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updated 6:25 PM CEST, Jun 17, 2019
Calcio

Calcio (304)

Bari e Ternana: gol di Cristian Galano

È il 10° minuto del primo tempo al San Nicola di Bari si sta disputando il posticipo della 16ma giornata di serie B tra Bari e Ternana quando Cristian Galano (autore della doppietta che consentirà al Bari di vincere per 2-1) sigla la prima rete.

Il furetto barese dopo aver dribblato astutamente il difensore umbro Masi, fa partire un tiro mancino secco e preciso che in diagonale batte imparabilmente l'incolpevole Brignoli il quale si inarca in tuffo non potendo far altro che osservare incolpevolmente la sfera terminare sotto il sette alla sua sinistra.

Bari-Ternana2-1

Ogni maledetta domenica

football-goal-1429113-mPremessa doverosa: è senza dubbio arduo parlare del fenomeno calcio senza infrangere nel lettore e/o ascoltare il muro dell’oggettività.

Qualsiasi parola sia spesa a difesa di una posizione o dell’altra il rischio è di schierarsi con una parte della barricata.

La perdita di uno sguardo oggettivo tout court, nell’analisi delle questioni relative al mondo calcio, è una delle tragedie e sconfitte  culturali per il nostro paese, che determinano l’ascesa di una nuova classe sociale, gli ultrà!

La questione calcio offre in questo paese spunti di ogni genere, dalle riflessioni dotte, alle pseudo romantiche degli amanti calciofili, passando per i prosaico - moraleggianti dei detrattori e concludersi nelle questioni reali di problemi di lungo corso.

Il fenomeno calcio presenta, nelle sue prismatiche peculiarità, l’arrogante presunzione di sentirsi e sapersi intoccabile, inviolabile, insostituibile per la grande massa di adepti, tifosi e manager.

Affrancato, in questa viziosa teoria, dalla legittimità di poltrone e ricchi imprenditori che hanno fatto del calcio uno degli sport a più alto quoziente redditizio.

Il calcio e gli stadi, sono sempre più dipinti nella cultura mass-mediatica e popolare come la zona franca per eccellenza in cui tutto è permesso perché tutto è inspiegabilmente consentito.

Si riporta alla memoria storica il caso passaporti falsi del 2001 che coinvolse diverse società e giocatori eminenti.

La commissione calcio italiano chiuse la questione con semplici ammende e inibizioni per società e giocatori.

fans-on-the-stadium-561267-mAldilà delle questioni etiche relative, la pena apparve troppo mite e poco incisiva per porre rimedio a un problema importante come quello della falsificazione dei documenti.

Prim’ancora che illecito sportivo è un evidente atto illegale previsto dal codice penale all’articolo 496, il quale dichiara che il reato di false dichiarazioni sull'identità punisce chiunque, interrogato sull'identità, sullo stato o su altre qualità riguardanti se stesso o altra persona, rende dichiarazioni mendaci a un pubblico ufficiale o a un soggetto incaricato di un pubblico servizio nell'esercizio delle funzioni o del servizio.

La pena prevista è la reclusione da uno a cinque anni.

monumental-de-nuez-426251-sLa notizia fece grande scalpore, ma l’eco rimase strozzato in gola dei garanti della giustizia, il calcio, la politica, la società intesa come insieme di interessi e regole avvallava l’illecito, le scappatoie illegali i sotterfugi meschini pur di non interferire nelle regole del business calcistico.

Naturale porsi delle domande sui perché la giustizia ordinaria non intervenne in modo deciso e perentorio, salvaguardare il diritto prima dell’interesse sportivo.

Le prime “bravate” degli ultras mettevano in luce una nuova questione per i dirigenti del calcio ponendo in essere la richiesta di nuove regole, principi, norme.

L’euforia dei campionati portava, nonostante tutto, campioni, politici, tifosi ad annebbiare le proprie responsabilità, i propri ruoli, le proprie competenze.

Lo stadio diventava sempre più la valvola di sfogo per ogni topo di rimostranza sociale, tanto che le stesse ingiustizie sociali diventavano loro malgrado la difesa per scorribande e mala gestione; in quest’arena a cielo aperto lo sport veniva sempre più relegato a margine delle questioni, l’extra-calcio – ovvero tutto quello che di sportivo non era - copriva intere copertine di quotidiani e talk show sportivi.

