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updated 10:17 AM CET, Mar 20, 2019

Serie A, le pagelle di Roma-Genoa

I giallorossi vincono ma non convincono. Fazio, Kluivert e Cristante regalano i tre punti ai capitolini. Notte da incubo per OIsen. Il Grifone gioca bene un tempo, poi stacca la spina. Inutile l’assedio nel finale, in cui Di Bello e il VAR negano un rigore a Pandev. Giusto annullare il 3-2 rossoblù per fuorigioco di Piatek.
In un clima surreale, la Roma ritrova la vittoria dopo più di un mese.
Il risultato è uno dei più tipici di una sfida contro il Genoa: 3-2.
La partita è brutta, a tratti confusionaria, senza una trama che permetta di stabilire chi potrà avere la meglio.
Di certo è il Grifone a partire con il piede giusto, trovando meritatamente il vantaggio grazie al solito Krzysztof Piatek. Il polacco sfrutta una papera, la prima di una serata difficile, di Robin Olsen, che si lascia sfuggire un tiro parabile e non riesce a rimediare all’errore, nonostante il pallone sia lentamente indirizzato in porta. Il più lesto di tutti è il capocannoniere ligure che fa 1-0.
La reazione dei padroni di casa stenta ad arrivare e il pareggio di Federico Fazio sembra quasi frutto di una casualità.
Il difensore centrale, infatti, si trasforma in centravanti su calcio d’angolo e mette dentro il pallone con un tiro al volo potente e preciso.
L’illusione dura qualche giro di lancette e la squadra di Cesare Prandelli torna in vantaggio, con il tiro di Oscar Hiljemark che batte Olsen.
Nel primo tempo c’è ancora spazio per una bella azione di contropiede romanista, forse la cosa più bella della serata.
Dopo una serie di passaggi di prima intenzione, la sfera arriva a Justin Kluivert, che parte da metà campo, punta e semina Ervin Zukanovic, che non può intervenire in quanto ammonito, e con un diagonale radente pareggia il match.
Nella ripresa, gli uomini di Eusebio Di Francesco provano a cambiare marcia, ma nonostante l’avvio positivo e il gol sfiorato da Cengiz Under, è il Genoa a trovare il 3-2 con Darko Lazovic. Anche qui le responsabilità di Olsen sono tante, in quanto non riesce, per la seconda volta, a trattenere il pallone.
Fortuna vuole che il VAR riesamini l’azione e noti il tacco di Piatek leggermente avanti al corpo di Kostas Manolas a inizio azione. Fuorigioco e rete annullata.
A quel punto la Roma prova a scuotersi e ribalta il risultato grazie al secondo gol consecutivo di Bryan Cristante, al termine di un dialogo di qualità con Kluivert. Tiro centrale ma potente, di collo destro, che non lascia scampo a Ionut Radu.
Nel finale i liguri si riversano in avanti ma senza successo, per quanto Goran Pandev venga spinto a due mani da Florenzi in area e né l’arbitro Marco Di Bello, né il VAR, giudichino fallo da rigore l’intervento del capitano giallorosso. Errore che fa riflettere ancora una volta sull’uso della tecnologia in campo.
Finisce 3-2 per i giallorossi, con i fischi di un Olimpico per nulla soddisfatto della prestazione della squadra romana, che guadagna 3 punti preziosissimi.
Pagelle Roma:
Olsen 4.5: Chi risente più di tutti della tensione che gira nell’aria all’Olimpico bè il portierone svedese. Sul primo gol, non è tanto la palla non bloccata che fa discutere, quanto i tempi di reazione per cercare di evitare che la sfera finisca in rete. Viene salvato dal VAR in occasione del terzo gol genoano, sul quale commette una seconda, clamorosa, papera.
Fazio 6: Avanza a grandi falcate e imposta il gioco. Si fa trovare pronto su calcio d’angolo e mette a segno il gol del momentaneo pareggio della Roma. Commette uno svarione che non viene sfruttato dagli avversari, ma di certo è una delle sue migliori prestazioni nell’ultimo periodo.
Manolas 6: La concentrazione è migliorata rispetto alle recenti uscite. Vince in velocità e in strapotere fisico contro Kouame e prova a dare sicurezza ad un reparto spesso troppo molle.
