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updated 8:59 PM CET, Feb 27, 2020

Tranquillità: Fonseca ha finalmente scoperto l’arcano e la soluzione dell’A.S.Roma.

462px AS Roma Logo 2017.svgO forse no?
Fonseca finalmente esce allo scoperto e ci svela il problema segreto della sua squadra: “Serve tranquillità”.
Esultano i tifosi che alla fine della partita con il Bologna si chiedevano quale fosse il problema della loro compagine. Ebbene manca la tranquillità.
Sì va bene ma che significa?
Vediamo cosa ci dice l'Enciclopedia Treccani: “Tranquillità: La condizione di chi o di ciò che è tranquillo; stato di calma, di quiete fisica o spirituale”. 
Vedendo quello che è successo in campo nelle ultime apparizioni della Roma che ha giocato almeno tre primi tempi in assoluta tranquillità (ricordando, a chi è un po’ attempato, gli anni in cui si effettuava lo sciopero bianco, ossia “Sto sul posto di lavoro ma non lavoro”), con calma e quiete, sicuramente anche i giocatori hanno letto la Treccani.
Forse, però, la tranquillità non si addice a chi deve fare il proprio lavoro cercando di raggiungere traguardi che non arrivano tranquillamente, ma che devono essere raggiunti con la giusta dose di cattiveria (sportiva in questo ambito), di ambizione e di rispetto per chi condivide, senza poter intervenire direttamente, le gioie e i dolori dei “tranquilli” giocatori che scendono in campo.
I tifosi, sì sempre loro, loro che sono la parte più importante di una società sportiva, quelli che allo stadio non vanno con tranquillità, quelli che la tranquillità è un miraggio, quelli che vorrebbero vedere i loro indossatori di maglia giallorossa non belli tranquilli, ma... ma... ma sì diciamolo dai... belli incaxxati.
Comunque questo stato di mancanza di tranquillità, che ci dicono scarseggi nella squadra, sembra che abbia contagiato con una sorta di narcolessia tutti coloro che scendono in campo, ognuno sembra assente, con i propri pensieri che lo portano lontano dal proprio lavoro, e la cosa che lascia esterrefatti è che, in effetti, sono tutti nella propria bolla indipendente ognun per se, ed è strano perché, quasi statisticamente, 14/15 giocatori tutti contemporaneamente in pessime condizioni psico-fisiche si può verificare solo se durante le fasi di allenamento e preparazione di una partita, si compiano degli errori importanti e determinanti.
Ma questo fa parte della sfera degli allenatori, preparatori, medici ecc. tutti ottimi professionisti, e noi siamo solo poveri tifosi e ne siamo completamente fuori.
Forse per lasciarli veramente tranquilli, dovremmo non andare allo stadio, non scrivere su di loro, non idolatrarli quando li incontriamo, non esultare troppo quando magari realizzano un gol, si potrebbero spaventare del boato e perdere la tranquillità.
Comunque Roma-Bologna è andata in scena, non troppo tranquillamente la Roma ha preso tre pappini dalla compagine de “la Dotta” che ha ringraziato del primo tempo giocato in assoluta solitudine.
Al ritorno sul campo, dopo un tempo "giocato" così male, era scontato attenderci una reazione della Roma, che se vogliamo c’è stata ma non tutte le avversarie sono così docili da farsi rimontare e il Bologna ha tirato fuori gli artigli e ha combattuto su ogni pallone e alla fine ha conquistato i tre punti.
La Roma subisce sette gol in due partite consecutive, dopo il derby la difesa della Roma si è praticamente sciolta, sembrano a volte quasi dei dilettanti.
Alla fine che dire, speriamo che rientrino al più presto gli indisponibili, purtroppo Zaniolo non lo vedremo a breve, e che diano una carica di “furore”, come chiedeva il grande vecchio Maestro Zeman, che contagi più della mancanza di tranquillità.
Ultima modifica ilSabato, 08 Febbraio 2020 23:00
Emiliano Frattaroli

Direttore Editoriale

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