Entravamo di diritto nel teatro dell’assurdo, città blindate per una partita di calcio, accoltellamenti fra tifoserie, scontri fra ultrà e polizia, stadi chiusi, Daspo, curve chiuse per cori razzisti.

Le gesta del campione diventavano l’arma impropria per difendere principi e doveri delle squadre di calcio, delle società come aventi diritti, dei tifosi come destinatari delle prodezze e delle singole scelte della società.

green-monsters-779097-sIn quest’anomalia del calcio, si sanciva il diritto inalienabile del tifoso: “Pago il biglietto ho il diritto di manifestare le mie idee/proposte alla società” e guai a chi ci toglie questo diritto/dovere.

Citiamo il caso di domenica 10 novembre quando in occasione della partita Juventus VS Napoli, gli ultrà juventini, dinanzi alle reiterate richieste dello speaker di interrompere i cori discriminatori contro i napoletani, facendo appello al buon senso, hanno risposto in modo eloquente: "Noi facciamo quel cazzo che vogliamo".

In questa epifania del calcio si può leggere l’innaturale metamorfosi che lo sport italiano vive, o più, semplicemente, la dimostrazione che il livello culturale del paese è sempre più prossimo al suo punto di bassezza massimo, oltre il quale sarà difficile scendere.

Nell’azzardato paragone semantico potremo definire il momento storico attuale del calcio italiano come il ground zero della nostra cultura sportiva. Se Cultura sportiva il paese presenta!

Di fatto, se rileggessimo con naturale oggettività del caso quanto accaduto negli ultimi anni, fuori e dentro gli stadi, i dubbi diventerebbero certezze e lo stupore avrebbe lasciato spazio a una nuova regolamentazione per tesserati e ultrà.

galatasaray-106984-sÈ noto a noi tutti della compravendita delle partite; dei tesserati corrotti, delle infiltrazioni malavitose nella gestione delle scommesse; delle città militarizzate che ogni maledetta domenica blindano stazioni, piazze, strade nella speranza che tutto fili liscio; intanto sono stati introdotti i Daspo, chiuse le curve per cori discriminatori, le tessere del tifoso, ma niente ha arginato l’anarchismo dagli stadi.

Se lo stupore e la gioia di una partita diventano il margine delle cronache sportive, si è necessitati dall’agire in modo differente da quanto fin qui proposto. 

A Benevento, Felice Evacuo, giocatore della squadra locale, fu intimato l’ordine di auto-licenziarsi e lasciare in 24 ore la città, reo di aver salutato la tifoseria della sua ex squadra – il Nocerina - , costretto in seguito a un umiliante video di scuse.

La tolleranza zero, proposta dal Premier Enrico Letta – condivisa e condivisibile -, in merito ai recenti fatti di Salerno devono aver un seguito reale, concreto, incisivo, non possono né devono rimanere parole al vento, o inutili specchietti per le allodole per imbonire l’elettore, sarebbe quanto di più sbagliato in questo momento di grave disagio socio-economico per l’intero paese.

galatasaray-107001-sQuanto accaduto domenica 10 novembre allo stadio Arechi di Salerno in occasione del derby Salernitana-Nocerina, rappresenta l’esempio massimo degli squilibri socio-culturali del paese.

La partita è durata poco meno di 20 minuti, conclusa per volere dei tifosi della Nocerina, esclusi, a loro volta, per volere del prefetto, dallo stadio e quindi impossibilitati a tifare la loro squadra.

Esemplare il coro dei tifosi: “O con noi o nessuna partita!”.

La vittoria di Pirro degli ultrà fa da sfondo ai Daspo, alle ammende e sospensioni per dirigenti e giocatori della Nocerina.

Ripercorrere l’accaduto è oggi secondario, riteniamo opportuno, invece, riportare stralci dell’intervista rilasciata per il quotidiano La Repubblica del 14/11/2013, a Gianni Mura dall’ex allenatore del Brescia, Marco Giampaolo, in merito agli ultimi avvenimenti.

“Se è, come, in effetti è, un problema culturale, non se ne esce senza un forte impegno da parte dello Stato.

Noi del calcio dovremmo educare allo spettacolo, far diventare la partita lo svago dei fine settimana dopo tutti i problemi che ci sono sul lavoro e in famiglia.”

Invece a sua volta il calcio diventa un problema (sic).

Invece?

football-461969-sInvece spesso smentiscono ogni legame con gli ultrà e gli passano i biglietti sottobanco.

