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Calcio

Calcio (350)

Lazio - Juve: il pareggio bianconero

Nell'anticipo della 21° giornata di Serie A allo Stadio Olimpico di Roma non è bastata l'espulsione di Buffon al 26°, il rigore realizzato da Candreva e la consegunte disputa dell'incontro in inferiorità numerica a fermare la corazzata "Juventus" di Antonio Conte che con veemenza e determinazione è riuscita a cogliere il meritato pareggio al 60° grazie allo spagnolo Fernando Llorente il quale dopo un perfetto cross dalla destra di Lichtsteiner riesce ad anticipare Biava in un duello aereo in area e a colpire di testa la sfera quel tanto da farle compiere una traiettoria arcuata e discendente che accarezza il palo alla destra di Berisha rimasto impietrito il quale non può far altro che osservare la sfera depositarsi in rete.

llorente

Roma - Genoa: capolavoro di Florenzi

La prima delle quattro reti giallorosse realizzate Domenica 12 Gennaio 2014 durante l'incontro della 19° giornata allo stadio Olimpico di Roma tra Roma e Genoa è opera di Alessandro Florenzi.

La dinamica della rete avviene attorno al 25° del primo tempo allorché Francesco Totti cerca di andar via a Marchese ma viene steso prima di entrare in area di rigore.

L'arbitro Calvarese di Teramo concede il calcio di punizione che lo stesso capitano della Roma si incarica di battere.

Parte il siluro con il destro che costringe alla respinta in 2 tempi la difesa genoana con il susseguente tentativo finale di Manfredini di allontanare con una parabola arcuata a discendere che però favorisce l'intervento di Alessandro Florenzi il quale colpisce con un destro magistrale in una rovesciata alla "Pelè" con una traiettoria che sorprende Perin andando a colpire la base interna del palo alla sua sinistra per poi terminare in rete per il tripudio di tutti i tifosi romanisti.

Florenzi

Il Bari nel recupero pareggia con il Carpi

Sembrava ormai doversi concludere con una sconfitta interna per il Bari di Alberti che alla 18° giornata della serie B è sotto per 2-1 con il Carpi quando al primo minuto di recupero dei 4 concessi dall'arbitro Bruno di Torino, è Cristian Galano a proporsi sulla sinistra ed effettuare un preciso cross con il sinistro che non viene intercettato di testa da Marotta, ma dopo il rimbalzo pochi metri più avanti colpito dapprima di petto da Statella, che di prima intenzione fallisce il primo tentativo di realizzazione con il sinistro rimpallato da un difensore emiliano, ma non il secondo con il destro che consente ai pugliesi di ottenere il tanto sospirato pareggio.

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Bari e Ternana: gol di Cristian Galano

È il 10° minuto del primo tempo al San Nicola di Bari si sta disputando il posticipo della 16ma giornata di serie B tra Bari e Ternana quando Cristian Galano (autore della doppietta che consentirà al Bari di vincere per 2-1) sigla la prima rete.

Il furetto barese dopo aver dribblato astutamente il difensore umbro Masi, fa partire un tiro mancino secco e preciso che in diagonale batte imparabilmente l'incolpevole Brignoli il quale si inarca in tuffo non potendo far altro che osservare incolpevolmente la sfera terminare sotto il sette alla sua sinistra.

Bari-Ternana2-1

Ogni maledetta domenica

football-goal-1429113-mPremessa doverosa: è senza dubbio arduo parlare del fenomeno calcio senza infrangere nel lettore e/o ascoltare il muro dell’oggettività.

Qualsiasi parola sia spesa a difesa di una posizione o dell’altra il rischio è di schierarsi con una parte della barricata.

La perdita di uno sguardo oggettivo tout court, nell’analisi delle questioni relative al mondo calcio, è una delle tragedie e sconfitte  culturali per il nostro paese, che determinano l’ascesa di una nuova classe sociale, gli ultrà!

La questione calcio offre in questo paese spunti di ogni genere, dalle riflessioni dotte, alle pseudo romantiche degli amanti calciofili, passando per i prosaico - moraleggianti dei detrattori e concludersi nelle questioni reali di problemi di lungo corso.

Il fenomeno calcio presenta, nelle sue prismatiche peculiarità, l’arrogante presunzione di sentirsi e sapersi intoccabile, inviolabile, insostituibile per la grande massa di adepti, tifosi e manager.

Affrancato, in questa viziosa teoria, dalla legittimità di poltrone e ricchi imprenditori che hanno fatto del calcio uno degli sport a più alto quoziente redditizio.

