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8 marzo tra feste, conquiste, dolore e tragedie

173000858 marzo: un giorno di conquiste politiche e sociali, ma anche di dolore e di tragedie 

Vorrei spiegare alle giovani generazioni che si affacciano alla vita e che non conoscono la storia, che quella dell’8 marzo non è una giornata di puro divertimento, ma è qualcosa di molto più importante. Le sue origini difatti, risalgono a una tragedia avvenuta nel 1908.

Tutto accadde a New York in un’industria tessile, La Cotton, dove delle lavoratrici scioperarono per protestare contro le disagiate condizioni di lavoro. Lo sciopero proseguì per diverse giornate ma fu proprio l'8 marzo che Mr. Johnson, il proprietario dell'industria bloccò le uscite della fabbrica, impedendo alle operaie di uscire dalla stessa.

Pare che dopo, fu appiccato il fuoco all’azienda; ne scaturì un incendio che ferì mortalmente 129 operaie, tra cui anche delle italiane. Donne che cercavano semplicemente di migliorare la propria qualità del lavoro.

In Italia la Festa della Donna iniziò a essere celebrata nel 1922 con la stessa connotazione politica e di rivendicazione sociale. L'iniziativa prese forza nel 1945, quando l'Unione Donne in Italia (formata da donne del Pci, Psi, Partito d'Azione, Sinistra Cristiana e Democrazia del Lavoro) celebrò la Giornata della Donna nelle zone dell'Italia, già liberate dal fascismo.

L'8 marzo del 1946, per la prima volta, tutta l'Italia ha ricordato la Festa della Donna ed è stata scelta la mimosa, che fiorisce proprio nei primi giorni di marzo, come simbolo della ricorrenza. Negli anni successivi la Giornata è diventata occasione e momento simbolico di rivendicazione dei diritti femminili (dal divorzio alla contraccezione fino alla legalizzazione dell'aborto) e di difesa delle conquiste delle donne.

Oggi le donne chiedono a gran voce i loro diritti: non solo lavorativi, sociali, ma in modo particolare di rispetto e tutela. Troppe sono le vittime di abusi, di violenze, per non parlare del femminicidio.

Tante sono le associazioni in Italia che seguono e aiutano le donne in difficoltà e cercano di seguirle e di aiutarle. Molte volte i carnefici si trovano, però all’interno del nucleo familiare e diviene davvero complicato soccorrere e assistere le vittime, tanto più quando ci sono di mezzo dei minori. La paura prende molte volte il sopravvento e le donne temono di parlare, si chiudono e cominciano le menzogne, entrando così in un circolo vizioso.

Se ci fermiamo un secondo a leggere i numeri di questi reati, c’è da rabbrividire:

127 donne uccise dai loro compagni, fratelli, mariti nel 2010, 137 nel 2011 e ben 118 nel 2012.

Una ricorrenza di dolore; un male che miete vittime che dobbiamo assolutamente fermare.

La giustizia, lo Stato deve necessariamente porre fine a tutto questo, imponendo pene più severe e non lasciando liberi di circolare persone che hanno compiuto atti disumani. Quante volte abbiamo letto di assassini che sono stati scarcerati per l’indulto dopo pochissimi anni o che sono agli arresti domiciliari? E’ questa la giustizia?

Quanto dolore, quanta sofferenza per i familiari che restano e che vedono i carnefici a piede libero, mentre i loro cari non ci sono più.

Pensiamoci quando ci recheremo a comprare il mazzetto di mimosa. Serve davvero o sarebbe molto meglio comportarsi come essere umani e non come bestie?

La donna non è un oggetto che si può possedere, è una persona che ha gli stessi diritti di un uomo; che ama come lui, e anzi, molte volte sa donarsi totalmente come per esempio quando diviene madre, offrendo se stessa per la vita di suo figlio.

Questa è una donna: un essere completo.

Non serve quindi regalare una mimosa per festeggiarla, per ricordarle che è donna. Occorre solo rispettarla e comprendere quanto sia importante il suo ruolo nella società.

Ultima modifica ilGiovedì, 07 Marzo 2013 23:00
Dora Millaci

Poetessa e scrittrice, prolifica in modo particolare di racconti brevi. Grazie alla sua innata sensibilità e amore per il prossimo, riesce a scuotere la coscienza del lettore sui temi della sofferenza, della morte, della comprensione, della tolleranza e dell'amicizia. Ogni sua opera è unica e la sua “impronta” la si ritrova e la si riconosce anche nelle favole, poiché in ogni racconto c'è sempre una profonda morale. Col suo modo di scrivere semplice riesce a raggiungere il cuore del lettore, lasciandone alla fine un segno profondo.

Attualmente collabora con diverse riviste on-line e cartacee, oltre che condurre una piccola trasmissione radio sul web: Una voce per un aiuto.

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