Stigmatizzano con un fiero comunicato il comportamento degli ultrà e gli pagano la trasferta.

Se gli ultrà alzano in continuazione l'asticella delle prove di forza è anche perché sotto i piedi gli hanno steso tappeti rossi.

Tutti cercano di gestire il problema, ma gestire non vuol dire risolvere.

Bisogna prendere atto che molte misure sono fallite.

E nemmeno aiuta discutere di come hanno fatto gli inglesi ai tempi della Thatcher: aumentare di molto il costo dei biglietti, dotare gli stadi di celle dove chi delinque passa almeno una notte e la mattina dopo è giudicato per direttissima.

Se il Daspo in Italia si rivela inefficace, si potrebbe ipotizzare una destinazione a lavori socialmente utili.

Ogni maledetta domenica si vinca o si perda gli ultras non perdono occasioni per mettersi in mostra, contro altri supporter o contro la polizia:

8 aprile 2013: Roma, stadio Olimpico: sei accoltellati, in totale otto feriti, questo il bilancio della vigilia del derby capitolino.

Quattro dei fermi furono tramutati in arresti, due dei quali con Daspo.

Per tutti e quattro, alcuni dei quali con precedenti specifici, il Questore di Roma Fulvio della Rocca dispose il divieto di assistere alle manifestazioni sportive per 5 anni, il massimo previsto dalla normativa.

world-cup-06-545481-s22 aprile 2012: Genova, stadio Marassi: alcuni tifosi del Genoa, con la squadra di casa sotto 4-0 contro il Siena, provocano la sospensione di 45 minuti del match per lancio in campo di  fumogeni e petardi.

Una parte del pubblico lascia gli spalti, mentre alcuni tifosi si arrampicano minacciosamente sulle recinzioni.

Qualcuno si sistema sul tunnel che dovrebbe portare le squadre negli spogliatoi.

Mentre la terna arbitrale e il Siena, lasciano il terreno di gioco, il capitano del Genoa, Marco Rossi, prova a dialogare con i propri tifosi.

Molti giocatori del Genoa, probabilmente su pressione degli ultras, si sfilano le maglie e le consegnano a Rossi.

Qualcuno, come Giuseppe Sculli, si rifiuta.

Giandomenico Mesto ha una crisi di nervi e scoppia a piangere.

Le discussioni proseguono e, dopo 40 minuti ad altissima tensione, vengono ripristinate le condizioni per portare a termine il match.

21 marzo 2004, Roma: stadio Olimpico, sette tifosi della Roma dopo aver scavalcato le recinzioni ed essere arrivati a bordo campo impongono al capitano della Roma, Francesco Totti, di pretendere dal direttore di gara l’interruzione della partita a causa di un presunto evento funesto, in ottemperanza alla norma che stabiliva proprio questa possibilità.

Si diffuse sugli spalti, infatti, la voce, poi rivelatasi infondata, circa la morte di un ragazzo che sarebbe stato investito da una camionetta della polizia.

L’ufficiale smentita da parte della polizia, diffusa tramite gli altoparlanti dello stadio, non fu in grado di levare ogni dubbio.

Dopo 25 minuti di sospensione della partita, l’arbitro Rosetti, a seguito di una consultazione telefonica con il presidente della Lega Calcio, Adriano Galliani, decise di interrompere definitivamente la gara.

Sono solo alcuni dei numerosi esempi che la cronaca riporta, il resto è una memoria senza fili che il passato ripone nella scatola del dimenticatoio; in fondo sono solo partite di calcio!

Dodicesima giornata di serie B.

Siamo al 78° allorché il Bari riesce a cogliere il pareggio (1-1) al Castellani di  Empoli grazie a Cristian Galano.

La dinamica dell'azione che porta alla segnatura ha le sue radici in un sospetto controllo volontario con la mano di Calderoni che astutamente serve Fedato il quale, nel tentativo di proporre una sfera allettante in profondità per gli attaccanti baresi, trova una deviazione fortuita di un difensore empolese che permette a Cristian di tirar fuori dal cilindro una delle più belle perle del suo repertorio e cioè il siluro rasoterra con il mancino che piega letteralmente i guantoni a Bassi con la sfera che sbatte rasoterra sul palo sinistro interno per poi terminare finalmente in rete per il tripudio barese.