Il calcio e gli stadi, sono sempre più dipinti nella cultura mass-mediatica e popolare come la zona franca per eccellenza in cui tutto è permesso perché tutto è inspiegabilmente consentito.

Si riporta alla memoria storica il caso passaporti falsi del 2001 che coinvolse diverse società e giocatori eminenti.

La commissione calcio italiano chiuse la questione con semplici ammende e inibizioni per società e giocatori.

fans-on-the-stadium-561267-mAldilà delle questioni etiche relative, la pena apparve troppo mite e poco incisiva per porre rimedio a un problema importante come quello della falsificazione dei documenti.

Prim’ancora che illecito sportivo è un evidente atto illegale previsto dal codice penale all’articolo 496, il quale dichiara che il reato di false dichiarazioni sull'identità punisce chiunque, interrogato sull'identità, sullo stato o su altre qualità riguardanti se stesso o altra persona, rende dichiarazioni mendaci a un pubblico ufficiale o a un soggetto incaricato di un pubblico servizio nell'esercizio delle funzioni o del servizio.

La pena prevista è la reclusione da uno a cinque anni.

monumental-de-nuez-426251-sLa notizia fece grande scalpore, ma l’eco rimase strozzato in gola dei garanti della giustizia, il calcio, la politica, la società intesa come insieme di interessi e regole avvallava l’illecito, le scappatoie illegali i sotterfugi meschini pur di non interferire nelle regole del business calcistico.

Naturale porsi delle domande sui perché la giustizia ordinaria non intervenne in modo deciso e perentorio, salvaguardare il diritto prima dell’interesse sportivo.

Le prime “bravate” degli ultras mettevano in luce una nuova questione per i dirigenti del calcio ponendo in essere la richiesta di nuove regole, principi, norme.

L’euforia dei campionati portava, nonostante tutto, campioni, politici, tifosi ad annebbiare le proprie responsabilità, i propri ruoli, le proprie competenze.

Lo stadio diventava sempre più la valvola di sfogo per ogni topo di rimostranza sociale, tanto che le stesse ingiustizie sociali diventavano loro malgrado la difesa per scorribande e mala gestione; in quest’arena a cielo aperto lo sport veniva sempre più relegato a margine delle questioni, l’extra-calcio – ovvero tutto quello che di sportivo non era - copriva intere copertine di quotidiani e talk show sportivi.

Entravamo di diritto nel teatro dell’assurdo, città blindate per una partita di calcio, accoltellamenti fra tifoserie, scontri fra ultrà e polizia, stadi chiusi, Daspo, curve chiuse per cori razzisti.

Le gesta del campione diventavano l’arma impropria per difendere principi e doveri delle squadre di calcio, delle società come aventi diritti, dei tifosi come destinatari delle prodezze e delle singole scelte della società.

green-monsters-779097-sIn quest’anomalia del calcio, si sanciva il diritto inalienabile del tifoso: “Pago il biglietto ho il diritto di manifestare le mie idee/proposte alla società” e guai a chi ci toglie questo diritto/dovere.

Citiamo il caso di domenica 10 novembre quando in occasione della partita Juventus VS Napoli, gli ultrà juventini, dinanzi alle reiterate richieste dello speaker di interrompere i cori discriminatori contro i napoletani, facendo appello al buon senso, hanno risposto in modo eloquente: "Noi facciamo quel cazzo che vogliamo".

In questa epifania del calcio si può leggere l’innaturale metamorfosi che lo sport italiano vive, o più, semplicemente, la dimostrazione che il livello culturale del paese è sempre più prossimo al suo punto di bassezza massimo, oltre il quale sarà difficile scendere.

Nell’azzardato paragone semantico potremo definire il momento storico attuale del calcio italiano come il ground zero della nostra cultura sportiva. Se Cultura sportiva il paese presenta!

Di fatto, se rileggessimo con naturale oggettività del caso quanto accaduto negli ultimi anni, fuori e dentro gli stadi, i dubbi diventerebbero certezze e lo stupore avrebbe lasciato spazio a una nuova regolamentazione per tesserati e ultrà.

galatasaray-106984-sÈ noto a noi tutti della compravendita delle partite; dei tesserati corrotti, delle infiltrazioni malavitose nella gestione delle scommesse; delle città militarizzate che ogni maledetta domenica blindano stazioni, piazze, strade nella speranza che tutto fili liscio; intanto sono stati introdotti i Daspo, chiuse le curve per cori discriminatori, le tessere del tifoso, ma niente ha arginato l’anarchismo dagli stadi.

Se lo stupore e la gioia di una partita diventano il margine delle cronache sportive, si è necessitati dall’agire in modo differente da quanto fin qui proposto. 