Juan Jesus 5.5: Dovrebbe aiutare Kolarov nei duelli in velocità, ma troppe volte i giocatori dalla sua parte riescono ad imbucarsi in area di rigore. Con la palla tra i piedi non è tranquillo come in altre occasioni.
Florenzi 5: Troppa insicurezza in fase difensiva, tanto che Di Francesco è costretto a metterlo esterno d’attacco, inserendo Santon. Ma anche in fase offensiva il capitano di serata non fa un figurone.
Cristante 6.5: In questo momento complicato, l’ex Atalanta sta salendo in cattedra a suon di prestazioni convincenti e gol. Anche stasera si mette in cabina di regia con una certa sicurezza, andando a coprire gli errori del compagno di reparto. Il suo destro al volo regala 3 punti preziosissimi alla squadra. Sfiora anche la gioia della doppietta, con il pallone che si ferma sul palo.
Nzonzi 5: Saranno le troppe partite consecutive giocate da titolare, ma il francese inizia ad essere visibilmente stanco. Perde spesso i contrasti aerei, specialità della casa, e in velocità si lascia saltare con troppa facilità.
Kolarov 5.5: Meglio la ripresa che il primo tempo. Specialmente in avvio di gara, il serbo dimostra di non trovarsi a suo agio nel modulo sperimentale messo in campo da Di Francesco, sbagliando costantemente il posizionamento e permettendo agli avversari di ritrovarsi in superiorità numerica sulla sinistra, con 2 giocatori a puntare Juan Jesus. Cresce nei secondi quarantacinque minuti, dove si riaffaccia anche in attacco.
Under 5.5: Probabilmente ama i giocatori alla Vucinic e i gol facili non sono per lui. Nel primo tempo è uno dei pochi a metterci cuore e corsa, ma nella ripresa, quando la squadra cresce, si inizia a spegnere, forse anche per colpa del gol divoratosi dopo 30 secondi dall’inizio del secondo tempo.
Zaniolo 6.5: Si fa tutto il campo avanti e indietro per l’intera durata del match, compresi i 5 di recupero. Ovviamente non lo si è mai visto in posizione di centravanti, nonostante il modulo lo vedesse schierato come falso nueve, ma la caparbietà e la voglia di questo ragazzo devono essere da modello per il resto della compagnia in maglia giallorossa.
Kluivert 6.5: Fino allo scadere del primo tempo si vede molto poco. Si accende improvvisamente con la cavalcata nell’ultimo dei primi quarantacinque minuti, che lo porta a battere Radu con un diagonale secco e preciso. Nella ripresa si fa vedere di più, spesso esagerando nel dribbling, ma confezionando l’assist per il 3-2 di Cristante. Uno dei pochi a prendersi gli applausi al momento del cambio.
Santon s.v: Messo in campo per aiutare Florenzi sulla destra.
Schick 4.5: I fischi all’ingresso in campo non lo hanno aiutato, ma il ragazzo non riesce a entrare in partita e, anzi, rischia di farsi buttare fuori per due falli inutili che gli sono costati un cartellino giallo e un richiamo.
Di Francesco 5.5: Il 3-4-3 era la mossa della disperazione. Il risultato gli dà ragione, la prestazione no.
La squadra è malata, come da lui definita nel post gara, e questa vittoria non è la medicina miracolosa.
Serve lavoro costante anche sulle teste dei giocatori, alcuni dei quali appaiono privi di energie e di voglia.
Il fatto che per tutto il primo tempo non ci sia dialogo tra gli uomini in giallorosso è sintomo che qualcosa non funzioni.
All’Allianz Stadium, sabato sera, contro la Juventus non si può scendere in campo così.
Pagelle Genoa: Radu 5.5; Biraschi 5.5, Romero 5.5, Zukanovic 5; Romulo 6, Hiljemark 6.5, Sandro 6.5, Bessa 6, Lazovic 5.5; Piatek 6.5, Kuoame 6.
Subentrati: Pereira 6; Pandev 5.5; Rolon 5.5.
Allenatore: Cesare Prandelli 5.5.
Arbitro: Marco Di Bello 5. Direzione impeccabile fino ai minuti di recupero del match. Giusto annullare, grazie al VAR, il terzo gol del Genoa per fuorigioco di Piatek a inizio azione, che in nessun modo, a velocità reale, sarebbe potuto essere rilevato. Pesa come un macigno sul voto, il rigore non assegnato ai rossoblù per spinta a due mani di Florenzi su Pandev al 94esimo. Il VAR non interviene, sbagliando.
Ultima modifica ilGiovedì, 20 Dicembre 2018 16:43

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