Immagineempoli 2

Nuovo cambio di look per lo stemma dell’Everton Football Club

Crest EvertonE’ stato svelato questa mattina, durante una conferenza stampa,  il nuovo logo societario per la stagione 2014/2015 dell’Everton F.C. scelto direttamente dai tifosi.

Infatti, dopo le numerose critiche mosse dai sostenitori dei “Toffees”, oltre 22.000 firme raccolte online, contro la scelta societaria di eliminare lo storico motto della squadra dallo stemma presentato a maggio per la stagione 2013/2014, il club blu royal si è visto costretto a un nuovo restyling.

Questa volta però, al fine di evitare brutte sorprese, sono stati coinvolti anche i tifosi.

I fan, dunque, hanno avuto la possibilità di scegliere il loro stemma preferito su tre diverse opzioni.

Il contest ha coinvolto un gran numero di utenti online, secondo i dati ufficiali i voti pervenuti sarebbero stati 13.268, dei quali 39 non validi.

«Vorrei ringraziare tutti i sostenitori che hanno preso parte a un ampio processo di riprogettazione del logo. – ha dichiarato in una nota Alan Myers, Everton Director of Communications - Non vedo l'ora di vedere il nuovo stemma sulla maglietta, allo stadio, nel merchandising e sul sito web».

Il Crest prescelto, che ha ottenuto una vittoria schiacciante sulle altre alternative possibili aggiudicandosi il 78,18% delle preferenze, manterrà alcune similitudini con quello originale ideato da Theo Kelly per la stagione  1937-38.

Al suo interno, infatti, con enorme soddisfazione dei tifosi, conserverà le icone principali della tradizione del club, come la Torre di Prince Rupert, che sorge nel cuore del quartiere Everton a Liverpool, il famoso motto, “Nil Satis Nisi Optimum”,  "Solo il meglio è abbastanza buono" e lo scudo.

La Carrarese di Mister Maurizio Braghin

Dopo la 4° giornata del campionato di Lega Pro di 1° Divisione Girone A la Carrarese di Mister Maurizio Braghin si ritrova insieme al Pavia in penultima posizione di classifica a quota 3 punti con 5 reti realizzate tutte alla prima giornata a San Marino (San Marino-Carrarese=0-5) e altrettanto 5 reti subite nelle sconfitte interne con Virtus Entella (0-1), Reggiana (0-2) e in quella esterna di Vicenza (2-0).

La sensazione più immediata a questo punto è che il Mister biellese dovrà lavorare parecchio per portare il prima possibile la propria squadra in una posizione più tranquilla di classifica quantomeno per riuscire a ottenere una salvezza ipotetica figurativa anticipata visto che molto probabilmente dal campionato prossimo 2014/15  la Prima Divisione verrà unita alla Seconda Divisione per far posto a un'unica Lega Pro. .

(vignetta di Maurizio Braghin).

 

Braghin

Serie A, comanda la Roma: Samp battuta 0 a 2

roma samp-1Quinta vittoria su cinque giornate, il cammino della squadra giallorossa nel campionato di serie A prosegue a gonfie vele.

La Roma esce indenne dalla trasferta di Marassi e guarda tutti dall'alto.

Rudi Garcia (ieri espulso per aver applaudito ironicamente l'arbitro) è l'artefice di questo splendido inizio di campionato della squadra romanista: gli ha dato un’anima, la forza di credere nei propri mezzi e ha rigenerato giocatori che sembravano ormai stanchi di vestire i colori di questa maglia.

La squadra crede nel proprio allenatore e nei suoi dettami tattici, questo lo si vede in campo, ognuno si impegna al 100% per perpetuare l'obiettivo della vittoria.

Castan urla dopo aver strappato la sfera a un avversario come se avesse segnato un goal; Miralem Pjanic si sacrifica in copertura, De Rossi lotta su ogni pallone, Borriello si impegna e lotta su ogni pallone, le lacrime di Balzaretti dopo aver segnato il goal del vantaggio al derby: questi sono tutti segnali che il gruppo c'è, è coeso e determinato a lottare per ottenere i 3 punti in ogni partita.

Nel match di ieri sera un elogio speciale lo merita Mehdi Benatia, uno degli acquisti più sottovalutati dell'ultimo calciomercato estivo.

Lo volevano in tanti ma lui scelse Roma.