A Benevento, Felice Evacuo, giocatore della squadra locale, fu intimato l’ordine di auto-licenziarsi e lasciare in 24 ore la città, reo di aver salutato la tifoseria della sua ex squadra – il Nocerina - , costretto in seguito a un umiliante video di scuse.

La tolleranza zero, proposta dal Premier Enrico Letta – condivisa e condivisibile -, in merito ai recenti fatti di Salerno devono aver un seguito reale, concreto, incisivo, non possono né devono rimanere parole al vento, o inutili specchietti per le allodole per imbonire l’elettore, sarebbe quanto di più sbagliato in questo momento di grave disagio socio-economico per l’intero paese.

galatasaray-107001-sQuanto accaduto domenica 10 novembre allo stadio Arechi di Salerno in occasione del derby Salernitana-Nocerina, rappresenta l’esempio massimo degli squilibri socio-culturali del paese.

La partita è durata poco meno di 20 minuti, conclusa per volere dei tifosi della Nocerina, esclusi, a loro volta, per volere del prefetto, dallo stadio e quindi impossibilitati a tifare la loro squadra.

Esemplare il coro dei tifosi: “O con noi o nessuna partita!”.

La vittoria di Pirro degli ultrà fa da sfondo ai Daspo, alle ammende e sospensioni per dirigenti e giocatori della Nocerina.

Ripercorrere l’accaduto è oggi secondario, riteniamo opportuno, invece, riportare stralci dell’intervista rilasciata per il quotidiano La Repubblica del 14/11/2013, a Gianni Mura dall’ex allenatore del Brescia, Marco Giampaolo, in merito agli ultimi avvenimenti.

“Se è, come, in effetti è, un problema culturale, non se ne esce senza un forte impegno da parte dello Stato.

Noi del calcio dovremmo educare allo spettacolo, far diventare la partita lo svago dei fine settimana dopo tutti i problemi che ci sono sul lavoro e in famiglia.”

Invece a sua volta il calcio diventa un problema (sic).

Invece?

football-461969-sInvece spesso smentiscono ogni legame con gli ultrà e gli passano i biglietti sottobanco.

Stigmatizzano con un fiero comunicato il comportamento degli ultrà e gli pagano la trasferta.

Se gli ultrà alzano in continuazione l'asticella delle prove di forza è anche perché sotto i piedi gli hanno steso tappeti rossi.

Tutti cercano di gestire il problema, ma gestire non vuol dire risolvere.

Bisogna prendere atto che molte misure sono fallite.

E nemmeno aiuta discutere di come hanno fatto gli inglesi ai tempi della Thatcher: aumentare di molto il costo dei biglietti, dotare gli stadi di celle dove chi delinque passa almeno una notte e la mattina dopo è giudicato per direttissima.

Se il Daspo in Italia si rivela inefficace, si potrebbe ipotizzare una destinazione a lavori socialmente utili.

Ogni maledetta domenica si vinca o si perda gli ultras non perdono occasioni per mettersi in mostra, contro altri supporter o contro la polizia:

8 aprile 2013: Roma, stadio Olimpico: sei accoltellati, in totale otto feriti, questo il bilancio della vigilia del derby capitolino.

Quattro dei fermi furono tramutati in arresti, due dei quali con Daspo.

Per tutti e quattro, alcuni dei quali con precedenti specifici, il Questore di Roma Fulvio della Rocca dispose il divieto di assistere alle manifestazioni sportive per 5 anni, il massimo previsto dalla normativa.

world-cup-06-545481-s22 aprile 2012: Genova, stadio Marassi: alcuni tifosi del Genoa, con la squadra di casa sotto 4-0 contro il Siena, provocano la sospensione di 45 minuti del match per lancio in campo di  fumogeni e petardi.

Una parte del pubblico lascia gli spalti, mentre alcuni tifosi si arrampicano minacciosamente sulle recinzioni.

Qualcuno si sistema sul tunnel che dovrebbe portare le squadre negli spogliatoi.

Mentre la terna arbitrale e il Siena, lasciano il terreno di gioco, il capitano del Genoa, Marco Rossi, prova a dialogare con i propri tifosi.

Molti giocatori del Genoa, probabilmente su pressione degli ultras, si sfilano le maglie e le consegnano a Rossi.

Qualcuno, come Giuseppe Sculli, si rifiuta.

Giandomenico Mesto ha una crisi di nervi e scoppia a piangere.

Le discussioni proseguono e, dopo 40 minuti ad altissima tensione, vengono ripristinate le condizioni per portare a termine il match.

