non abbia ancora trovato i suoi equilibri, la sua identità e non abbia assimilato i dictat del tecnico è testimoniato proprio dalle numerose modifiche apportate al sistema di gioco avvenute tra una partita e l’altra ma anche all’interno della medesima (4-3-3, 4-2-3-1, 3-4-3).
Anche i cambi non hanno sortito a pieno l’effetto sperato.
Il tempo per crescere c’è, ma bisogna fare in fretta. Per fortuna ora c’è la pausa nazionali che permetterà al mister abruzzese di poter lavorare con calma sulla tattica e la tenuta psicofisica dei suoi calciatori. Alla ripresa ci sarà il Chievoverona in campionato e subito dopo il Real Madrid in Champions League.
Pagelle Milan:
Donnarumma 6; Calabria 6; Musacchio 7; Romagnoli 7; Rodriguez 6.5; Kessie 7; Biglia 6.5; Bonaventura 6.5; Suso 6; Higuain 7; Calhanoglu 6.5.
Subentrati: Castillejo 6; Cutrone 7; Laxalt s.v.
Allenatore: Gennaro Gattuso 7.
Arbitro: Marco Guida 6. Giuste entrambe le decisioni prese grazie al VAR e corretta la convalidazione del gol di Cutrone, che parte in posizione regolare. Partita senza particolari momenti di tensione e buona gestione dei cartellini gialli. Il fallo di Cristante è da arancione, ma il fischietto campano opta per il buon senso e punisce il giallorosso con l’ammonizione.

Ultima modifica ilSabato, 01 Settembre 2018 00:33

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