Ieri è stato monumentale, un muro in difesa, devastante in fase offensiva, con una grande azione  ha spaccato la partita, buttandosi in attacco lasciando due difensori doriani sul posto e cascando in area dopo aver subito fallo riesce a colpire la sfera e insaccare il pallone in rete: minuto 65', 0 a 1, Roma in vantaggio il sogno prosegue.

Prestazione eccezionale del marocchino che insieme al brasiliano Leandro Castan forma la migliore coppia della serie A: solo un goal subito.

Pochi minuti prima al 62' è entrato Totti per un opaco Marquinho, il capitano dopo essersi riposato, regala la perla che chiude la partita: assist al bacio all’88' Gervinho, che dopo aver macinato chilometri e chilometri, ha la forza di depositare in rete il goal della tranquillità: 0 a 2 e partita in cassaforte.

Altro secondo tempo della Roma micidiale dopo l'ennesima prima frazione di studio della squadra giallorossa.

Garcia non sbaglia un colpo e ora sotto con il Bologna, serve il pubblico delle grandi occasioni: un Olimpico gremito, per cercare la 6° vittoria, e caricare la squadra nel modo migliore

Roma Lazio 2-0.

Nella 4° giornata di andata del campionato di serie A il derby capitolino è vinto dalla Roma sulla Lazio per 2-0.

Apre le marcature per i giallorossi Federico Balzaretti che al 64° su un cross proveniente dalla destra di Totti approfitta della disattenzione della retroguardia biancoazzurra per infilare al volo di sinistro una splendido gol con la sfera che termina in fondo al sacco alla sinistra di un incolpevole Marchetti.

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Pescara-Bari = 0-1

Il missile terra-aria di Cristian Galano dai 22 metri al 13° del primo tempo della partita Pescara-Bari = 0-1 della 5° giornata di serie B sorprende nettamente il portiere del Pescara Pelizzoli regalando 3 punti fondamentali al Bari che si porta a quota 5 punti in classifica e raggiunge la Ternana insieme allo stesso Pescara.

(vignetta)

Immaginepescara

Straripante Roma, e Lazio battuta per 2 a 0

logo-as-roma-11Primo tempo avaro di emozioni e chiusura sullo 0 a 0. La ripresa parte con la Roma all'attacco, al 51' Ljajic prende il posto di uno stanco Florenzi.

Poi il criticatissimo Balzaretti al minuto 63'  fa esplodere di gioia la Curva Sud portando i giallorossi in vantaggio.

Pochi secondi prima l'ex terzino del Palermo aveva colpito il palo con un gran tiro con il sinistro poi sul prosieguo dell'azione lo stesso Balzaretti ha scagliato in porta con il mancino tutta la sua rabbia, la frustrazione per questi due anni maledetti.

Roma avanti 1 a 0, fine di un incubo.

La squadra giallorossa si sblocca, biancocelesti alle corde, forse l'impegno in Europa League di giovedì contro il Legia Varsavia, è costato caro agli uomini di Petkovic.

Si susseguono gli attacchi Ljajic fraseggia più volte con Totti in fase offensiva, i due si cercano per tutto il secondo tempo con risultati spesso ottimi.

Marchetti si esalta parando un colpo di testa a botta sicura di De Rossi e negando il raddoppio al centrocampista della Nazionale.

Gervinho ha spazio e prova a correre e smarcarsi tra i difensori biancazzurri arriva al tiro al culmine di cavalcata palla al piede al 77' però la sua conclusione a rete è totalmente sballata.

Al 78' Ciani lascia il campo per infortunio sostituito da Dias, ma la sua gara dura solo pochi minuti: infatti, all’81' il difensore brasiliano viene espulso per fallo da ultimo uomo su Totti.

Il capitano esce dal campo tra gli applausi della Sud e Borriello prende il suo posto per gli ultimi minuti.

Al 91' De Rossi compie un grandissimo salvataggio in scivolata su Ederson.

Poi altro ottimo intervento di Marchetti che salva sulla linea la sfera dopo un colpo di testa di Borriello.

Al 93' il raddoppio romanista: Ljajic subisce fallo all'interno dell'area di rigore laziale, e poi trasforma il penalty del 2 a 0, e la festa può iniziare.

La Roma cancella l'incubo del 26 maggio con una prestazione convincente, da “grande” squadra, vince nuovamente, 4 partite su 4, è in testa al campionato 10 goal fatti 1 subito.

Chapeau monsieur Garcia meglio di cosi davvero non si poteva fare!

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