21 marzo 2004, Roma: stadio Olimpico, sette tifosi della Roma dopo aver scavalcato le recinzioni ed essere arrivati a bordo campo impongono al capitano della Roma, Francesco Totti, di pretendere dal direttore di gara l’interruzione della partita a causa di un presunto evento funesto, in ottemperanza alla norma che stabiliva proprio questa possibilità.

Si diffuse sugli spalti, infatti, la voce, poi rivelatasi infondata, circa la morte di un ragazzo che sarebbe stato investito da una camionetta della polizia.

L’ufficiale smentita da parte della polizia, diffusa tramite gli altoparlanti dello stadio, non fu in grado di levare ogni dubbio.

Dopo 25 minuti di sospensione della partita, l’arbitro Rosetti, a seguito di una consultazione telefonica con il presidente della Lega Calcio, Adriano Galliani, decise di interrompere definitivamente la gara.

Sono solo alcuni dei numerosi esempi che la cronaca riporta, il resto è una memoria senza fili che il passato ripone nella scatola del dimenticatoio; in fondo sono solo partite di calcio!

Dodicesima giornata di serie B.

Siamo al 78° allorché il Bari riesce a cogliere il pareggio (1-1) al Castellani di  Empoli grazie a Cristian Galano.

La dinamica dell'azione che porta alla segnatura ha le sue radici in un sospetto controllo volontario con la mano di Calderoni che astutamente serve Fedato il quale, nel tentativo di proporre una sfera allettante in profondità per gli attaccanti baresi, trova una deviazione fortuita di un difensore empolese che permette a Cristian di tirar fuori dal cilindro una delle più belle perle del suo repertorio e cioè il siluro rasoterra con il mancino che piega letteralmente i guantoni a Bassi con la sfera che sbatte rasoterra sul palo sinistro interno per poi terminare finalmente in rete per il tripudio barese.

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Nuovo cambio di look per lo stemma dell’Everton Football Club

Crest EvertonE’ stato svelato questa mattina, durante una conferenza stampa,  il nuovo logo societario per la stagione 2014/2015 dell’Everton F.C. scelto direttamente dai tifosi.

Infatti, dopo le numerose critiche mosse dai sostenitori dei “Toffees”, oltre 22.000 firme raccolte online, contro la scelta societaria di eliminare lo storico motto della squadra dallo stemma presentato a maggio per la stagione 2013/2014, il club blu royal si è visto costretto a un nuovo restyling.

Questa volta però, al fine di evitare brutte sorprese, sono stati coinvolti anche i tifosi.

I fan, dunque, hanno avuto la possibilità di scegliere il loro stemma preferito su tre diverse opzioni.

Il contest ha coinvolto un gran numero di utenti online, secondo i dati ufficiali i voti pervenuti sarebbero stati 13.268, dei quali 39 non validi.

«Vorrei ringraziare tutti i sostenitori che hanno preso parte a un ampio processo di riprogettazione del logo. – ha dichiarato in una nota Alan Myers, Everton Director of Communications - Non vedo l'ora di vedere il nuovo stemma sulla maglietta, allo stadio, nel merchandising e sul sito web».

Il Crest prescelto, che ha ottenuto una vittoria schiacciante sulle altre alternative possibili aggiudicandosi il 78,18% delle preferenze, manterrà alcune similitudini con quello originale ideato da Theo Kelly per la stagione  1937-38.

Al suo interno, infatti, con enorme soddisfazione dei tifosi, conserverà le icone principali della tradizione del club, come la Torre di Prince Rupert, che sorge nel cuore del quartiere Everton a Liverpool, il famoso motto, “Nil Satis Nisi Optimum”,  "Solo il meglio è abbastanza buono" e lo scudo.

La Carrarese di Mister Maurizio Braghin

Dopo la 4° giornata del campionato di Lega Pro di 1° Divisione Girone A la Carrarese di Mister Maurizio Braghin si ritrova insieme al Pavia in penultima posizione di classifica a quota 3 punti con 5 reti realizzate tutte alla prima giornata a San Marino (San Marino-Carrarese=0-5) e altrettanto 5 reti subite nelle sconfitte interne con Virtus Entella (0-1), Reggiana (0-2) e in quella esterna di Vicenza (2-0).

La sensazione più immediata a questo punto è che il Mister biellese dovrà lavorare parecchio per portare il prima possibile la propria squadra in una posizione più tranquilla di classifica quantomeno per riuscire a ottenere una salvezza ipotetica figurativa anticipata visto che molto probabilmente dal campionato prossimo 2014/15  la Prima Divisione verrà unita alla Seconda Divisione per far posto a un'unica Lega Pro. .

(vignetta di Maurizio Braghin).

 

Braghin

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